Antisemitismo | Kolòt-Voci

Categoria: Antisemitismo

Sul mito del deicidio

Marco Ottolenghi

La passione e la morte di Gesù sono tra gli elementi fondamentali della religione cristiana. Purtroppo, accanto alla fede, si è sviluppato nella storia del cristianesimo il mito del deicidio a danno del popolo ebraico, che ha causato una sequenza atroce di morte e distruzione. Quasi tutti i Padri della Chiesa contribuirono a rafforzare l’accusa del “popolo deicida” ed indussero i cristiani, con invettive feroci ed oltraggi, al disprezzo e all’odio verso il popolo ebraico, che a loro dire, un tempo prediletto da Dio, era poi diventato il popolo di Satana. Ad esempio, S. Giovanni Crisostomo scrisse che “Dio ha abbandonato gli ebrei: essi non hanno riconosciuto il Padre, hanno crocifisso il Figlio (…), la loro sinagoga ormai è la sede dei demoni e dell’idolatria”. Continua a leggere »

New York Jesus Splatter

L’anteprima organizzata dal prete.

William Beccaro

Anteprima speciale per le chiese di New York e dintorni di La passione di Cristo, l’ultimo film di Mel Gibson. Per i fedeli più assidui tra i banchi delle parrocchie, per soli undici dollari, il film era visibile con ben Due giorni di anticipo rispetto all’uscita nelle sale statunitensi del 25 febbraio. I biglietti per l’anteprima del 23 sono andati a ruba, ma grazie A un prete italoamericano di Long Island sono riuscito ad accaparrarmene uno. Continua a leggere »

Liberte, Egalite, Antisemitisme

Così l’antisemitismo è diventato “il problema numero 1 in Francia”

Giulio Meotti

Il 17 marzo Edgar Morin è comparso davanti al tribunale di Nanterre per rispondere all’accusa di diffamazione razziale. Sul Monde ha definito Israele “un popolo dominatore e, tranne un’ammirevole minoranza, sprezzante e che prova soddisfazione a umiliare”. Renaud Camus aveva scritto di provar fastidio nel “vedere questa civiltà francese avere come principali portavoce una maggioranza di ebrei”. Fayard ne ha ritirato il libro in commercio. Il comico Dieudonné è andato in tv a dire che “con la bandiera israeliana mi ci pulisco il culo”, che “bin Laden è solo contro la più grande potenza del mondo, e questo ispira per forza rispetto”, salutando IsraHeil l'”asse americano- sionista”. Pochi giorni fa la folla lo ha accolto al grido “liberate Dieudonné, libertà d’espressione”, conformista come il branco che voleva linciare Dreyfus prima che salpasse per l’Isola del Diavolo.

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Sinistra ecco la storia del tuo antisemitismo

David Bidussa

Esistono dimensioni specifiche dell’antisemitismo distintamente riferibili alle destre e alle sinistre. In merito ad alcune questioni si producono anche delle sovrapposizioni, ma è essenziale tenere separati i campi di analisi. In questo intervento intendo affrontare la genealogia dell’antisemitismo all’interno delle culture della sinistra. Continua a leggere »

Kill Jesus di Mel Taliban Gibson (in Tarantino)

Christian Rocca

IL FOGLIO, 25 febbraio 2004

New York. Immaginate due ore di pulp fiction applicate alla passione di Cristo, con torture, scudisciate, martellate, frustate, chiodi infilzati, braccia spezzate, sputi, pugni, calci, sangue, sangue, tanto sangue. Immaginate un Vangelo secondo il Marchese de Sade girato con la consulenza di Quentin Tarantino e troverete Kill Jesus ovvero “The Passion of the Christ”, il film di Mel Gibson che negli Stati Uniti esce domani, mercoledì delle ceneri, ma che ieri il Foglio ha visto in anteprima in una sala privata di Manhattan. Continua a leggere »

Intolleranza «…Iuxta crucem lacrimosa»

Ariel Levi di Gualdo si fa portavoce dell’ “ebraismo istituzionale” contro i “gruppuscoli”

Non occorre essere cristiani, per provare umanità dinanzi al Cristo affisso ad un orribile patibolo romano. Davanti a quell’immagine tornano in mentre le parole affidate da Giovanni Battista Pergolesi a soprano e contralto: «Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat filius» (stava la madre dolorosa sotto la croce lacrimosa dove pendeva il figlio). Da alcune settimane è esplosa la polemica sul film di Mel Gibson: The Passion. In giro per la rete telematica si sono moltiplicati articoli di gruppetti ebraici, che nell’ipotesi migliore rappresentano se stessi, non certo l’Ebraismo istituzionale. Nel mondo ebraico esiste una piccola percentuale di soggetti che sfruttano l’Ebraismo per far deflagrare i loro disturbi interiori, miscelando la politica alla psicopatologia della vita quotidiana. Diversi di questi articoli colpiscono per il loro odio anti-cristiano. Forse è il caso di chiarire che l’antisemitismo e l’anticlericalismo, pur essendo patologie sociali molto diverse, sono mosse dallo stesso genus: l’uomo malato d’odio verso l’altro. Continua a leggere »

Caro Vecchioni

Yasha Reibman

In molti ti seguiamo con affetto e interesse. Sappiamo quanto la musica tocchi nel profondo chi la senta più di mille ragionamenti. Anche per questo abbiamo ascoltato con attenzione e preoccupazione “Rotary Club of Malindi”, il tuo ultimo album, e in particolare “Marika”, la canzone in cui parli delle ragioni di una giovane terrorista. Abbiamo apprezzato la tua sensibilità quando hai deciso di non cantare questo pezzo a Torino, a pochi giorni dall’attentato di Madrid. Marika infatti non è solo una canzone. Marika è stata in Spagna pochi giorni fa e da quasi quattro anni oramai gira per le strade di Israele. Entra nei pub, sale sugli autobus dei bambini che vanno a scuola, colpisce nel porto gli operai. Continua a leggere »