Antisemitismo | Kolòt-Voci

Categoria: Antisemitismo

«La Chiesa preconciliare si è sempre sforzata di convertire i giudei»

Antisemitismo, odio antico. Non soltanto nazista

Giorgio Israel

Il dialogo ebraico-cristiano richiede pazienza. Non è pensabile che secoli di «disprezzo, di ostilità e di persecuzione contro gli ebrei in quanto ebrei» — per dirla con le parole del pregevole documento della Pontificia Commissione Biblica su Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture (2001) — non lascino traccia e che i passi necessari a dissiparne le conseguenze possano essere compiuti in poco tempo. Richiede soprattutto due requisiti: che l’ombra del passato non gravi come un pregiudizio sul presente; e che le azioni presenti indichino in modo inequivocabile la volontà di superare definitivamente gli errori del passato senza disconoscerli. È legittimo chiedere a chi ha subito un torto di non farsi condizionare per sempre dal passato, purché non si avanzi l’inaccettabile pretesa che il torto non sia avvenuto. Qui equilibrio e saggezza sono doti necessarie. Nel dibattito suscitato dalla pubblicazione sul Corriere della Sera del documento sui bambini «giudei», più d’uno si è mosso con l’incedere di un elefante in una cristalleria, provocando sconquassi che si spera non abbiano conseguenze devastanti. Continua a leggere »

Antisemitismo, rivalsa vittimistica

Stefano Levi Della Torre

In che cosa siamo diversi dagli altri, noi ebrei? Abbiamo storie particolari che in parte ci accomunano; abbiamo culture e tradizioni particolari per chi di noi le vive e le studia; abbiamo anche una religione particolare, per chi di noi ci crede e la pratica. Ci capita però di sospettare di razzismo chi ci considera diversi, e al tempo stesso di offenderci se non viene riconosciuta la nostra diversità. In che cosa vogliamo essere considerati uguali e in che cosa vogliamo sia riconosciuta una nostra differenza? Mi sembra una buona domanda per chiarire i rapporti tra noi e tra noi e gli ‘altri’. Ma occorre considerare che ogni seria differenza può produrre contemporaneamente diffidenza e attrazione, come succede ad esempio tra donne e uomini. Per cui non è logico vantare una nostra diversità pretendendo che questa sia del tutto esente da qualche attrito con coloro rispetto a cui ci differenziamo. Un certo attrito tra noi e gli altri è fisiologico. Qual è la soglia oltre alla quale questo attrito diventa patologico e possiamo parlare lucidamente di sintomi antisemitici? Continua a leggere »

Antisionismo e antisemitismo

Il CDEC francese riesce a vedere anche l’antisemitismo arabo

L’antisionismo, così radicato nel mondo arabo e anche in Europa, non può non aver a che fare con l’antisemitismo perché va a negare il processo di liberazione di un popolo. L’accusa, corrente nel mondo arabo, di essere un popolo “creato da Hitler”. L’accusa, corrente in Europa, di comportarsi come nazisti. La ragione di entrambi i popoli, con la differenza che per gli ebrei Israele è l’unica spiaggia. Intervista a Georges Benoussan.

Georges Benoussan, storico, è direttore della Re vue d’Histoire de la Shoah, pubblicazione del Centre de Documentation Juive Contemporaine di Parigi; ha pubblicato: Génocide pour Memoi re, Plon 1989; L’Eredità di Auschwitz, come ri cordare?, Einaudi 2002; Histoire politique du sio nisme, Fayard 2003 (presto in uscita da Einaudi). Continua a leggere »

La Shoah fu un tentativo di genocidio

Giovanni De Martis (www.olokaustos.org) risponde alla provocazione di Giorgio Israel

Secondo Giorgio Israel “il genocidio è un concetto balordo e autocontraddittorio: se non esistono le razze – e non possiamo crederlo a meno di non essere razzisti, oltre che ignoranti – che senso ha parlare della soppressione di ciò che non esiste, se non nell’intenzionalità?” Continua a leggere »

Com’è successo che la memoria della Shoah alimenti l’antisemitismo

Giorgio Israel

Ha ben ragione Ernesto Galli della Loggia – quando parla della “tendenza da tempo sempre più forte nelle società occidentali che vede singole minoranze di qualunque tipo […] rivendicare un vero e proprio inedito diritto alla propria onorabilità storico-culturale da proteggere con apposite sanzioni penali” – a sottolineare come essa si manifesti “sull’onda di quanto stabilito da molte legislazioni per gli ebrei”. Questa osservazione si completa con quella del direttore del Foglio quando parla di “quella sinistra che è disposta a condannare chi racconta barzellette razziste contro gli ebrei, ma non quei movimenti islamici che puntano a distruggere Israele”. In un libro di alcuni anni fa (“La questione ebraica oggi”), mi permisi di osservare che le radici e le implicazioni della perversione per cui lo sterminio degli ebrei è divenuto, da modello negativo assoluto, il modello positivo per l’affermazione dei diritti delle minoranze, sono legate a due idee: l’unicità della Shoah e il concetto di genocidio. Questa osservazione mi è costata l’ostracismo delle madrasse culturali, ma sono prezzi che si sa di dover pagare. In sintesi. Continua a leggere »

Allam e Magiar sugli ebrei dei paesi arabi

Gli arabi senza gli ebrei

Magdi Allam – Corriere della Sera 19 novembre 2004

Israele forziere delle identità arabe mutilate.

Israele depositario della cattiva coscienza dei popoli arabi.

Israele testimonianza vivente della realtà storica dei Paesi arabi tutt’ora negata, falsificata, ignorata.

Vedendo il documentario The silent exodus di Pierre Rehov sull’espulsione e la fuga di un milione di ebrei sefarditi, ho capito meglio la tragedia di comunità che erano parte integrante e fondamentale delle società arabe, e ho soprattutto scoperto l’essenza della catastrofe che si è abbattuta e da cui non si è più risollevata la fin troppo mitizzata Nazione araba. Continua a leggere »

La santa alleanza tra ebrei di destra e cattolici integralisti per la difesa acritica di Israele

Come per Gomel gli ebrei buoni, “portatori di memoria” combattono invece l’antisemitismo

Giorgio Gomel

Il vittimismo dei cattolici circa le ragioni dell’esclusione di Buttiglione dalla Commissione della UE – essi giungono a parlare di discriminazione anticristiana o, come il Presidente della Compagnia delle Opere, equiparano i cattolici oggi agli ebrei negli anni ’30 – sarebbe motivo di ironico divertimento se non rivelasse un sostrato più profondo, cioè, un moto di revanscismo clericale contro una laicità dello stato faticosamente e solo parzialmente conquistata. Continua a leggere »