Antisemitismo | Kolòt-Voci

Categoria: Antisemitismo

Gli ebrei vittime dei peccati della sinistra

Alessandro Schwed

Nella vita ebraica c’è un vibrare quotidiano che si allunga fino ad oggi ed è l’attenzione alle parole, dato che alcune, specialmente quelle che sembrano normali, possono nascondere insidie. Non sempre è facile cogliere il male delle parole, come con gli striscioni nazisti allo stadio, o nell’evidenza di un corteo di sinistra che brucia le bandiere con la stella di David. Certe locuzioni si presentano mimetizzate dall’uso della lingua, o rese invisibili dall’immane flusso delle informazioni. Continua a leggere »

Vecchio Fuhrer, nuovi furori

Giorgio Israel

Distruggendo Israele, il poligono islamista vorrebbe risolvere la “questione ebraica” lasciata a metà da Hitler

In un discorso tenuto al Reichstag il 30 gennaio 1939, Adolf Hitler proclamò di voler essere ancora una volta profeta: «se la finanza ebraica internazionale d’Europa e fuori d’Europa dovesse riuscire, ancora una volta, a far precipitare i popoli in una guerra mondiale, allora il risultato non sarà la bolscevizzazione del mondo, e dunque la vittoria del giudaismo, ma, al contrario, la distruzione della razza giudaica in Europa». L’impostazione del discorso era “pacifista”. Il Führer insisteva sull’anelito dei popoli alla pace, troppe volte frustrato dalle tendenze guerrafondaie del giudaismo internazionale, sulla scia di quanto aveva scritto nel Mein Kampf, dove aveva osservato che, se si fossero uccisi in tempo quei 10-15.000 ebrei che avevano scatenato la Prima guerra mondiale, si sarebbero risparmiate milioni di vite e, in particolare, un milione di vite tedesche. Continua a leggere »

Prigioniero del battesimo (storia di Leon Osimo)

Giuseppe Pederiali – Padania Felix, Reggio Emilia, Diabasis 1999, ISBN 88-8103-080-2, p. 52-60.

La sera del 26 gennaio 1778 un bambino ebreo di diciassette mesi, Leon Osimo, entrava nel carcere di Finale Emilia, la possente rocca che era stata fortezza di confine tra Longobardia ed Esarcato, poi castello degli Estensi, loro palazzo di villeggiatura e infine, dopo il passaggio di quella famiglia a Modena, di nuovo avamposto militare e tetro carcere. Continua a leggere »

Quelli che scrivono, quelli che parlano, quelli che stanno zitti

Ancora sull’antisemitismo della casta dei giornalisti

Nicola Borzi – 14.02.2006

Scrivo perché anche altri sappiano cosa significa, ieri e oggi, antisemitismo in Italia, come il fenomeno sia carsico anche nel mondo dell’informazione, come molti “rispettabili” colleghi ne siano portatori più o meno palesi. Anche quando non si parla di noi stessi, si scrive sempre e solo per fatto personale. Queste parole non faranno eccezione. Scrivo perché gli avvenimenti della “Voce di Mantova” mi offrono un’occasione per testimoniare su cose alle quali ho assistito personalmente, una decina di anni fa. Continua a leggere »

Sgarbi difende l’antisemita di Mantova

Il Giornale – n. 7 del 13-02-06

L’«antisemita» di Mantova

Vittorio Sgarbi

Per inutili antiche polemiche, dovrei compiacermi del dimissionamento del direttore della Voce di Mantova, Davide Mattellini, ostinato oppositore delle storiche amministrazioni di centrosinistra che governano indisturbate da anni la bella città di Mantova. Pettegolezzi, insinuazioni, colpi bassi, disprezzo dell’azione spesso sbrigativa, ma illuminata, dell’ex sindaco Gianfranco Burchiellaro, animatore di memorabili mostre in Palazzo Tè, non giustificano il sacrificio del direttore per avere, anche in modo provocatorio, difeso concetti, principii e simboli che fanno riferimento alle nostre radici cristiane. Abbiamo già dovuto sopportare l’insulto a Fabrizio Quattrocchi cui la città di Genova ha negato il nome di una piazza. Registriamo con compiacimento la determinazione della Chiesa di santificare don Andrea Santoro, martire civile oltre che religioso, come martire religioso oltre che civile è stato Quattrocchi. Le condizioni e la contrapposizione di culture sono le medesime; e forse la Chiesa dovrebbe fare uno sforzo per avviare la causa di beatificazione anche per Quattrocchi. I grandi martiri cristiani non sono necessariamente preti. E anche civili e soldati (penso al santo da cui derivo il nome) hanno avuto il riconoscimento del loro martirio in nome di una orgogliosa identità religiosa. Continua a leggere »

Quelli che non prendono lezioni dagli ebrei

Inchiesta vecchio stile di Marina Morpurgo, su Diario del 10 febbraio

Dal giugno 2005 il direttore di un piccolo quotidiano di provincia, «la Voce di Mantova», venduto insieme a una vecchia e prestigiosa testata di Torino, conduce una vergognosa campagna che ricorda in certe espressioni i brutti tempi che furono. Ma lui si difende (antisemita io? ma state zitti!) e dice che è tutto un sudicio complotto della sinistra per mettere a tacere un libero pensatore

«Non avremmo mai voluto riconoscergliela per partito preso, ma Berlusconi ha ragione piena: questa sinistra non va solo sconfitta; andrebbe cancellata proprio, quale atto di legittima difesa contro una minaccia antistorica e liberticida. Minaccia strisciante, bifida, a sangue freddo ben sapendo che solo gli animali a sangue freddo sono velenosi». (Voce di Mantova del 2 febbraio 2006. Titolo dell’apertura in prima pagina: «La sinistra vuole zittire la Voce». Occhiello: «Un libello per diffamare la stampa libera. Berlusconi ha ragione». Catenaccio: «Accuse di antisemitismo da Mantova ebraica e Istituto di storia»). Continua a leggere »

Mangi Kasher? Sei una pericolosa fanatica

Camilla Baresani su Magazine del Corriere

Non tollero più i fanatici dell’intolleranza gastronomica

Tra cozze non kosher e amanti del “terroir” mettersi a tavola può diventare sempre più spesso qualcosa di indigesto. Per colpa degli scontri di civiltà. Ma anche di chi straparla di “tipico”, “goloso” e “sentori da degustare”.

Il cibo può risultare indigesto non solo in sé e per sé, ma anche per motivi “esterni”. Ecco un esempio. Tempo fa vengo invitata a cena da una giovane amica italianissima e d’origine ebraica: un’altra ospite, la scrittrice Serena Vitale, si era offerta di portare qualcosa di cucinato che servisse di rinforzo: ma a causa di un fraintendimento, anziché una focaccia con la scarola aveva preparato una teglia di riso di riso patate e cozze, tipico piatto della tradizione pugliese. Continua a leggere »