Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

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Quando la pezza è peggio del buco

Doppio serpente. Alcune reazioni alle scuse frettolose della farmacia milanese di piazza Vesuvio con la zelante commessa anti-Israele.

La farmacia Vesuvio ringrazia sentitamente il Presidente della Comunità ebraica di Milano, Milo Hasbani, per averci dato la possibilità di scusarci pubblicamente per le gravi e improvvide affermazioni della nostra dipendente, che non esprimono in alcun modo il sentire della Farmacia e dalle quali la stessa si dissocia fermamente. Ci dispiace se tale episodio ha causato offesa o disagio alla cliente che ha denunciato l’accaduto e a qualsiasi altro membro della Comunitá. Confidiamo che simili episodi non si ripeteranno in futuro e garantiamo che la Farmacia sarà, in piena coerenza con la sua storia, un luogo aperto a tutti. Dott Achille Bonandrini – Farmacia Vesuvio

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Daniel, matto ma non troppo

Ruth Migliara Di Segni

DanielMattoAnno 1776. Nel ghetto di Roma, splendidamente dipinto da Mario Pacifici nel suo nuovo romanzo “Daniel il Matto”, gli ebrei conducono vite semplici e senza pretese. Ciascuno cerca di portare a termine la giornata, facendo il suo mestiere e tenendosi lontano dai guai. Dall’esterno, d’altronde, molteplici pressioni rendono la vita non facile. Di fronte ad un furto, c’è subito chi non vede l’ora di trovare un colpevole nel ghetto. La chiesa, dal canto suo, tenta con ogni via, di ricondurre il popolo ebraico alla “giusta fede” e, in tutto questo, le autorità civili stanno a guardare e assecondano la logica per cui l’ebreo è colpevole e perdente in partenza.

A Daniel il matto non importa di niente e nessuno e, inizialmente, in questo, ci sembra davvero un folle. Ma se si seguono le sue avventure, intrecciate a quelle di altri personaggi del ghetto, si finisce per comprendere che, come spesso accade, il matto è forse l’unico ad afferrare la verità delle cose. D’altronde la follia di Daniel sta forse solo nel non arrendersi all’ingiustizia e nel coraggio di esporsi e prendere posizione. Egli è inoltre “speciale” non solo per la sua irriverenza.

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Racconto – La riffa

Nel presentare un nuovo racconto di Mario Pacifici, diamo notizia in anteprima dell’uscita di una sua raccolta di racconti sulle leggi razziali, dal titolo “Una Cosa  da Niente”. La raccolta apre uno spiraglio sulla solitudine degli ebrei e sulla connivente acquiescenza di gran parte della società italiana di fronte alla tragedia della discriminazione. Pubblicata da Opposto Editore (www.opposto.net), la raccolta è già in vendita da Kiryat Sefer (via del Tempio a Roma) e in molte librerie del Lazio.

Mario Pacifici

Chiuso in un grumo di inconsapevole sofferenza, David osservava la bara che scendeva nel sepolcro, con la fredda indifferenza di un estraneo. Sebbene a tratti fosse scosso da un lieve tremore, continuava a ripetersi che non c’era nulla che lo legasse a quell’uomo, se non il fatto di essere suo figlio. A pochi passi da lui, sua madre piangeva dietro gli occhiali scuri. David non se ne capacitava. Suo padre le aveva reso la vita impossibile! L’aveva umiliata con i suoi tradimenti e annichilita con i suoi inganni eppure tutto questo non aveva scalfito quella sua irritante devozione.

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Racconto – La lettera

Tornano i racconti di Mario Pacifici

Si porta del vino a casa di un musulmano? Bella domanda. Di certo non si va a mani vuote, la prima volta che ti invita, ma forse fiori o cioccolatini sono più corretti… Anche se lui il vino lo beve e come se lo beve! Vada per i fiori. Comunque Ibrahim è un musulmano a modo suo. Sua moglie è cattolica e i figli sono battezzati. Dice che i suoi vivono in Pakistan e magari vanno in moschea tutti giorni, ma lui se ne sbatte di Maometto e del Corano. E’ italiano a tutti gli effetti.

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Il matrimonio di Daniel il Matto

Continua la saga dell’autore romano ambientata nella Roma papalina.

Mario Pacifici

Roma 1778. Combinare un matrimonio non è poi difficile, diceva spesso Shoshanna, nel presentarsi a qualche genitore in pena. Se la ragazza è giovane e bella, se la dote è consistente e se il pretendente è un lavoratore, timorato di Dio, possono riuscirci perfino quattro comari. I miei servizi sono preziosi invece quando le cose si fanno complicate. Quando perfino la merce più pregiata diventa difficile da collocare sul mercato.

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Paradosso per una jewish mamy

Gli altri racconti


Nuovo racconto fresco di penna

Mario Pacifici

Era un vecchio appartamento, grande ma decadente, disposto come si usava ai primi del novecento, con le stanze in sequenza una dietro l’altra. Un tempo era un’abitazione animata. La famiglia era numerosa allora. Oggi erano rimasti in due, lui e sua madre, a dividersi quegli ambienti ormai troppo grandi, pieni di ricordi e di oggetti polverosi.

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Una cosa da niente

Il racconto vincitore del primo premio al concorso del Festival della Letteratura Ebraica di Roma del 2008. Dalla raccolta “Una cosa da niente ed altri racconti” sulle leggi razziali fasciste

Mario Pacifici

Come avrebbe più tardi puntigliosamente annotato nel suo verbale di notifica ed accertamento, il maresciallo Moretti si presentò alla porta degli Efrati alle 13,15 del giorno 14 Marzo 1941. A quell’ora la famiglia era in tavola, gli spaghetti fumavano nei piatti e mentre la mamma ancora sfaccendava tra tinello e cucina, David, il figlio tredicenne, si esibiva, fra un boccone e l’altro, nell’imitazione del professore di matematica.

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