I paragoni improponibili di Gad Lerner | Kolòt-Voci

I paragoni improponibili di Gad Lerner

Niram Ferretti

Gad Lerner, quando parla di Israele, tocca un argomento che gli si ritorce sempre contro. Il motivo è semplice. Come tutti i parlati, Lerner usa solo stereotipi, un prontuario già confezionato a cui attingere senza grosso sforzo. Israele è troppo reazionario per questo stagionato ex lottatore continuo. Non gli piace proprio. Non gli piace il nazionalismo, non gli piace Netanyahu, non gli piace un ebraismo ben radicato nella terra, troppo mosaico, troppo arcaico. Un ebreo diasporico come lui ha altri orizzonti, quelli del mondo, non quelli angusti di un piccolo stato in Medio Oriente.

Ma con cosa ci ha deliziato Lerner ultimamente? Con uno dei suoi pensosi Tweet. “Lo sfratto di 4 case abitate da palestinesi nel quartiere Sheikh Jarrah a Gerusalemme giustificato come restituzione perchè 73 anni fa avevano proprietari ebreu è un caso di pulizia etnica. In base a questo principio quante case andrebbero restituite ai palestinesi”?

Potere dire che Israele pratica la pulizia etnica non è una meraviglia? Certo è un topos un po’ usurato, ma è sempre efficace. Illan Pappe, il ciarlatano Pappe, ci ha costruito su un libro pieno zeppi di omissioni, una patacca smascherata puntualmente da Benny Morris. Ma qui non è necessario Morris. 

Esiste una legge del 1970, secondo la quale è possibile per ebrei israeliani a cui vennero confiscate le abitazioni dalla Giordania quando occupò abusivamente la Cisgiordania e Gerusalemme Est, di chiederne la restituzione. Perchè questo Lerner non lo dice, che dal 1948 al 1967 la Giordania occupò del tutto illegalmente un territorio che il Mandato Britannico per la Palestina del 1922, unico documento di pregnanza giuridica sotto il profilo del diritto internazionale, aveva assegnato agli ebrei. Non conviene dirlo. Come non conviene dire che nel 1951 si annesse i territori. 

Il paragone con le abitazioni che gli arabi, non i “palestinesi” Lerner, non i palestinesi, nel 1948 dei palestinesi come pueblo, in Palestina non c’era ancora traccia, è pura demagogia. 

Proveremo a ricordare a Lerner cosa accadde, molto in sintesi. Quando venne proclamata la nascita di Israele nel maggio del 1948 il nascituro stato venne attaccato dagli eserciti arabi con lo scopo di annientarlo. Non ci riuscirono. Gli arabi che abbandonarono le loro case e divennero poi rifugiati, lo fecero 1) sollecitati dai comandi arabi, 2) perchè vennero cacciati, 3) perchè scapparono per la paura. C’era infatti una guerra. Guerra di aggressione. Come conseguenza di questa guerra la Giordania occupò la Cisgiordania destinata agli ebrei e Gerusalemme Est. Cacciò tutti gli ebrei ivi residenti, e che erano riusciti a permanerci anche durante il dominio turco,  e confiscò ogni loro proprietà. A Gerusalemme Est distrusse le sinagoghe e al loro posto edificò delle latrine. 

Però, mi raccomando, i discendenti di quegli ebrei cacciati nel 1948 da un paese che aveva partecipato all’aggressione di Israele sono la stessa cosa degli arabi che a causa della decisione musulmana di aggredire ed eliminare Israele furono costretti a lasciare le loro abitazioni. 

Certo anche i secondi sono vittime, ma non degli israeliani, ma degli arabi che provocarono la guerra.

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