Temi ricorrenti nei romanzi di Roth | Kolòt-Voci

Temi ricorrenti nei romanzi di Roth

“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile.”

Titti Ferrante

“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile.” I tre romanzi di Roth: “Ho sposato un Comunista”, “La macchia umana” e “Lasciar Andare” presentano personaggi e temi che hanno diverse affinità. Il primo ha un taglio più politico mentre gli altri due hanno una natura più intimista, ma il tema della rivoluzione attraversa, in modo diverso, tutti e tre.

Ira Ringold, dopo la guerra, decide di fare la sua parte nella lotta di classe, fa parte del sindacato, anche dopo aver lasciato Calumet City per andare a New York a lavorare alla radio ed essersi fatto un nome come Iron Rinn di Liberi e Audaci, Ira continua a parlare della fabbrica di dischi, delle riunioni sindacali nella lingua carismatica dei suoi ex compagni. Nella sua vita privata cerca di piacere a Syplphid, sua figliastra, e al mondo raffinato della moglie, molto diverso dal suo ambiente pur di avere Eve accanto.

Coleman Silk, in “La Macchia Umana” nella sua vita pubblica cerca di introdurre nell’università un principio egalitario che superi gli stereotipi legati alla razza, mentre vuole cambiare il corso del suo destino individuale, celando, durante una vita intera, proprio il segreto sulla sua razza, cosa che lo porterà alla rovina.

Il padre di Gabe, in “Lasciar andare”, credeva nella riforma, nel ripristino, nel progresso, nella ricostruzione.

Quello che Coleman e Gabe cercano nella figura femminile, è l’appagamento e la serenità, aspirano a donne che hanno avuto un passato segnato e difficile, entrambe divorziate, entrambe si mantengono per vivere facendo lavori umili, la bidella e la cameriera, ma donne che attraggono per la veridicità, schiettezza, il loro istinto. Faunia che accudisce le sue vacche in modo materno, che non ha altra ambizione se non trascorrere del tempo con un uomo di cultura con cui condividere momenti di piacere, Martha Reganhart, che nonostante la sua dura vita diurna, frequenta un corso di letteratura serale e ha due figli.

L’attenzione all’uso delle parole è un tema presente in “La Maccchia Umana”, dove sarà proprio la parola spook usata in senso artatamente distorto a decretare il declino di Coleman. Suo padre ha un dizionario perché ci tiene che il proprio vocabolario e quello dei figli sia preciso, per battere qualcuno ricorre alle parole, ai discorsi, con quella che chiama la lingua di Chaucer. In “Ho sposato un Comunista” Johnny O’Day insegnerà l’uso delle parole a Iron Rinn, e gli mostrerà il vocabolario che portava sempre con sé.

Altro tema ricorrente è la lotta per potersi emancipare dal proprio ambiente: i personaggi sono per lo più ebrei, neri, italiani poveri, considerati poco, vittima di pregiudizi.

La figura paterna sia nel caso di Coleman Silk che di Gabe sono figure ingombranti da cui i figli si allontanano per non esserne condizionati dalle scelte, ma entrambi soffrono silenziosamente.

Il padre di Coleman dietro quell’ immagine invulnerabile, di colui che gli ha inculcato solidi principi morali, che vuole che le cose vengano fatte a suo modo, nasconde la sua pena, costretto a chinare la testa e fare il cameriere nei vagoni del treno, intanto gli aveva insegnato a voler fare grandi cose. Quello di Gabe Wallach fa yoga, è vegetariano, e affascinato dall’analisi reichiana, dietro quell’aspetto granitico di uomo dedito alla scienza a cui le vedette newyorkesi chiedono un appuntamento aspettando anche settimane, in realtà si lascia distruggere dalle sue passioni, simpatie, sentimenti e non riesce a usare la ragionevolezza per affrontare le situazioni della vita.

Diversamente da Coleman che, rinnegando la figura del padre, si trasforma in una macchina priva di sentimenti affinchè la sua vita prenda il percorso che si era prefisso, Gabe, pur sottraendosi agli oggetti della passione del padre, e sebbene tenderà al pari di sua madre a non lasciar trasparire i suoi sentimenti, si accorge che ha inclinazione a scappare da coloro a cui vuole bene e rendendosene conto, si fa guidare dall’istinto quando incontrerà Martha Reganhart.

Proprio come Isabel Arcer che tende, secondo Libby Wallach, a mettere drappi sulle persone per modificarle, in ogni romanzo di Roth c’è sempre chi cerca di cambiare l’altro o cambiare se stesso in funzione dell’altro, e spesso anche la propria condizione sociale.

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