Quella firma alla Carta della Memoria che crea polemiche | Kolòt-Voci

Quella firma alla Carta della Memoria che crea polemiche

Su richiesta della lista Wellcommunity pubblichiamo

Caro Presidente, cari Consiglieri e caro Rav Arbib, i consiglieri di Wellcommunity prendono atto che il consigliere G. Schonheit conferma di non voler togliere la sua firma (in qualità di assessore alla cultura della Comunità Ebraica di Milano) quale sottoscrittore della Carta della Memoria, facendo così apparire l’intera Comunità come sottoscrittrice di un testo che ha, come ben noto, suscitato molte polemiche. Per coerenza rispetto a comportamenti analoghi assunti dal consiglio precedente dovremmo chiedere la sua sfiducia.

Ma noi non lo facciamo, pur facendo presente che durante la tristemente famosa e affollata riunione di Consiglio del 23 gennaio 2018 , al seguito dalla quale un consigliere fu mortificato e rimosso dal suo incarico e il Co-Presidente sottoposto anch’esso a una vergognosa votazione, il consigliere G. Schonheit affermava: “… Inutile giustificarsi dicendo che si trattava di interventi a titolo personale. Quando si ha una carica pubblica ogni parola ha un peso diverso …”.

La collegialità è un valore fondamentale e deve essere sempre rispettata, non sono accettabili questi comportamenti, non si può agire come delle monadi senza costrizioni o vincoli a dir si voglia, firmando qualsiasi documento a nome della Comunità.Quanto accaduto è a nostro avviso molto grave ed il Consiglio, nostro malgrado, non e’ riuscito ad evitarlo o imporre l’obbligo di deliberazioni collegiali precedenti all’apposizione di firme su documenti di natura pubblica.

Ora le opzioni sono due: il consigliere Schoenheit riconosca di aver violato le regole oppure da domani, in linea con tale comportamento, chiunque sarà autorizzato a firmare o dichiarare ciò che più gli aggrada a nome della Comunità senza doverne rendere conto.Shalom,

I consiglieri di Wellcommunity