1944. La storia di un ragazzo ebreo, Chaim, che di nascosto frequenta una scuola italiana | Kolòt-Voci

1944. La storia di un ragazzo ebreo, Chaim, che di nascosto frequenta una scuola italiana

Il film della scuola media Balletti miglior lavoro della scuola italiana al “CortoDino” 

Matteo Castagnoli

Ancora una volta i ragazzi della scuola media Andrea Balletti di Quattro Castella, capitanati dal professor Saverio Settembrino, incassano successi e vedono riconosciuta la qualità dei loro cortometraggi che ormai producono ininterrottamente da sei anni. Qualche giorno fa, infatti – dopo il grande successo del precedente film “Global W”, vincitore tra gli altri dell’International Meet Film Festival e del premio Luca de Nigris organizzato dalla cineteca di Bologna – è toccato a “Il Nascondiglio – The Hiding Place”, passato alle selezioni ufficiali del Reggio Film Festival per l’Emilia Romagna e poi dichiarato miglior corto scuola italiano al “CortoDino Film Festival Dino De Laurentis”. «Un bel regalo di Natale per i nostri ragazzi e la nostra scuola. Grazie a Matteo Macaluso (il regista, ndr) e a tutti coloro che hanno sempre creduto nei nostri progetti» commenta il Settembrino con un post Facebook.

Così, dagli scenari avveniristici ed apocalittici di “Global W” incentrato sul problema dell’inquinamento ambientale, la compagnia di quaranta ragazzi circa – guidata dall’attenta supervisione del regista e sceneggiatore Matteo Macaluso, nonché di Saverio Settembrino, autore peraltro delle musiche originali – si è catapultata indietro nel tempo ripercorrendo gli anni della dominazione fascista in Italia.

Il cortometraggio è ambientato nel 1944, quando ormai le leggi razziali. E proprio in questo contesto, tra le persecuzioni e i rastrellamenti a opera dei nazifascisti, i ragazzi della Balletti mettono in scena la storia di un ragazzo ebreo, Chaim, che di nascosto frequenta una scuola italiana, celando la sua identità. Solo una ragazza lo riconosce, senza però farne parola con nessuno, finché i nazifascisiti compiono un’ispezione tra le mura scolastiche. Ma è esattamente a quel punto che scatta la solidarietà tra i giovani studenti, i quali con coraggio riusciranno a salvare la vita del compagno ebreo.

La vicenda è liberamente ispirata al progetto “Moszek ed Ełla: due ebrei internati a Quattro Castella”, che il Comune di Quattro Castella, assieme ad Istoreco, ha promosso, rivelando la storia di una coppia di ebrei polacchi che hanno vissuto per due anni a Quattro Castella in un regime di internamento libero, prima di essere deportati ad Auschwitz, senza però mai arrivarci.Proprio ai loro nomi sono ispirati quelli dei due protagonisti del cortometraggio. «Abbiamo voluto approfondire questa drammatica situazione – spiega Settembrino – riadattando al mondo dei ragazzi i fatti storici, proponendo soprattutto un finale positivo e di speranza, in cui il giovane ebreo riesce a salvarsi dalla persecuzione».

Il cortometraggio, come si apprende chiaramente dai titoli di coda, si propone così quale doveroso omaggio ai Giusti tra le Nazioni, ossia a tutti quei non ebrei che hanno rischiato la loro vita pur di sottrarre alle atroci persecuzioni naziste un solo ebreo. «È qui – continua – si trova tutta la finalità pedagogica del nostro lavoro, quello che in ultimo interessa poi alla scuola». Un lavoro che si è svolto tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2019, con riprese svolte in otto giorni nell’arco di due settimane. «Siamo partiti con le auduzioni, aperte a tutti i ragazzi della scuola e abbiamo così costituito il gruppo di lavoro, cercando di coinvolgere tutti coloro che si erano presentati, anche solo in qualità di comparse. Poi finite le riprese si è arrivati alla parte più corposa del lavoro: quella di post produzione, di cui ci siamo occupati direttamente io, per la parte musicale, e il regista, per colori ed effetti. Ma la vera sfida questa volta è stata recuperare i costumi di scena: abbiamo dovuto cercarli in Pakistan!».

E conclude: «Aldilà dei premi, la cosa più bella è vedere come alcuni studenti si appassionino e come in tutti rimanga anche solo un seme di quanto fatto». Alla Balletti si guarda già al futuro con un timore: «Che questo stop forzato non costituisca una perdita di entusiasmo capace di bloccare definitivamente questi progetti che impiegano invece molta costanza per nascere».

https://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2020/12/29/news/il-film-della-balletti-miglior-lavoro-della-scuola-italiana-al-cortodino-1.39708292