Sono osservante, ma il comportamento di alcuni charedim crea problemi | Kolòt-Voci

Sono osservante, ma il comportamento di alcuni charedim crea problemi

Samy Legziel*

Premettendo che sono un ebreo osservante vorrei fare delle considerazioni inerenti alla lettera della Signora Cohenca su ‘Kolot’. Riguardo la polemica sui  haredim non penso che possiamo limitarci al fatto di chi metta la mascherina sull’aereo e chi no. In questo momento in Israele questo problema sta creando una divisione nella popolazione per dei motivi concreti e non per dei preconcetti. Da quando è iniziata la pandemia molti haredim sono andati contro le disposizioni dello Stato creando ‘uno stato nello Stato’.

Diversi Rabbanim di Bnei Brak (tra cui Rav Kanievsky) e di Gerusalemme hanno detto  agli appartenenti alle loro sette di non fare i tamponi e di non chiudere le Sinagoghe e le Yeshivot  e hanno creato così grandi focolai di contagio. Sono stati, nonostante  la proibizione, celebrati matrimoni con centinaia di partecipanti e funerali con migliaia di persone accalcate. Anche in America hanno creato problemi e hanno contestato le Autorità rischiando di incoraggiare l’antisemitismo.

I Haredim Israeliani hanno fatto venire dall’America circa 20.000 ragazzi dalle Yeshivot alcuni dei quali positivi al covid appesantendo notevolmente la situazione sanitaria in Israele. Tre importanti Rabbanim di Bnei Brak hanno scritto una lettera dicendo che per Simchat Torà si doveva festeggiare all’interno delle Sinagoghe come gli scorsi anni e non prendere le dovute precauzioni relative alla pandemia. Questo atteggiamento di disobbedienza alle direttive dello Stato in cui vivono sono contrari a quanto stabilito dalla Torà ed hanno causato danni e morti.

Bisogna  dire che anche i laici hanno creato problemi manifestando da oltre due mesi contro Netanyahu  organizzando raduni con migliaia di persone facilitando così i contagi ma questa non deve essere considerata una giustificazione.

Quello che mi ha colpito è che durante questo lungo periodo i Rabbanim non abbiano preso posizione criticando questi comportamenti non conformi all’etica dell’ebraismo ed inoltre non hanno disposto un digiuno o delle preghiere o letture di Tehilim a livello nazionale o internazionale.

*Ex-consigliere della Comunità ebraica di MIlano, ora in Israele

PS Nel rispetto delle opinioni dell’autore, dobbiamo precisare che da marzo di quest’anno, e con l’inizio delle dirette Facebook, ogni lezione del Rabbino capo di Milano, rav A. Arbib, inizia con la lettura di salmi a causa della grave situazione sanitaria.