Il sorprendente discorso del Membro della Knesset Mansur Abbas per Yom HaShoah | Kolòt-Voci

Il sorprendente discorso del Membro della Knesset Mansur Abbas per Yom HaShoah

Per la prima volta nella storia: un parlamentare del Movimento Islamico ha tenuto un discorso il giorno di Yom HaShoah parlando dal podio della Knesset

Signor Presidente della Knesset Egregi Membri della Knesset. Vorrei parlarvi oggi della forza di Yom HaShoah. Non traendo spunto dai libri né tantomeno dalle citazioni occasionalmente trovate su Internet. Bensì da una visione del valore del mondo, da uno sguardo all’interno della persona che si nasconde dentro di me e da nozioni storiche che ho avuto modo di imparare nel corso degli anni. Ventisei anni fa rimasi per la prima volta in silenzio per due minuti, principalmente per mostrare rispetto per i colleghi dell’Università Ebraica.

Oggi leggo versi del Corano e prego per l’elevazione dell’anima dei sei milioni di ebrei morti nella Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale.
Come arabo palestinese e musulmano religioso, cresciuto ispirandomi agli insegnamenti dello sceicco Abdallah Nimr Darwish, fondatore del Movimento Islamico, provo empatia per il dolore e la sofferenza vissuta negli anni dai sopravvissuti dell’Olocausto e dalle famiglie di quanti sono stati sterminati.

Sono qui davanti a voi e desidero esprimere la mia solidarietà con il Popolo Ebraico, oggi e per sempre. Un popolo scelto dai nazisti per portare avanti un progetto di distruzione di massa e genocidio. E dico mai sia!
Mi inchino davanti all’eroismo di uomini e donne che durante la rivolta del ghetto di Varsavia si sono ribellati al decreto di morte e al senso di disperazione per salvaguardare un aspetto umano.

Mi inchino davanti agli eroi di nazioni diverse, Giusti tra le Nazioni: cristiani, musulmani e altri ancora e soprattutto davanti agli arabi musulmani che, nella Grande Moschea di Parigi e nello stato islamico dell’Albania, hanno offerto rifugio e protezione agli ebrei durante la guerra.
Albert Assouline, un ebreo fuggito da un campo di sterminio tedesco, afferma che oltre 1.700 combattenti clandestini, una piccola parte dei quali non ebrei, si sono rifugiati nella moschea. Principalmente grazie all’Imam della moschea.

L’Albania, unico stato europeo a maggioranza musulmana, è riuscita dove altri paesi europei hanno fallito. Sorprendentemente, il numero di ebrei in Albania alla fine della seconda guerra mondiale era più alto di quanto non fosse all’inizio. La negazione dell’Olocausto è quel che rimane dell’ideologia nazista: fallimento morale, tradimento dei valori di verità e giustizia nonché violazione di un principio fondamentale nell’Islam: la testimonianza di verità e giustizia.

Mustafa Ceric, l’ex Mufti bosniaco, ha dichiarato:
“Il pericolo di negare il genocidio non è solo di negare la verità sul genocidio fisico ma anche quello di giustificare un possibile genocidio in futuro, perché chiunque neghi il vero male del
genocidio è pronto a commettere di nuovo questo male”.
Il potere dell’Olocausto ci induce, come esseri umani, a lasciare per un momento le controversie nazionali e religiose, e naturalmente le opinioni politiche e ad associarci alla vittima e sentire il dolore.
Non posso spiegare perché sia accaduto quello che è accaduto. Non ne ho idea.

So però, che l’uomo è capace di farlo di nuovo. Quando questi perde l’immagine di Dio dentro di sé e quando ignora il diritto dell’altro a vivere con dignità e libertà.

Qualsiasi politico, persona di fede o chiunque non riesca ad evitare il razzismo e l’odio dell’altro e che non smetta di incitare al conflitto e alla guerra, non dovrebbe parlare di Shoah e profanarne la santità.
Ci sono ebrei che affermano e sottolineano “mai” nel contesto ebraico collettivo. E ci sono ebrei che dicono “mai” nel contesto universale, per tutta l’umanità. Hanno ragione entrambi.

Come musulmano credente e come figlio del popolo palestinese che ha sofferto e continua a soffrire, che ha provato dolore e continua a provarne da decenni, prego affinché tutti gli abitanti di questa terra, siano essi ebrei o arabi, imparino a conoscere e interiorizzare la lezione umana e a riconoscere la sofferenza altrui e il diritto dell’altro alla libertà e a vivere con dignità e che si possa riuscire a realizzare il sogno di pace, sicurezza e tolleranza tra i due popoli e le due nazioni.

Traduzione di Sabrina Fadlun sabrinagfadlun@yahoo.com

Grazie a Davide Levy per la segnalazione

https://www.bhol.co.il/news/1094471