Yom Haatzmaut | Kolòt-Voci

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Yom Haatzmaut. Festa laica o festa religiosa?

Alberto M. Somekh

Yom HaatzmautParadossalmente una rara occasione di incontro ideologico fra haredim e laici è data proprio dalla considerazione per lo Yom HaAtzmaut, l’anniversario dell’indipendenza dello Stato d’Israele. Lo scorso anno i miei allievi di Milano, tutti di stretta osservanza, mi domandarono se vi avrei o meno recitato i Tachanunim, le preghiere penitenziali come in un qualsiasi giorno feriale. Sotto i loro sguardi attoniti risposi che non solo non l’avrei fatto, ma avrei aggiunto i salmi del Hallel come nelle feste, sia pure senza la relativa benedizione e soggiunsi che c’è nel mondo nazional-religioso anche chi dice la benedizione. Rientrato a Torino in un ambiente di orientamento completamente diverso mi fu chiesto all’improvviso: “Perché voi religiosi vi siete impossessati di Yom HaAtzmaut, che è una festa laica?” Insomma, su un punto tutti i miei interlocutori concordavano: Yom HaAtzmaut non ha alcuna valenza halakhica. Entrambi sono kefuyyè tovah, “ingrati”!

Non affronto qui una discussione approfondita sull’ebraismo “laico”. Mi basti dire che parlando delle sciagure Maimonide, il grande razionalista, ci invita a non affidarle al caso, bensì a interpretarle come un monito da parte di H. sul male da noi compiuto e come uno sprone a fare Teshuvah. Per questo i nostri Maestri istituiscono digiuni in occasione di disgrazie. Se così commemoriamo le ricorrenze tristi, tanto più dobbiamo festeggiare le occasioni liete come un atto di gratitudine al S.B. per i benefici che ci ha elargito. Va da sé che chi è credente e osservante vede nei passi della Storia, buoni o cattivi che siano, il segno di una Mano più grande che opera nell’interesse del Bene.

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Quando il nuovo ha il cuore antico

Ancora sul significato spirituale di Yom Haatzmaut (che celebriamo stasera). Dalla rivista Turim.

Scialom Bahbout

Secondo il sistema di misura sessagesimale usato per la misura del tempo, sessanta anni rappresentano un punto di arrivo, un periodo di storia significativo: quindi i sessanta anni raggiunti dallo Stato d’Israele potrebbero far pensare a una sorta di stabilità raggiunta dalla società israeliana, mentre sappiamo quanto ciò non sia ancora vero nei rapporti che Israele è riuscita a stabilire con i suoi vicini (confini riconosciuti ecc.).

Ogni Stato istituisce le proprie feste nazionali e Israele ha fissato il 5 di Iyar come Giorno dell’Indipendenza, così come l’Italia ha fatto a suo tempo per il 25 aprile e il 2 giugno, feste della Liberazione e della Repubblica. È interessante notare come la festa della Liberazione e quella dell’Indipendenza cadano sempre nello stesso periodo dell’anno e abbiano in comune elementi simili, ma come siano tra loro profondamente diverse.

Uno degli aspetti che fanno la differenza tra questi due giorni è il fatto che Yom Haatzmaut viene festeggiato tanto in Israele (cosa del tutto naturale) quanto nei paesi della Diaspora.

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Alcune risposte a rav Somekh

Una ricorrenza più condivisa?

David Piazza

Rav Somekh in un suo intervento diffuso da questa lista, si lamenta dello spostamento della data di Yom Haatzmaut perché suppone che sia stato deciso per compiacere quella fetta di popolazione osservante ma non sionista, i cosiddetti ultraortodossi, in ebraico “charedim”.

Proviamo a chiederci: se pure fosse? Continua a leggere »