Ugo Volli | Kolòt-Voci

Tag: Ugo Volli

Non siamo un’altra religione

L’intervento del presidente di Lev Chadash sul dibattito su riformati e Comunità italiane

Ugo Volli

Caro Piazza, come presidente della più vecchia e maggiore sinagoga riformata italiana, Lev Chadash di Milano, sento il dovere di intervenire nel dibattito che avet aperto con Claudio Canarutto. Non voglio entrare in grandi temi storici, filosofici e teologici, che meritano maggiore pacatezza e tranquillità, ma solo in quella che tu chiami “noioso problema istituzionale”.

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La santa alleanza tra ebrei di destra e cattolici integralisti per la difesa acritica di Israele

Come per Gomel gli ebrei buoni, “portatori di memoria” combattono invece l’antisemitismo

Giorgio Gomel

Il vittimismo dei cattolici circa le ragioni dell’esclusione di Buttiglione dalla Commissione della UE – essi giungono a parlare di discriminazione anticristiana o, come il Presidente della Compagnia delle Opere, equiparano i cattolici oggi agli ebrei negli anni ’30 – sarebbe motivo di ironico divertimento se non rivelasse un sostrato più profondo, cioè, un moto di revanscismo clericale contro una laicità dello stato faticosamente e solo parzialmente conquistata. Continua a leggere »

Caro Volli…

Alcuni lettori di Kolot rispondono all’articolo di Ugo Volli “Non difendono Israele ma spingono le Comunità a destra”

L’articolo di Ugo Volli contiene opinioni sulle quali vale la pena discutere. Vorrei sceverare dal suo insieme un appiglio e un ragionamento che dovrebbero avere un qualche diritto di cittadinanza.

Sono fra quelli che considerano che la sinistra sia attualmente schierata contro Israele, e per addivenire a tali conclusioni non serve certo un monitoraggio continuo, ma basta, purtroppo, qualsiasi pur sporadico approccio.

Ciò nonostante, penso che lo scritto di Ugo Volli rappresenti, per così dire, un’occasione da non perdere ed un’opportunità per una più approfondita riflessione. Continua a leggere »

Non difendono Israele ma spingono le Comunità a destra

Ugo Volli

Cara Morashà, gli articoli distribuiti nella newsletter di ieri mi confermano una preoccupazione che nutrivo da tempo. Vi sono alcuni illustri intellettuali ebrei che fanno politica italiana nel nome della difesa di Israele. In particolare mi sembra che più di usare la loro intelligenza per convincere l’opinione pubblica italiana a combattere l’antisemitismo e ad avere uno sguardo equo sulle politiche di Israele, si sforzino di convincere la comunità ebraica a schierarsi esplicitamente per una parte politica, la destra. A questo scopo non esitano a delegittimare o almeno a mettere in dubbio l’autorità di chi come Luzzatto rappresenta ufficialmente gli ebrei italiani; stabiliscono liste di nemici, da D’Alema e in genere la sinistra italiana, al governo spagnolo; tessono improbabili alleanze con i settori cattolici più integralisti, fornendo perfino attestati di persecuzione a Buttiglione.

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Sotto un’altra stella di Davide

Controversie dottrinali – L’ebraismo riformato in italia

Donne che leggono la Torah, aperture verso i gay, regole meno rigide. Come nel resto del mondo, sta prendendo piede una corrente di ebrei «progressivi».

Valeria Gandus – Panorama

La sposa, naturalmente, era bellissima. Lo sposo raggiante. I parenti commossi, la cornice da favola. E la cerimonia? Decisamente insolita: il rabbino veniva da Londra, i canti erano in ebraico, il rito celebrato in inglese con traduzione in italiano. Quanto alla Ketubbà (il contratto di nozze), per l’occasione decorata da Emanuele Luzzati, era scritta sia nella lingua dei padri sia in «vernacolo», cioè in italiano. E, novità, firmata anche dalla sposa.

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