Torino | Kolòt-Voci

Tag: Torino

Torino sul limite

Giulio Tedeschi

I consiglieri alla cultura e manifestazioni della Comunità di Torino, Sarah Kaminski e Manfredo Montagnana hanno convocato una riunione organizzativa in vista della prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica. La riunione si è svolta venerdì 27 giugno, alle 17.30. Credo si sia trattato di una prima volta in assoluto. Una attività comunitaria organizzata a due ore dall’inizio della tefillah di shabbath. Non è evidentemente nella sensibilità dei due suddetti consiglieri l’ipotesi che qualcuno, a due ore dall’arrivo di shabbath, abbia la testa occupata da altro. Altro alto, o magari anche altro basso: finire di cucinare oppure tornare a casa, doccia, vestiti puliti.

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Torino: La cecità della maggioranza

Emanuel Segre Amar

Rispondo alla newsletter di Morasha che riprendeva la lettera messa in rete da Comunitattiva sul suo sito, e desidero innanzitutto ricordare che già in lontani tempi la Comunità di Torino è passata alla storia per la sua cecità politica. Sembra che ancora una volta oggi, mentre si avvicinano periodi che appaiono essere sempre più bui per Israele, per l’Italia e per l’Europa tutta, noi ebrei italiani ci comportiamo come molti fecero già nel 1934, accecati dal desiderio di comportarsi in un modo politicamente corretto.

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Torino: non ne possiamo più

Monta a Torino la protesta contro ComunitAttiva, la lista presentatasi alle elezioni del 2007 con l’obiettivo di far dimettere Rav Somekh. Non ne possiamo più! è la newsletter diffusa qualche giorno fa. Eccone alcuni testi salienti e un intervento di Giulio Tedeschi.

Il Consiglio della Comunità Ebraica di Torino, con il voto favorevole del Presidente e dei Consiglieri di ComunitàttivA e con il voto contrario di tutti gli altri, ha deliberato il 25 marzo l’avvio della procedura di revoca del Rabbino Capo.

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Non converti? Ti licenzio!

La ricostruzione della vicenda torinese da parte di Comunitattiva

PREMESSA: Poco prima delle elezioni anticipate che si sono svolte a maggio 2007 nella nostra Comunità, dovute alle dimissioni di cinque consiglieri per l’impossibilità di trovare una soluzione alla crisi dei rapporti con il Rabbino Capo, da Milano arriva a Rav Somekh la proposta di andare a ricoprire la carica di Direttore del Beth Ha-Midrash e Vice Rabbino Capo della Comunità. Di seguito sono riportare le tappe salienti del lavoro compiuto dal Consiglio in questi mesi per dipanare la questione.

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Torino un anno dopo

E’ sceso un po’ d’oblio. Allora, cosa succede ora nella Comunità ebraica di Torino

Giulio Tedeschi

Per non rifare tutta la storia di un’estate un po’ movimentata diremo solo che da ultimo anche la Consulta Rabbinica – interpellata, per la verità, un po’ maldestramente dal Consiglio – ha detto poche ma sagge cose: ha osservato che l’istanza giungeva solo dal “Presidente ed alcune componenti del Consiglio” e che la controversia era “radicale”, ossia non si rifaceva ad addebiti specifici, ma riguardava la valutazione stessa di cosa debba essere il rabbinato. E ha raccomandato “di cercare un approccio nuovo con il Rabbino”. Ossia, saranno pure forse problemi gravi e veri, ma così li aggravate invece di risolverli. Il Consiglio, a questo punto, ha deliberato (il 27/11) di riprendere il dialogo con rav Somekh.

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Torino: Chi vince e chi perde

Quando la realtà è più complessa delle schematizzazioni di Panorama

Daniela Fubini

Appare chiaro che Comunità Attiva e Tullio Levi hanno fatto un’ottima campagna elettorale nei fatti congiunta, contattando un notevole numero di quegli ebrei invisibili che sarebbe bello poter vedere più di frequente in Comunità.

Il loro successo infatti sembra avere parecchio a che fare con il numero dei votanti (il centinaio abbondante di voti in più rappresentano un 50/60 famiglie che se hanno votato vorrà dire che non sono del tutto indifferenti alla Comunità), perciò a partire dalle prossime attività dobbiamo aspettarci un aumento secco nel numero dei partecipanti. Se così non fosse, significherebbe che sono venute a votare delle persone che non hanno un sincero interesse nella partecipazione attiva alla vita comunitaria, e l’attuale maggioranza finirebbe per governare senza una base. Dunque auguro alla Comunità di Torino di vederli veramente presenti, anche troppo presenzialisti tutti quanti: rieletti, neoeletti, nuovi elettori e relative famiglie.

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Che bambine piene di segreti

Torino tra alakhà e aggadà – Commissione elettorale

Anna Segre

– Che seccatura! Eccoci qui a cercare candidati per le elezioni in Comunità. Uffa, che fatica. Avete qualche idea?

– È difficile, ma qualche nome l’avrei pensato.

– Sentiamo

– Ci sarebbe Abramo, il figlio di Terach Continua a leggere »