Torino | Kolòt-Voci

Tag: Torino

Quest’estate entriamo in un lungo inverno

[CORRETTO 13.20] Due interventi sul risultato delle elezioni torinesi. Nel primo G. Levy descrive in toni apocalittici i sentimenti di chi ha perso. Nel secondo G. Segre denuncia il tradimento degli ideali di chi ha vinto.

Gabriele Levy

E’ col cuore infranto che ho assistito alla sconfitta di Comunità Attiva alle elezioni della Comunità di Torino. La nostra primavera ebraica, primo caso in Italia di rivoluzione culturale, e’ stata soffocata dall’odio e dalle bugie dei vecchi burocrati di un tempo, che si sono ripresi il potere per rivaticanizzare la nostra casa.

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La rivolta di Torino

Il risultato delle elezioni comunitarie di ieri porta alla vittoria l’opposizione con la nuova lista Anavim che conquista 8 seggi su 13. Sconfitta la lista che aveva revocato Rav Somekh dalla carica di Rabbino capo e nominato al suo posto un rabbino israeliano.

David Sorani

La vittoria netta e indiscutibile della lista Anavim – che non è solo uno schieramento elettorale ma anche una nuova associazione culturale della Comunità Ebraica di Torino – dimostra senza possibili equivoci che la maggioranza della Kehillà torinese non si identifica nelle scelte esasperate e unilaterali compiute dalla precedente maggioranza, a partire dal provvedimento di revoca a Rav Somekh. Dimostra che non era solo una sparuta minoranza a manifestare perplessità e riserve di fronte a una politica comunitaria fatta di eclatanti ma in fondo effimere iniziative. Soprattutto nel contesto di una difficile situazione economica come quella attuale, che richiede invece realismo e rigore senza nulla togliere alla sostanza dell’azione formativa e aggregante.

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Il panino prosciutto e formaggio di Kippur

Una giornata di studi a Torino sulla figura di rav Menachem Emanuel Artom, il primo dei rabbini “cattivi”

Manuel Disegni

La tradizione ebraica delle lezioni commemorative, soprattutto quando sono dedicati al ricordo di un Maestro, prevede che alla rievocazione della sua figura e alle testimonianze dirette siano alternati momenti di studio vero e proprio. Si considera questo, infatti, il modo più adeguato a onorare la memoria di un rabbino. La seconda sessione del convegno Torath Chajim organizzato nei locali della Comunità ebraica torinese per ricordare rav Menachem Emanuele Artom z.l ha rispettato questo segno distintivo, trovando, fra le dotte lezioni rabbiniche, ampi spazi per soffermarsi sulla personalità di rav Artom, suo lascito umano e intellettuale.

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Torino: Quali rabbini nel nostro domani?

Un seguitissimo convegno riporta a Torino la leadership culturale che aveva perso negli ultimi anni

Giulio Tedeschi

Tutti gli oratori l’hanno definita un gran pasticcio. Ed è già molto meglio delle precedenti. L’ultima versione della travagliata proposta di riforma dello Statuto, in tema di rabbini, recita che Per l’espletamento dei compiti di cui all’articolo 1, comma 2… la Comunità nomina un Rabbino Capo. Lo nomina per un periodo di sette anni. Rinnovabili. Ora l’art. 1 elenca semplicemente tutte, nessuna esclusa, le competenze e gli ambiti d’intervento di una Comunità.

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Torino: Voltare pagina

Emilio Jona

La redazione di H.K. a maggioranza ha ritenuto di dover reagire a caldo sulla decisione del Collegio arbitrale sulle vicende tra Rav Somekh e la Comunità di Torino, come avesse un dovere giornalistico di farlo, io e altri pensavamo fosse meglio non avere fretta e seguire i tempi soliti, più lenti e meditati, di H.K. Il 27 maggio scorso sono andato in Comunità a leggere la sentenza arbitrale che ha posto fine a questo doloroso conflitto, ero la dodicesima persona a farlo, così ho pensato che per parlarne era bene conoscerne meglio il contenuto. Lo riassumo quindi nelle sue linee generali, con poche conclusive considerazioni personali.

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Torino: Pulsione distruttiva

David Sorani

La Comunità di Torino è scossa, turbata, inquieta. La conferma della revoca a Rav Somekh è un ulteriore colpo assestato a un ambiente già fortemente disorientato e lacerato al suo interno, che da tempo ha purtroppo smarrito il suo equilibrio e la sua vitalità. Già questo basterebbe per esprimere duri giudizi sulla maggioranza consiliare che col suo accanimento antirabbinico l’ha portata a vivere l’attuale situazione di tormento e di crisi esistenziale. E se il presente è amaro e grigio, il futuro si prospetta ancora più fosco e privo di sbocchi. Non solo a Torino, probabilmente, ma in tutta l’Italia ebraica.

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Lettera agli ebrei torinesi

Lettera Aperta

Ma cosa sta succedendo nella nostra Comunità? Ormai quasi ogni giorno finiamo sui giornali, e sempre per qualche litigio o qualche protesta. “La Stampa” scrive addirittura che avremmo bisogno di due rabbini: uno per i religiosi e uno per i laici (etichetta che manca implicitamente di rispetto a entrambi)! Ma perché questo Consiglio continua a creare divisioni?

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