Torà scritta | Kolòt-Voci

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Il Talmud, le sue procedure, la sua logica

Il metodo di studio talmudico, detto pilpul, segue un modello che ritroviamo, almeno parzialmente, nella stessa scienza moderna.

Amos Luzzatto

Ero stato tentato di intitolare questa nota “Il Talmud, questo sconosciuto”. Ho desistito perché avrei dovuto aggiungere “sconosciuto da chi?” e questo avrebbe comportato strane sorprese, anche per me stesso.

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Cultura dei diritti, cultura dei doveri

Ieri si è spento, dopo una vita di sofferenze, un grande talmìd chakhàm, un saggio d’Israele: Itzchàk Shelomò Siegelmann. Barùkh Dayàn Haemèt! Ci piace ricordarlo ripubblicando un suo articolo che ben esprime le sue doti di uomo di halakhà e uomo di pensiero. Rileggiamolo con attenzione. Gli tzaddikìm vivono attraverso le loro parole.

Itzchàk Shelomò Siegelmann

La Torà, cioè il Pentateuco, prende il nome dalla radice ebraica horaà, ovvero insegnamento, indicazione. La Torà è fedele al suo nome e in ogni sua lettera, parola e frase indica all’ebreo la strada da seguire e il comportamento da assumere. Ed essendo la Torà eterna, le sue direttive sono valide in ogni luogo e in ogni tempo. Diventa quindi fondamentale la capacità di lettura del testo scritto e infatti alla Torà Shebikhtàv (TSK) si accompagna la Torà Shebe’àl Pe (TSP) (tradizione orale) – ambedue di origine divina e ambedue trasmesse contemporaneamente al popolo ebraico. Continua a leggere »