Storia | Kolòt-Voci

Tag: Storia

I frangenti della Storia

Alberto Somekh

Yonah. 2,4: “Tutti i tuoi frangenti e le tue onde sono passati su di me”. Shemot 15, 11: “Chi è come Te fra gli dei, H.”

Chi può avere pronunciato una frase simile nella Shirat Ha-yam, la “Cantica del Mare” cui è dedicato lo Shabbat odierno, detto appunto “Shabbat Shirah”? E’ la domanda del Midrash, che si trova dinanzi all’ingombrante cenno a divinità straniere contenuto in questo verso. Difficilmente sarà partito dalle bocche di Mosheh e dei Figli d’Israel. Ebbene, sarebbe stato nessun altro che il Faraone a pronunciarla per primo, dopo aver visto il suo popolo annegare nel mare: estrema, tragica conseguenza di una politica sbagliata. Quello stesso Faraone che aveva detto: “Chi è H. alla cui voce debba prestare ascolto?” ora fa Teshuvah e dice: “Chi è come Te fra gli dei, H.?” Continua a leggere »

Ebraismo e ellenismo

Gli ebrei nella patria delle Olimpiadi

Serena Piazza

La prima menzione di ebrei nel territorio greco è stata ritrovata su un documento datato attorno al 300/250 a.e.v. che fu ritrovato in Attica e che menziona il nome di un ebreo locale: Moshos Moshionos. E’ ormai riconosciuto che i primi ebrei a spostarsi in Grecia furono schiavi venduti dai vari conquistatori della Giudea alle popolazioni vicine e commercianti che si muovevano alla volta dei principali porti e mercati dell’antichità. A cavallo della nascita di Cristo gli ebrei erano ben presenti all’interno delle grandi città di Sparta, Creta, Argo, nonché in Macedonia, Attica e persino della isole di Lesbo, Chio, Samo e Corfù. Le prime immigrazioni di ebrei, coatte e non, costituirono il nucleo di comunità ebraiche che, assieme alla nuova capitale dell’Impero Romano d’Oriente Costantinopoli, esplosero demograficamente durante l’era bizantina (330 e.v.). Continua a leggere »

Stupidità e “cupidità”

Alberto Somekh

Nel corpo di una relazione su Gli Ebrei a Costantinopoli a p. 330 del Corriere Israelitico, anno 1856, leggo la seguente, istruttiva affermazione che riporto testualmente: “I Mussulmani perseguitavano per ignoranza e cupidità mista ad indifferenza e dispregio per tutto quanto è straniero; gli altri all’opposto incrudelivano per fanatismo religioso velato da una sconsigliata carità e tutto pel bene del peccatore”. Illustre sapienza dei nostri maggiori! Continua a leggere »

La giornata della memoria… corta (3)

Tre intolleranze per un discorso che dura da secoli

David Bidussa

L’antisemitismo è molte cose. Un tentativo di spiegazione del mondo a fronte dell’impossibilità di trovare un bandolo che dia ragione delle cose; la pretesa di individuare le origini del male e le cause del suo persistere in un soggetto dato; è la descrizione di un sistema di potere di cui ci si autodefinisce come vittime e di cui si indica negli ebrei il soggetto collettivo che ne incarnerebbe l’essenza. Continua a leggere »

La storia delle famiglie ebraiche a Messina

Un anacronistico segno di antisemitismo è la targa che campeggia sulla facciata del Duomo peloritano

Alessandro Allegra Piero Giacopello

«Questo è il segno dei perfidi giudei». Non è l’invettiva estrapolata dal discorso di un leader antisionista, ma ciò che si trova scritto su un piccolo cartiglio di marmo rosa che, dopo aver girovagato per secoli da un palazzo all’altro di Messina, da quattrocento anni ha trovato il suo domicilio sulla facciata del Duomo della città. Continua a leggere »

Le misteriose porte dell’oriente

Silvia Berti – Facoltà di Scienze Umanistiche – “La Sapienza” – Roma

C’è forse ancora qualcosa da dire sul recente e fortunatissimo libro di Alberto Asor Rosa, La guerra. Miriam Mafai ha da poco descritto lo sconcerto e lo smarrimento che si avvertono da qualche giorno nei discorsi di ebrei e non ebrei nella sinistra italiana. Doveva succedere anche questo: che un intellettuale come Asor Rosa, che ha insegnato a molti (e certamente a me) di letteratura e di politica, e che per decenni ha usato la sua intelligenza critica per animare il dibattito interno alla sinistra, fosse pubblicamente accusato di antisemitismo. Mi dico, insieme a molti, che ci deve essere un errore o un travisamento in queste accuse. Ma, come ogni ermeneuta sa bene, la parola finale spetta ai testi. Specialmente quando biografia e pagina scritta si trovino a confliggere. Continua a leggere »

Lo storico israeliano revisionista di se stesso

Marina Valensise – Il Foglio

Gerusalemme. Fa discutere la presa di posizione di Benny Morris, lo storico israeliano che oggi sarà a Milano, e domani a Roma per il Salone dei libri di storia dell’Associazione librai italiani.

Autore di uno studio pionieristico sul problema dei rifugiati (“The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-49”) ora in corso di aggiornamento dopo l’apertura degli archivi dell’Haganah e del ministero della Difesa israeliano, Benny Morris ha offerto una ricostruzione senza compiacenza del conflitto arabo israeliano.

Continua a leggere »