Sionismo | Kolòt-Voci

Tag: Sionismo

Io mi vergogno – Terza lettera al Manifesto

Gabriele Levy

Cari amici, è passato molto tempo dalla mia ultima lettera; continuo a leggere il Manifesto e continuo a porvi delle domande, ma purtroppo non ricevo da voi delle risposte.

Io mi vergogno di vedere sul web un sito che si chiama “Ebrei Contro l’Occupazione”, che chiede ad Israele di ritirarsi prima da tutti i territori occupati, e poi di ritirarsi del tutto, sparire, per ottenere i “diritti legittimi del popolo palestinese”, riportando nei suoi confini sette milioni di profughi, presunti o veri, cancellando così l’unico stato ebraico del mondo.

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JewsNews 3

Quasi un terzo dei soldati israeliani è sionista-religioso

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Nell’ultimo ventennio la percentuale di membri religiosi dell’esercito israeliano è passata dal 2,5 % al 31,4%: quasi un terzo sul totale, una percentuale ben superiore alla popolazione dello stesso gruppo. Il giornale militare Ma’arachot ha pubblicato uno studio che riporta i dati contenuti in una ricerca del 2007.

Il comandante B., un ufficiale dell’IDF in servizio attivo, ha raccolto questi risultati due anni fa, per la sua tesi di laurea presso il National Security College. B., che la fonte lascia in anonimato, è riuscito a raggirare la normale reticenza dell’IDF a rilasciare dati sulle posizioni religiose dei suoi componenti, indagando in che percentuale la scuola superiore di provenienza fosse secolare o religiosa.

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L’israeliano antisionista

Intervista a Gilad Atzmon, jazzista che vive a Londra, per il quale “Israele è peggio della Germania nazista”.

Manuel Talens – Rinascita

“Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti” (David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985) “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni loro cultura…”. Ben Gurion

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È bene essere riconoscenti, anche per le cose imperfette

Domani sera, 28 aprile 2009, è Yom Haatzmaut, il 61° anniversario dell’indipendenza dello Stato d’Israele. Secondo la tradizione italiana, che era sionista anche prima che esistesse lo stato (Rav David Prato venne cacciato nel 1943 dal Consiglio – fascista – della Comunità Ebraica di Roma perché troppo… “sionista”) in tutte le sinagoghe d’Italia si celebrerà l’evento con una tefillà festiva, per sottolineare l’importanza spirituale di una conquista civile, sognata da secoli. Tuttavia a Milano aumentano le sinagoghe che non festeggeranno in alcun modo l’evento. A queste sinagoghe è dedicato il seguente articolo. DP

Rav Zalman Baruch Melamed Shlita

A Yom haAzmauth io ringrazio D-o per due cose. La prima, in generale, per il fatto che D-o ci ha concesso di creare una nostra nazione. La seconda, più personale, per essere uno di quelli che ringrazia D-o di questo bene, e di non far parte di coloro che guardando alle mancanze della leadership dello stato non riesce a riconoscere il buono di cui dovremmo ringraziare. Ed io ho avuto l’onore sia di conoscere questo bene che di poter ringraziare per esso, ogni anno che passa.

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Gli ebrei, poco eletti e molto razzisti

Parla lo spericolato Marek Halter, sostenitore e censore del sionismo

Abbiamo incontrato lo scrittore Marek Halter, in Italia per pubblicizzare la sua nuova fatica letteraria «La regina di Saba» dedicata all’affascinante quanto mitica regnante. Cosa dire di Halter? La sua vita è paragonabile ad una pagina dei suoi romanzi. Nato in Polonia nel 1936 da una poetessa yiddish e da un tipografo ebreo, scappa rocambolescamente dal ghetto di Varsavia devastata dalla follia nazista. Si rifugia con la famiglia in Uzbekistan, in una Russia soggiogata dalla pazzia del comunismo imperante di Stalin. Superstite dei due totalitarismi del XX secolo, nel 1950 arriva in Francia e diventa pittore, romanziere, leader dell’ebraismo e dell’antirazzismo mondiale, fondatore, con Bernard-Henri Lévy, del Movimento «SOS Razzismo», illustre firma di Libèration, perchè, bisogna dirlo, l’anima di Halter è sempre stata di sinistra, quella vera, tenace, militante.

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Dramma ebraico in tre atti

Ruth Wisse, grande protettrice del sionismo, ci spiega perché il suo popolo sbaglia quando sottovaluta il suo ruolo

Amy Rosenthal

“La storia politica ebraica è stata un fallimento in termini politici”, dice Ruth Wisse, la professoressa di Yiddish di Martin Peretz e docente di letteratura comparata all’università di Harvard, la signora che poco meno di un mese fa è stata premiata dal presidente americano, George W. Bush, con la prestigiosa medaglia nazionale per le scienze umanistiche. “I suoi scritti penetranti – ha dichiarato Bush in quell’occasione – hanno arricchito la nostra comprensione della letteratura e della cultura yiddish nel mondo moderno”.

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Una campagna per l’Hashomer Hatzair (1)

Basta osservare l’attuale classe dirigente ebraica in Italia (e spesso anche all’estero) per capire che la stragrande maggioranza (rabbini, consiglieri, segretari, presidenti di associazioni) si è formata in uno dei due movimenti giovanili presenti oramai da più di mezzo secolo: l’Hashomer Hatzair, sionista e socialista e il Benè Akiva, sionista e religioso.

Oggi, per uno scherzo della storia, proprio da Israele arrivano sempre meno fondi per le attività che oltre a formare una forte coscienza ebraica, indirizzano i ragazzi verso l’alià in Israele. Particolarmente critica la situazione dell’Hashomer che a Milano questa domenica 13 gennaio organizza un concerto di raccolta fondi. Per tutti coloro che non riusciranno a partecipare o vorranno aiutare anche in seguito, anche con piccole cifre, indichiamo sotto gli estremi del conto corrente per un bonifico che aiuterà non solo i nostri ragazzi di oggi ma anche i nostri dirigenti di domani.

Per lanciare questa campagna, Kolòt ha chiesto a ex-hashomeristi di scrivere che cosa è stato per loro il movimento. Iniziamo con l’onorevole Emanuele Fiano, deputato PD alla Camera.

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