Scialom Bahbout | Kolòt-Voci

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“Ebraicamente l’omosessualità non è una malattia”

Un rabbino italiano ha affrontato per la prima volta in pubblico i temi dell’omosessualità maschile e femminile incontrando i giovani della Comunità Ebraica di Milano: Efes2.

“Nulla è pericoloso quanto l’essere troppo moderni. Si rischia di diventare improvvisamente fuori moda” (Oscar Wilde.)

Gay, omosessuale, lesbica. Qual è la posizione dell’ebraismo al riguardo? Un acceso e recente dibattito sull’argomento ha visto protagonisti un gruppo di 40 ragazzi di Efes2 e Rav Shalom (Mino) Bahbout, figura storica dell’ebraismo italiano, docente universitario di Fisica e Statistica. Argomento di grande attualità, specie dopo la polemica sul cosiddetto Homocaust, l’olocausto degli omosessuali nei lager nazisti.

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Meno dialogo, meno Shoah e più riavvicinamento degli ebrei lontani

Intervento di Scialom Bahbout al Consiglio dell’Unione delle comunità ebraiche italiane

Domenica 16 novembre 2008

Pur non ricoprendo alcun incarico comunitario, penso che la mia esperienza di vari anni al DAC e in molte attività comunitarie – che avevano lo scopo di avvicinare gli ebrei lontani – mi consenta di fare una riflessione e di seguito una proposta che qui presento in sintesi. Il tempo a disposizione è limitato e quindi si tratta solo di appunti che potranno essere approfonditi nelle sedi più opportune.

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A proposito di ebraismo sommerso

Scialom Bahbout

I dirigenti delle comunità italiane hanno l’abitudine di piangere di fronte alla crisi in cui versano.  L’ argomento sollevato più frequentemente è quello del decremento della popolazione ebraica, problema che coinvolge tutto il mondo ebraico occidentale e non sarò certo io a trovare o a proporre soluzioni miracolose. Voglio qui riportare solo alcuni esempi di quanto non si faccia e si potrebbe fare per fare quello che altrove è chiamato “outreach”, cioè ricerca e accoglienza di nuovi iscritti.

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Lo Shemà

Scialom Bahbout

Lo Shemà rappresenta il fondamento della preghiera quotidiana. Viene infatti recitato al mattino svegliandosi e alla sera coricandosi, oltre ad essere presente nei momenti di preghiera che scandiscono la giornata. Analizziamo il significato e il senso della preghiera. Nella accezione comune esso sta a indicare una richiesta oppure una lode rivolta al Signore. Se però esaminiamo l’etimologia del termine ebraico tefillà (preghiera) esso deriva dalla radice palal, che significa gidicare, da cui pelilim, giudici. Pregare si dice le-it-pallel, una forma riflessiva che può significare appunto sia sottoporsi al Giudizio divino che autogiudicarsi. Continua a leggere »

Pasticcio a Trani

Francesco Lotoro in rappresentanza degli Ebrei di Trani

A: Prof. AMOS LUZZATTO, Rav Dr GIUSEPPE LARAS, Rav SHALOM BAHBOUT, Rav ROBERTO DELLA ROCCA

Esimii Dottori,

con la presente mi è gradito spedirVi stralcio da La Gazzetta del Mezzogiorno del 27.09.2004 nel quale si descrive la visita del Presidente dell’UCEI e della Assemblea Rabbinica Italiana avvenuta domenica scorsa a Trani. Nel contempo, tengo a esprimerVi anche a nome degli altri Ebrei di Trani che quanto ciò fatto (senza che gli Ebrei di Trani ne fossero a conoscenza) ci addolora. Non che informarci di quanto compete le VS prerogative istituzionali sia un nostro diritto; ma semplicemente per la comunione nell’ebraicità (dato anche il periodo, di intensa Teshuvà, del nostro calendario) che avrebbe fatto della VS visita un evento oltremodo lieto per la kehillà tranese. Continua a leggere »

Non tutti i monoteismi sono intolleranti

Ancora su Stato e religioni – Una risposta al rav Scialom Bahbout

Alma Cocco

Nel suo intervento sul rapporto tra Stato e religioni tenutosi recentemente a Torino al The World Political Forum (Torino, Fiera del libro, 7 maggio 2004), Rav Scialom Bahbout, che personalmente stimo come una delle voci più importanti e significative dell’ebraismo attuale, appoggia l’intero suo discorso su una premessa con la quale è arduo essere d’accordo. Egli si è spinto, infatti, a sostenere che “le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione”. Continua a leggere »

Amare il gher e amare la Torà e le mitzvòt

Alberto Somekh – Rabbino Capo di Torino

Ho letto e apprezzato il lungo scritto del Rav Mino Bahbout: “Conversioni: non lasciamole solo in mano ai rabbini” in risposta ad una lettera di Gabriello Marchetti che non mi risulta essere stata diffusa e che personalmente non ho visto. La lettura in questione mi lascia tuttavia diversi dubbi che sarebbe troppo lungo esporre qui. Mi limiterò perciò soltanto ai principali. Continua a leggere »