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Bil’àm, il profeta dei popoli

Dalla derashà pronunciata al Tempio Grande di Roma in occasione della consegna del diploma di Maskil, Shabbat Balak 5771 – 9 luglio 2011

Ariel Di Segni

È scritto nel Talmùd (Bavà Batrà 14b): “Moshè ha scritto il suo libro (ossia i cinque libri della Torà) e il brano di Bil’àm”. I commentatori s’interrogano sulla necessità del Talmùd di sottolineare che fu Moshè a comporre i versi della profezia di Bil’àm, come se essi non facessero veramente parte della Torà. Fanno notare che mentre tutto il resto della Torà fa parte della profezia di Moshè, le benedizioni profetiche di questo brano non furono profetizzate da lui, bensì da Bil’àm. Pertanto, era necessario puntualizzare che a differenza della maggior parte degli altri libri profetici, in cui l’autore del testo della profezia e il profeta che ha avuto la visione descritta sono la stessa persona, in questo caso non fu chi pronunciò la profezia (Bil’àm) a metterla per iscritto, bensì un altro profeta che assistette ad essa (Moshè). Ad ogni modo, le parole del Talmùd sono ancora alquanto enigmatiche: nel ricordare Moshè come autore di entrambe, è come se il Talmùd stesse mettendo tutta la Torà e la profezia di Bil’àm sullo stesso piano!

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Il matrimonio di Daniel il Matto

Continua la saga dell’autore romano ambientata nella Roma papalina.

Mario Pacifici

Roma 1778. Combinare un matrimonio non è poi difficile, diceva spesso Shoshanna, nel presentarsi a qualche genitore in pena. Se la ragazza è giovane e bella, se la dote è consistente e se il pretendente è un lavoratore, timorato di Dio, possono riuscirci perfino quattro comari. I miei servizi sono preziosi invece quando le cose si fanno complicate. Quando perfino la merce più pregiata diventa difficile da collocare sul mercato.

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Il giallo del Cohen pugnalato

Indagini a 360 gradi. Resta un giallo la morte di Rafael Cohen, 74 anni. Un migliaio di persone ai funerali dell’anziano colpito nell’androne di casa

Federica Angeli

Un mistero. Al momento la morte di Rafael Cohen, il commerciante di 74 anni, molto attivo e conosciuto nella comunità ebraica romana, ucciso con una coltellata al petto nella portineria del suo palazzo, sembra essere un rompicapo. L’autopsia, eseguita ieri, conferma che “il decesso è avvenuto a seguito del colpo profondo al cuore, sferrato con una lama molto lunga”. In settimana familiari, conoscenti e amici, verranno riascoltati. Il pubblico ministero Barbara Sargenti e i carabinieri della Omicidi, la prima sezione del nucleo investigativo di via In Selci, stanno lavorando su due fronti: ricostruire la dinamica del delitto e scavare nei rapporti d’affari e di amicizia di un uomo dalla vita, all’apparenza, irreprensibile.

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Riccardo Pacifici, votare per lui è votare per Israele

Per capire la misura della vittoria di Riccardo Pacifici, confermato ieri Presidente della Comunità Ebraica di Roma anche con il nuovo sistema elettorale, proponiamo l’endorsement del presidente di Lev Chadash

Ugo Volli

Cari amici, sapete quella vecchia storiella del Robinson Crusoe ebreo? Naufrago da vent’anni, finalmente salvato, fa visitare ai suoi soccorritori la sua isola: “questi sono i campi, questa la cucina con i piatti per il latte e quelli per la carne, questo il laboratorio di fisica che mi sono costruito, questo il forno per il pane azzimo… e queste sono le mie due sinagoghe.” Perché due, scusi, lei è sempre stato qui da solo, che se ne fa di due sinagoghe? “Mah, una è quella dove vado a pregare, l’altra quella coi riti sbagliati cui non parteciperei per nessuna ragione al mondo!” Da sempre gli ebrei sono così, un popolo piccolissimo che ha la passione di discutere, anche a costo di dividersi: Giuseppe e i fratelli, Mosé e Korach, il regno di Israele e quello di Giuda, il talmud (che di per sé è il verbale di una interminabile e accanita discussione virtuale) di Gerusalemme e quello di Babilonia, Askenaziti e Sefarditi….

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Roma: Comunità ebraica al voto

Domenica l’elezione del presidente, per la prima volta con il proporzionale. Sassun: «Andare oltre il Portico d’Ottavia». Pacifici: «Online il mio programma». Il silenzio di Magiar

Valeria Arnaldi

Giornate calde per la Comunità ebraica capitolina che domenica, con un anno di anticipo, andrà alle urne — anche i residenti all’estero – per rinovare il Consiglio e nominare il Presidente. Colpa di un dialogo interno non sempre facile, culminato alcuni mesi fa nelle dimissioni di un terzo dei consiglieri. Non è l’anticipo però a riscaldare animi e attese, ma la novità del metodo di voto.

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Una famiglia, tante storie

È in libreria il libro “I Pavoncello, Ebrei di Roma” di Celeste Pavoncello Piperno.

Enzo Campelli

Celeste Pavoncello

Piccole chiavi aprono talvolta grandi porte. È quanto si può dire, di getto, per questo breve  volume di Celeste Pavoncello, che ricostruisce la storia di una famiglia ebraica romana: una famiglia “qualunque”, scrive l’ autrice, che in questo modo vuole rimarcarne tanto la tipicità quanto il radicamento, profondo e forte, in un contesto particolarissimo, e a sua volta carico di storia.

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Pacifici contro Sassun contro Magiar

Depositate le liste per le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità Ebraica di Roma il 10 aprile 2011. Tutti i candidati divisi per lista.

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