Roberto Jarach | Kolòt-Voci

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Milano – Ex-presidente: “Milano non corre grossi rischi”

L’incredibile dichiarazione dell’ex-presidente Roberto Jarach

Roberto Jarach“I rapporti con le autorità di pubblica sicurezza sono ottimali, c’e’ la garanzia di assoluta vigilanza e le misure messe in atto sono sufficienti a garantire la prevenzione. Certo che i bimbi vadano a scuola con i militari fuori con il mitra non e’ mai piacevole per nessuno, ma non credo che per Milano ci siano grossi rischi”.

Lo ha detto Roberto Jarach, vicepresidente dell’Unione delle comunita’ ebraiche italiane, in commissione Pari opportunita’ a palazzo Marino, riguardo all’allarme terrorismo e alla sicurezza in citta’ per i membri della comunita’ ebraica. “Numericamente e dal punto di vista della visibilita’ – ha detto Jarach – l’attenzione e’ ovviamente spostata verso Roma.

Milano e’ piuttosto punto di richiamo per manifestazioni di frange extraparlamentari di matrice di destra, forse un fenomeno collegato al mondo operaio che Roma non ha, ma non credo che per Milano ci sia un pericolo come a Parigi. Peraltro, in Francia gli ebrei sono 300mila, in Italia meno di 30mila, numericamente la nostra presenza e’ molto meno rilevante”

Agenzia OMNIMILANO 22 gennaio 2015

Non abbiamo visto, non abbiamo sentito

Sottratti probabilmente alla Comunità Ebraica di Milano alcuni milioni di euro dall’ex-direttore amministrativo a cui per anni è stata permessa la gestione esclusiva e riservata della contabilità*

Ester Moscati

MIlano Assemblea“Cari iscritti, in questi mesi, all’interno della nostra Comunità, abbiamo dovuto affrontare la scoperta di una situazione che non avremmo mai ritenuto potesse verificarsi. Nel corso degli ultimi mesi è stata infatti sottoposta a un controllo generale tutta la contabilità della Comunità, controllo che è ancora in corso ma che permette di provare fin d’ora che, approfittando della buona fede di tutti, sono stati sottratti, nel corso degli anni, alcuni milioni di euro dalle casse della Comunità, con modalità subdole e ingannevoli che si sono rivelate idonee a vanificare i controlli previsti e costantemente posti in essere da parte degli uffici.

Come Presidente e come Consiglio tutto, fermi e determinati nel voler tutelare con ogni mezzo gli interessi patrimoniali e morali della Comunità, ci siamo già mossi al fine di recuperare quanto sottratto. Inoltre, per evitare che situazioni simili possano verificarsi nuovamente negli anni a venire, il Consiglio ha già elaborato ulteriori provvedimenti al fine di rendere, qualora ve ne fosse bisogno, ancora più stringenti ed efficaci i sistemi di controllo interno.

Il momento, come potete capire, è particolarmente grave e delicato; ma siamo sicuri che la nostra Comunità è pronta a reagire con la solidarietà e la compattezza che le sono proprie”. Con queste sofferte parole, lette dal Presidente Meghnagi, si è aperta la riunione straordinaria della Comunità, la sera del 2 aprile.

La curiosità per una convocazione così inusuale e repentina ha presto lasciato spazio allo sgomento e all’indignazione nelle oltre 500 persone presenti. Il Presidente Walker Meghnagi, tramite la nostra Newsletter e un giro rapido e accorato di sms, aveva chiamato a raccolta gli iscritti per “comunicazioni urgenti relative alla gestione ordinaria della Comunità”.

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Il lamento del Presidente

La lettera del Presidente agli ebrei di Milano dopo la caduta del Consiglio. Considerazioni personali e politiche di una vittima eccellente del limite imposto dall’Ucei

Roberto Jarach

E’ con grande tristezza e rammarico per non poter portare a compimento l’impegno assunto con l’elettorato – unitamente ai Consiglieri della lista KEN ed Avram Hason – per il rilancio ed il risanamento della Comunità che mi rivolgo oggi a tutti gli iscritti ed a tutti gli ebrei di Milano. L’applicazione mista del vecchio e del nuovo Statuto dell’UCEI fa sì che il Consiglio, nel quale l’elettorato aveva assegnato la maggioranza assoluta dei posti alla lista KEN, sia decaduto in base alla previsione dell’art. 13 comma 2, avendo rassegnato le dimissioni 7 dei Consiglieri originariamente eletti, e che io, assieme ad altri 6 consiglieri uscenti, non possa essere rieletto per aver cumulato più di 3 mandati consecutivi (novità introdotta in Statuto nel Congresso UCEI del 2010).

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Accensione della Comunità a Milano

Dopo le dimissioni del vicepresidente Foà che è riuscito a litigare con il suo presidente, la sua lista e, ovviamente, la sua l’opposizione, quest’ultima fa sentire oggi la sua versione dei fatti. Chi ha pazienza trova anche la lettera di Foà del 23.12.

Alberto Foà, Vicepresidente della Comunità di Milano e assessore al Bilancio, al Personale e ai Tributi, ha presentato le proprie dimissioni da tutti i suoi incarichi comunitari. Sappiamo che molto verrà detto in questi giorni e, complici le vacanze invernali, avremo tutti modo di riflettere serenamente in proposito, ma fin da subito abbiamo il dovere di chiarire alcuni punti. Le dimissioni di Alberto Foà ufficializzano quanto diciamo da tempo. Esiste una crisi della maggioranza che è uscita dalle urne alle ultime elezioni milanesi, una crisi che sarebbe riduttivo e semplicistico ascrivere a incomprensioni personali.

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Violato il Tempio Centrale di Milano

Articolo in esclusiva dal sito yeud.im

Vittime di mercanti di Judaica senza scupoli?

La mattina del 4 febbraio quando rav D. Sciunnach ha aperto l’aron hakodesh per preparare i sifrè torà per la lettura di shabbat, ha lanciato un urlo di dolore che si è sentito per tutta la palazzina. Infatti il rav ha subito notato la mancanza di diversi ornamenti dei sifrè torà, per la precisione una corona (keter) e sei puntali (rimonim) d’argento.

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Fanno pace i presidenti di Comunità di Roma e Milano

Siglano la pace i presidenti delle comunità ebraiche di Milano e Roma, Roberto Jarach e Riccardo Pacifici, insieme al presidente degli ebrei italiani, Renzo Gattegna, dopo le polemiche nate da un articolo sul neoeletto leader degli ebrei milanesi. “Un segnale di concordia per dare vita a un dibattito vivace, ma sereno”, affermano i tre esponenti dell’ebraismo italiano in una nota congiunta.

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Jarach: Il problema è la non soluzione del recupero dei figli dei matrimoni misti

Con richiesta di pubblicazione. Grazie.

Risposta sulle errate interpretazioni sulla mia posizione sul tema dei matrimoni misti

Sono rimasto sorpreso ed amareggiato dall’eco che qualcuno ha voluto dare ad una mia frase riportata fuori dal contesto specifico dell’intervista rilasciata al giornale La Stampa, pubblicata Sabato 12/6 u. s. Lungi dal voler rappresentare in alcun modo una mia visione sul complesso e ben più ampio tema dei matrimoni misti e del delicato tema delle conversioni ad essi collegato, quella mia affermazione andrebbe letta con riferimento ai gravi problemi demografici che vedono oggettivamente tutte le Comunità del Mondo dibattersi con il calo degli iscritti. Continua a leggere »