Riccardo Di Segni | Kolòt-Voci

Tag: Riccardo Di Segni

«Attenti, è pericoloso essere misericordiosi con i malvagi»

Intervista a rav Riccardo Di Segni

ROMA – Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, si trova da giovedì 28 dicembre a Gerusalemme. È tra i relatori di un convegno internazionale dedicato proprio agli ebrei di Roma, la più antica comunità della Diaspora. Tra gli organizzatori, il Museo italiano di Gerusalemme. E proprio parlando di cultura, in particolare della tradizione rabbinica, Di Segni risponde alla domanda che mezzo mondo si sta ponendo in queste ore: l’ esecuzione di Saddam è stata una barbarie o un atto di giustizia? «La questione della pena capitale per l’ ebraismo è complicata, sia dal punto di vista morale che giuridico. Nella Bibbia appare con chiarezza una lunga serie di reati per i quali la pena di morte è prevista. Ma il dato biblico è fortemente integrato dalla tradizione rabbinica che è arrivata a stabilire una procedura estremamente rigorosa, direi quasi pedante, per tutte le sentenze capitali. Per arrivare poi a una conclusione». Continua a leggere »

Perché parlando di ebraismo dimentichiamo i matrimoni paolini?

Ancora sull’articolo di rav Di Segni che rispondeva a Guido Fubini su Hakeillah:

Emanuele Calò

L’interessante scambio d’idee fra Rav Riccardo Di Segni e Guido Fubini merita l’inserimento di un terzo, et pour cause. Quest’ultimo lamenta che l’ebraismo italiano s’allontani dalle idee dei suoi grandi uomini del passato, imbevuti, in modo diverso ma tutti a grandi livelli, di spirito democratico ed antifascista. Il primo, invece, fa notare, non senza ragione, che anche gli importanti personaggi del passato chiamati in causa da Fubini si erano allontanati dall’ebraismo, sottovalutando le conseguenze dell’allontanamento dai precetti. Continua a leggere »

Sull’elegia dell’Ebraismo italiano

Riccardo Di Segni

Non riesco a resistere alla tentazione di commentare la breve e disperata nota dell’amico Guido Fubini pubblicata a pag. 2 del n.3 di Ha Keillah. Commentando l’ultimo Congresso dell’UCEI Fubini ha scritto: “A me e pochi altri il Congresso è sembrato celebrare il funerale dell’ebraismo italiano. Ma siamo caduti in errore. È stato solo il funerale di un certo ebraismo, quello dei Rosselli, dei Bauer, dei Colorni e dei Foa”. Questo glorioso ebraismo sarebbe stato sostituito da “una curiosa sintesi di Jewish Pride post-sionista e di berlusconismo, ammantandosi del richiamo alla Halakhà, ignorando democrazia e rispetto delle istituzioni e trovando riscontri nella politica del presidente Bush”. Continua a leggere »

Rav Di Segni visita la moschea di Roma: Un punto di partenza

Rav Di Segni visita la moschea di Roma

Non sono necessari molti giri di parole, per comprendere bene l’importanza della visita che il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha compiuto alla moschea della capitale. Si è trattato di un avvenimento di grande significato simbolico, che le scadenze elettorali alle porte e i rischi ad esse connessi di ogni genere di strumentalizzazione non sono riuscite ad offuscare. E si è trattato anche di raccogliere i frutti del lavoro di un’amministrazione comunale, quella romana, avveduta ed intelligente nell’affrontare i grandi temi della multiculturalità e della diversificazione che tormentano la società italiana contemporanea. Continua a leggere »

Melagrana – Un libro sugli ebrei vivi

In questo libro di ritratti della “nuova generazione degli ebrei italiani” troviamo Riccardo Di Segni, il rabbino capo che fa il direttore di radiologia presso un ospedale dal nome tanto poco ebraico come San Giovanni; e anche Emanuele Fiano, che invece è ateo e capogruppo dei diesse al Consiglio Comunale di Milano, ma considera la sua identità ebraica “uno zaino inamovibile”. Cè Ariel Haddad, romano di origine tripolina che dopo aver abbracciato la corrente tipicamente est-europea e newyorkese dei Lubawitch è diventato rabbino di Trieste e Lubiana, alfiere di un’ortodossia rigorista particolarmente inconsueta in Italia, e che in politica vota a sinistra; e c’è Aldo Luperini, il milanese che con l’ ebraismo liberal della corrente riformata ha importato in Italia pure la rivoluzione della rabbina donna Barbara Aiello, ma in politica rimpiange invece i partiti laici.

Continua a leggere »

«Tutti i popoli siano liberi, lo dico con le parole di Isaia»

Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Prima di tutto desidero ringraziare tutti voi presenti qui, un numero incredibile di persone, senza distinzione di religione e di credo politico, uniti dal comune desiderio di denunciare un evento gravissimo: la minaccia all’esistenza stessa dello stato d’Israele. E’ il superamento grave e intollerabile di un limite insuperabile. Ma vorrei salutare anche chi non è presente qui questa sera. A chi dissente dai modi della protesta ma non dalla protesta chiediamo che l’assenza non si trasformi in silenzio. Che la scelta di opportunità politica non prevalga sull’istanza morale. Perché è un’istanza morale, quella che testimoniamo qui questa sera. A chi invece non c’è perché è indifferente alle parole del presidente dell’Iran o magari le condivide desideriamo spiegare con forza e pacatezza civile il senso del nostro orrore. Continua a leggere »

Quarti posteriori: Comunicato del Rabbino Capo di Roma

AVVISO – Dal 1 Giugno in tutte le macellerie kasher sarà vietata la vendita dei quarti posteriori fino a quando non sarà possibile l’eliminazione delle parti proibite, eseguita da un esperto menaqqèr sotto il controllo del rabbinato.

Trovare un menaqqèr esperto e affidabile non è semplice; gli esperti sono rari e cari; per anni abbiamo cercato di farne venire uno o di addestrare il personale, ma le difficoltà incontrate hanno reso impossibile l’organizzazione del servizio. Ci siamo dovuti limitare a segnalare nelle macellerie che la carne dei quarti posteriori non era sotto il nostro controllo; non potevamo neppure cambiare le abitudini di cucina di molte famiglie, bruscamente e senza preparazione. Questo è servito almeno a sensibilizzare una parte della comunità sul problema. Continua a leggere »