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Le polemiche fra rabbini non sono certo una novità

ARCHIVIO: Un articolo di rav Alberto Somekh del 2004 su Kippur che cade di shabbat come quest’anno


L’aspro scambio di lettere fra Shadal e Benamozegh sul significato del suono dello shofar. Dalla derashà tenuta il 1° giorno di Rosh Hashana all’Oratorio Di Castro di via Balbo, Roma

Gianfranco Di Segni

EsplosioneA Rosh Hashana in genere si fa il consuntivo dell’anno appena trascorso. Una delle caratteristiche di quest’anno è stata il dibattito che ha animato la comunità ebraica italiana riguardo al ruolo dei rabbini, con accese discussioni sui rabbini e fra i rabbini stessi. Ricordiamone qualcuna: la visita del papa alla sinagoga di Roma, con rabbini che hanno partecipato e altri che si sono astenuti dal farlo; la vicenda delle ciambellette nella comunità di Roma, che è finita addirittura sulle pagine della stampa nazionale; la revoca del rabbino capo di Torino; lo stato della kashrut a Roma. (La lista non è affatto esaustiva). Qualcuno si stupisce delle discussioni fra i rabbini. In realtà, non si capisce perché le divergenze di opinioni fra il presidente (a livello locale o nazionale) e il capo dell’opposizione siano viste come normali e, anzi, ci si meraviglierebbe se non fosse così, mentre quando i rabbini discutono fra di loro ciò è visto come qualcosa di inusuale. Invece, è proprio vero il contrario: fra i rabbini ci sono sempre state diverse opinioni.

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Rabbini e mercanti: tre secoli di tolleranza sotto la protezione dei Medici

Gli ebrei a Livorno: una panoramica storica su questa città che ne accolse una “nazione” assai numerosa. Finirono col rappresentare il dieci per cento della popolazione locale. Ma dopo il 1830 i traffici furono messi in crisi e la comunità iniziò a decadere

Gabriele Bedarida

La Nazione Ebrea (si usa il termine Nazione nel senso di rifugio per un gruppo perseguitato) fu senza dubbio la più numerosa e la più importante economicamente e culturalmente, fra le varie Nazioni che risiedettero a Livorno. La presenza ebraica crebbe lentamente fra la fine del sec. XVI e l’inizio del XIX fino a rappresentare circa il 10% della popolazione totale della città. Gli Ebrei svolgeranno a Livorno il commercio di intermediazione e di deposito fra gli scali di Levante e le piazze d’Italia e del Nord Europa valendosi dei privilegi accordati dal governo mediceo alla città.

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Lady Gaga Shofar: È questo il tipo di rabbino che molti vorrebbero in Italia?

Nella piccola Italia ebraica stanno cambiando molte cose, ma si parla quasi ossessivamente solo del ruolo del rabbino, e di come dovrebbe essere più “parroco” e meno “rabbino”. Un bell’esempio del primo tipo ce lo dà un video promozionale per le feste della Community Synagogue di Port Washington (NY). Presto tra noi?

Torino: Voltare pagina

Emilio Jona

La redazione di H.K. a maggioranza ha ritenuto di dover reagire a caldo sulla decisione del Collegio arbitrale sulle vicende tra Rav Somekh e la Comunità di Torino, come avesse un dovere giornalistico di farlo, io e altri pensavamo fosse meglio non avere fretta e seguire i tempi soliti, più lenti e meditati, di H.K. Il 27 maggio scorso sono andato in Comunità a leggere la sentenza arbitrale che ha posto fine a questo doloroso conflitto, ero la dodicesima persona a farlo, così ho pensato che per parlarne era bene conoscerne meglio il contenuto. Lo riassumo quindi nelle sue linee generali, con poche conclusive considerazioni personali.

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Lettera agli ebrei torinesi

Lettera Aperta

Ma cosa sta succedendo nella nostra Comunità? Ormai quasi ogni giorno finiamo sui giornali, e sempre per qualche litigio o qualche protesta. “La Stampa” scrive addirittura che avremmo bisogno di due rabbini: uno per i religiosi e uno per i laici (etichetta che manca implicitamente di rispetto a entrambi)! Ma perché questo Consiglio continua a creare divisioni?

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Torino: In tre mesi “Conosce già bene la Comunità”

La comunità nomina Elihau Birnbaum. Ma resta anche Alberto Somekh

MAURIZIO LUPO

Viene da Gerusalemme il nuovo Rabbino Capo della Comunità ebraica di Torino. Si chiama Elihau Birnbaum. E’ ritenuto un uomo di grande esperienza, di circa cinquant’ anni, apprezzato per la sua cultura e la sua capacità di mediazione.

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La cena di natale in Comunità

Il nuovo Rabbino capo di Torino e le sue affermazioni paradossali

Emanuel Segre Amar

In tempi brevissimi la Comunità di Torino è riuscita ad eleggere il suo nuovo rabbino capo. Si era sperato in tanti, ed io ero tra questi, che potessero finalmente chiudersi quelle polemiche che, in questi ultimi anni, sono riuscite perfino a rompere amicizie fraterne che duravano da una vita.

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