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JewsNews 21

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Dove sono i confini tra rabbini e politica?

JewsNewsGerusalemme – Il Capo Rabbino askenazita Yona Metzger si è espresso nettamente contro l’uso invalso di recente da parte di alcuni rabbini di affrontare questioni politiche e sociali in lettere pubbliche. Questa tendenza a volere esprimere giudizi e direttive su temi estranei all’ambito propriamente religioso provoca, secondo Rav Metzger, svalutazione e disprezzo verso l’autorità dell’istituzione rabbinica.

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Quando Lampedusa si arrese al pilota ebreo della Raf

1943: Storie di soldati ebrei e di rabbini in Sicilia.

Nicolò Bucaria

L’8 giugno 1943, alle prime luci dell’alba, un’avaria al motore costrinse un ricognitore della Royal Air Force partito da Malta a chiedere un atterraggio di emergenza alla guarnigione italiana di Lampedusa. Cominciava così, con un mese di anticipo rispetto ai minuziosi piani elaborati dagli stati maggiori alleati, lo sbarco in Sicilia e la liberazione del continente europeo dalla barbarie nazi-fascista. Sceso dal velivolo agitando un fazzoletto bianco in segno di resa, il pilota rimase sbigottito quando capí finalmente che non era lui ad arrendersi bensí il comandante e gli ufficiali italiani che gli si erano fatti incontro per firmare la capitolazione dell’isola.

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Ogni studio di Torà che non sia affiancato da un lavoro, finisce per annullarsi e porta con sé la trasgressione

Pirkè Avòt – Cap. 2

L’intelligente campagna del movimento Conservative (masortì) in Israele. L’inserzione mima le Pagine Gialle con molti Maestri della tradizione ebraica, divisi nelle “categorie merceologiche” dei mestieri che praticavano, pur studiando e insegnando Torà: falegnami, ciabattini, medici, vignaioli… Altra benzina sul fuoco del dibattito in Israele sulle sovvenzioni a chi studia Torà senza fare né il servizio militare, né quello civile. E in Italia?

Il tele-rabbino

David Piazza

In sordina e all’immediata vigilia di un importante Congresso dell’Unione delle Comunità che potrebbe ridefinire il suo ruolo in Italia, il Rabbinato sorprende tutti e propone una nuova figura, prima poco conosciuta, il rabbino a distanza, ossia il “tele-rabbino”. La settimana scorsa sono stati infatti nominati due nuovi Rabbini capo: ad Ancona rav Giuseppe Laras (residente a Milano) e a Napoli rav Scialom Bahbout (residente a Roma), due rabbini apprezzati e di grande esperienza che però, a quanto ci risulta, non risiedono nelle Comunità che li hanno scelti.

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Il preside rabbino venuto a Milano da lontano

Nel centenario della nascita (1910-1975), ricordiamo David Schaumann, la sua avventura umana e di maestro

Esterina Dana

Avevo dieci anni quando lo vidi per la prima volta; alto, voce tonante, accento straniero, mani grandi dalle unghie larghe: il Preside, professor David Schaumann. Sebbene bambina, colsi l’imponenza della sua persona insieme al calore umano che traspariva dagli occhi nascosti dalle lenti. Non ne avevo mai viste di così spesse e mi sembrarono l’indizio di una grande cultura.

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Un Congresso già in bilico prima del suo inizio

Domenica 5 dicembre si apre il 6° Congresso dell’Ucei. In molti hanno l’impressione che nemmeno 5 mesi di grave ritardo (rispetto alla data naturale di luglio) siano serviti a mettere a punto una bozza di riforma soddisfacente e soprattutto condivisa dal suo stesso Consiglio.

Maurizio Piperno Beer

Nel recente Convegno tenutosi a Torino “Quali rabbini nel nostro domani? ” è emersa, con diversi accenti ma con corale preoccupazione, una seria contestazione del progetto di riforma dello Statuto UCEI per la parte che riguarda la figura e l’organizzazione dei Rabbini. Le critiche hanno riguardato sia le singole norme del nuovo testo sia, soprattutto, l’idea guida che le ha prodotte e cioè che il Rabbino debba essere un semplice dipendente, con un contratto a termine che può non essere rinnovato con un anno di preavviso ad esclusivo giudizio del Consiglio della Comunità, e forse anche itinerante.

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Torino: Quali rabbini nel nostro domani?

Un seguitissimo convegno riporta a Torino la leadership culturale che aveva perso negli ultimi anni

Giulio Tedeschi

Tutti gli oratori l’hanno definita un gran pasticcio. Ed è già molto meglio delle precedenti. L’ultima versione della travagliata proposta di riforma dello Statuto, in tema di rabbini, recita che Per l’espletamento dei compiti di cui all’articolo 1, comma 2… la Comunità nomina un Rabbino Capo. Lo nomina per un periodo di sette anni. Rinnovabili. Ora l’art. 1 elenca semplicemente tutte, nessuna esclusa, le competenze e gli ambiti d’intervento di una Comunità.

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