Rabbini | Kolòt-Voci

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Perché posticipare Yom Ha-‘atzmaut?

Alberto Somekh

Un paio di mesi fa sono venuto a sapere quasi per caso che la celebrazione di Yom ha-‘Atzmaut quest’anno sarebbe spostata di un giorno. Non mi ricordo se la E-mail, scritta in italiano, proveniva dalla Comunità di Roma o dall’U.C.E.I., ma non certo da Israele. Il messaggio non adduceva motivazioni per questa decisione, e non menzionava neppure chi l’aveva presa. Ricordo di aver chiesto immediatamente lumi ad un mio stretto collaboratore israeliano, ma mi disse che non ne sapeva nulla. Solo qualche giorno fa questa stessa persona mi ha riferito che la decisione viene dalla Rabbanut ha-Rashìt e si spiega con l’esigenza di evitare che le celebrazioni della vigilia, Yom ha-Zikkaròn in memoria dei Caduti, potessero in qualche modo interferire con l’osservanza di Shabbat. Continua a leggere »

Camera oscura

Alberto Somekh

Ricordo un Bar Mitzwah alcuni Sabati fa nella mia Comunità. Quando entrai nel Bet ha-Kenesset per Shachrit trovai, accanto ai soliti tre o quattro correligionari puntuali, una quindicina di volti nuovi, non meno spaesati nel vedere me di quanto lo fossi io nel vedere loro. Nell’imminenza del primo Qaddish mi arrestai e mi guardai intorno imbarazzato, alla ricerca improbabile di Minyàn. Dovette accorgersi della situazione il padre del festeggiato, che si affrettò a porgere un Tallit a due dei suoi invitati, familiari giunti da Israele, per renderli facilmente distinguibili da tutti gli altri, che evidentemente ebrei non erano. Continua a leggere »

La donna rabbino

Riccardo Di Segni

1. Introduzione

I movimenti femminili di questo secolo, con le loro richieste di emancipazione e di pari diritti per le donne hanno spesso coinvolto, scosso e lacerato il mondo ebraico, nelle sue strutture sociali e giuridiche. Tra le numerose rivendicazioni, è emersa quella del tutto particolare dell’ordinazione rabbinica femminile. La comunità ebraica italiana, per diversi motivi, quali la sua esiguità numerica e il suo tradizionale isolamento, ha avuto solo lontani echi delle vivaci polemiche che hanno agitato altre parti del mondo ebraico; non c’è mai stata una richiesta organizzata di donne ebree italiane in questo senso; nelle scuole rabbiniche italiane esiste da molti anni una presenza femminile, ma il programma di studi è differente da quello maschile, e i titoli di studio finali, per quanto la materia non sia ancor bene definita, non sono certamente comparabili ad una ordinazione rabbinica.

Lo scopo di questo articolo è di riassumere i termini essenziali del problema e le sue soluzioni possibili nella prospettiva dell’ebraismo ortodosso. Continua a leggere »