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Tag: Papa

Goi qadòsh: senza il qadòsh resta il goi

Risposta sul mensile torinese Hakeillah alle critiche scatenate dal suo articolo: “DICO: quello strano silenzio dell’ebraismo italiano” del maggio 2007.

Riccardo Di Segni

Il giorno in cui Pio IX fu beatificato, il TG1 delle 20 ne parlò come prima notizia, dando subito la parola ad Amos Luzzatto, allora presidente dell’UCEI, che esprimeva la sua protesta. Faceva benissimo Amos Luzzatto a protestare, ma in quella notizia e nell’atmosfera politica e mediatica che la circondava c’era qualcosa che non andava. Perché se la beatificazione di Pio IX feriva la memoria ebraica (caso Mortara ecc.) molto di più feriva lo Stato italiano, risultato della lotta risorgimentale. Davanti al colpo di spugna storico, nella quasi totale assenza dei laici italiani, a difendere memorie comuni e il principio di separazione tra Stato e Chiesa c’era rimasta solo l’UCEI. Non potevamo non farlo, ma non dovevamo essere lasciati soli.

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Perché da ebrea dico no al rito latino di Benedetto XVI

Dal blog Libero Pensiero una ebrea non ortodossa reagisce

In molti mi avete scritto relativamente alle mie parole sul rito latino e sull’invito – in esso contenuto – a pregare Dio per la conversione degli ebrei, affinché essi escano dalla cecità e trovino la luce di Cristo. Qualcuno si è risentito delle mie riflessioni e mi dispiace, altri mi hanno scritto parole di vicinanza e li ringrazio di cuore. I più mi hanno chiesto “lumi” sulla mia ebraicità per scelta: proverò ad essere sintetica, nei limiti, e a ripercorrere brevemente il perchè del mio dissenso dalla frase incriminata.

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Noi ebrei erranti senza Papa

Inedita riflessione sul popolo d’Israele che, dai tempi di Mosè, non ama ubbidire, discutendo di tutto con Dio

Aos Oz

Democrazia e tolleranza implicano umanesimo, umanesimo implica pluralismo – in altre parole il riconoscimento del diritto comune a tutti gli uomini ad essersi diversi l’uno dall’altro. La diversità fra gli uomini non è un male passeggero, piuttosto una fonte di benedizione: siamo diversi l’uno dall’altro non perché alcuni fra noi ancora non vedono la luce, bensì perché al mondo di luci ce ne sono tante e non una sola; tante fedi e opinioni e non una fede e una opinione.

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Amos Luzzatto si schiera con l’intolleranza

Scuse? Troppo poco. Un bel gesto di sottomissione e torniamo a farci i fatti nostri

Giorgio Israel

Sono rimasto allibito – e non da solo – leggendo l’intervista rilasciata da Amos Luzzatto alla Repubblica (17 settembre) sotto il titolo “Le scuse non sono sufficienti, occorre un segnale diverso”. Si tratta delle scuse che il Papa deve porgere all’Islam e che, secondo Luzzatto, non bastano: occorre di più, un gesto di “apertura” verso l’Islam. Cosa vorrà mai dire? Convertirsi? Continua a leggere »

Il rabbino che rispetta memoria e identità del Papa, nel dissenso

Benedetto Carucci sul libro di Giovanni Paolo II

IL TOTALITARISMO, IL MALE E LE DIFFERENZE SULLA REDENZIONE

Roma. Il rabbino Benedetto Carucci è considerato uno dei migliori talmudisti italiani. Ma per dire cosa pensa del libro del papa, “Memoria e identità” (Rizzoli editore), che anche lui ha letto per il Foglio, non sembra ricorrere alle mille destrezze talmudiche dell’interpretazione infinita. “Devo essere sincerissimo? Devo dire che il libro non mi ha appassionato. Da un lato riporta moltissimi elementi storico-teologici, e affronta alcune grandi questioni. Però, sarà forse per l’approccio esegetico della tradizione ebraica cui sono abituato, devo dire che non mi sembra abbia un gran fuoco”. Continua a leggere »

Muri, non ponti

Deborah Fait

La corte dell’Aja ha appena deliberato e gia’ il Papa ha detto la sua dal paradiso della val D’Aosta dove è in vacanza. E’ stata una sorpresa perche’ avrei pensato che quando un Papa va in vacanza dovrebbe occuparsi solo di preghiera e di misticismo e invece pare di no! Inopinatamente il Papa continua a occuparsi di cio’ che non dovrebbe e il suo messaggio a Israele e’ stato breve e conciso ” Abbattete il muro” poi, probabilmente per sopperire alla flebile voce del Pontefice, il suo segretario ha rincarato la dose con “costruite ponti”. Continua a leggere »

Da ”fratelli maggiori” a ”fratelli prediletti”

Considerazioni sul messaggio del Papa per il Centenario della Sinagoga

Tra i fatti più significativi della cerimonia di celebrazione del centenario della Sinagoga si colloca la partecipazione di una autorevole delegazione vaticana, guidata dal cardinale Ruini, che ha letto un Messaggio del Papa. Questa presenza per la sua importanza va molto al di là di un fatto locale e merita un’attenta valutazione per tutte le implicazioni che comporta nella storia dei rapporti ebraico-cristiani. Continua a leggere »