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Il messaggio di papa Francesco a rav Riccardo Di Segni

“Spero vivamente di poter contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei a cattolici hanno conosciuto a partire dal Concilio Vaticano II”. E’ quanto scrive papa Francesco in un messaggio inviato al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni. “Nel giorno della mia elezione a vescovo di Roma e pastore universale della chiesa cattolica – scrive papa Bergoglio – le invio il mio cordiale saluto. Annunciandole che la solenne inaugurazione del mio pontificato avrà luogo martedì 19 marzo. Confidando nella protezione dell’Altissimo, spero vivamente di poter contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei e cattolici hanno conosciuto a partire dal Concilio Vaticano II, in uno spirito di rinnovata collaborazione e al servizio di un mondo che possa essere sempre più in armonia con la volontà del Creatore”.

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Le religioni che sfidano il conformismo sui Gay

L’approfondimento di un giornalista sensibile ai rapporti tra religione e Stato laico sulla questione del matrimonio omosessuale (Kolot 1, 2, 3, 4)

Ernesto Galli Della Loggia

Nel XVIII secolo, nella sua battaglia contro le religioni ufficiali, equiparate senza tanti complimenti ad altrettante superstizioni, l’illuminismo francese, destinato a far scuola in tutta l’Europa continentale, non se la prese certo solo con il cattolicesimo. Anzi. L’ebraismo, per esempio, fu un suo bersaglio forse ancora più consueto: basti pensare alle tante pagine di Voltaire piene zeppe di contumelie contro la religione mosaica.

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Silenzio sul papa che cita il rabbino sul matrimonio omosessuale

Nel silenzio più assoluto del “dialogo ebraico-cristiano-ma-solo-se-progressista” anche papa Benedetto XVI cita  rav Gilles Bernheim (vedi anche Kolot) durante il discorso alla Curia romana del 21.12. Ecco l’estratto del testo di Bernheim tradotto in italiano: «Il racconto biblico fonda la differenza sessuale sull’atto creatore»

Gilles Bernheim

La complementarietà uomo-donna è un principio strutturante nell’ebraismo, in altre religioni, nelle correnti di pensiero non religiose, nell’organizzazione della società, come pure nell’opinione di una vastissima maggioranza della popolazione. Questo principio, per me, trova il proprio fondamento nella Bibbia. Per altri, può trovare il proprio fondamento altrove. Mi concentrerò qui sulla visione biblica, che non esclude altre visioni. «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1, 27). Il racconto biblico fonda la differenza sessuale sull’atto creatore. La polarità maschile-femminile attraversa tutto ciò che esiste, dall’argilla a Dio. Fa parte del dato primordiale che orienta la vocazione rispettiva — l’essere e l’agire — dell’uomo e della donna. La dualità dei sessi appartiene alla costituzione antropologica dell’umanità.

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Il matrimonio di Daniel il Matto

Continua la saga dell’autore romano ambientata nella Roma papalina.

Mario Pacifici

Roma 1778. Combinare un matrimonio non è poi difficile, diceva spesso Shoshanna, nel presentarsi a qualche genitore in pena. Se la ragazza è giovane e bella, se la dote è consistente e se il pretendente è un lavoratore, timorato di Dio, possono riuscirci perfino quattro comari. I miei servizi sono preziosi invece quando le cose si fanno complicate. Quando perfino la merce più pregiata diventa difficile da collocare sul mercato.

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Gesù non era cristiano. Era un ebreo osservante

Paolo Flores d’Arcais

Gesù non era cristiano. Era un ebreo osservante, che mai avrebbe immaginato di dar vita a una nuova religione e meno che mai di fondare una “Chiesa”. Non si è mai sognato di proclamarsi il Messia, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse “Cristo”, lo ha fulminato di anatema. All’idea di essere considerato addirittura “Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”, secondo il “Credo” di Nicea, sarebbe stato preso da indicibile orrore.

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Pio XII: Troppe omissioni, troppe falsificazioni, troppa acriticità

Per gentile concessione di Shalom il testo completa dell’intervista

“La fiction ‘Sotto il cielo di Roma’ è una patacca propagandistica, è un’opera apologetica”. Il giudizio del rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni

E’ appena terminata la visione in due puntate dello sceneggiato ‘Sotto il cielo di Roma’ che racconta le ore più drammatiche dell’occupazione nazista e di come si comportò il Vaticano verso gli ebrei. Che sensazioni, che giudizio ne trae?

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Grazie Amos!

Giulio Tedeschi risponde a Giorgio Israel (Kolot del 22 settembre)

Forse potremmo davvero smetterla con questo stile delle accuse iperboliche e delle scarponate in faccia. Anche perchè Amos Luzzatto ha una tale storia personale che leggerlo “schierato con l’intolleranza” fa rotolare dalle risate. Ma cosa ha veramente detto Amos ? Che se un Papa, sotto gli occhi di tutto il mondo, in mezzo a una lezione sui rapporti tra fede e ragione, butta lì la citazione di una becera polemica medioevale antiislamica (tutto ciò che di nuovo ha portato Maometto sono solo cose cattive e disumane), forse poi può rifletterci meglio e chiedere scusa. Sembra puro buonsenso.

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