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Regole e suggerimenti per la vigilia di Pesach che cade di Shabbàt

RCM-IconaQuadProponiamo (un po’ in ritardo) le istruzioni per Pesach del Rabbinato Centrale di Milano. Segue sotto il parere di Rav Somekh di Torino sull’uso della matzà “ashirà” come hammotzì di shabbat.

Ognuno chieda in ogni caso al proprio rabbino come comportarsi esattamente.

Rabbinato Centrale Milano

Giovedì 17 aprile

Le pulizie di Pésach vanno organizzate in modo da terminare tutti i preparativi entro le ore 20.49 di giovedì 17 aprile.

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Accuse generiche

Prima risposta (delle tante) all’articolo che commentava ieri la vittoria della lista di Riccardo Pacifici a Roma

Roberto Jarach

Caro David, non finirai mai di sorprendermi per la costanza con la quale, sostenendo spesso cause giuste, riprendi stereotipi del passato fatti di luoghi comuni e vaghe accuse senza contenuto né prove e, peggio, senza conoscenza dei fatti e della storia.

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Donna e sposa

Anna Colombo

Ieri sera a Milano grande festa: si inaugurava il rinnovato mikve di via Guastalla dopo lunga e sofferta ristrutturazione. Erano presenti centinaia di donne per una festa tutta al femminile che ha visto diversi e qualificati interventi con intermezzi di canto e musica. In esclusiva per Kolot siamo riusciti ad ottenere il testo dell’intervento della rebbetzin Anna Arbib Colombo.

Questa sera è Rosh Chodesh Hadar, il capo mese di Hadar in cui cade Purìm e i nostri Maestri hanno insegnato che: Mishenichnàs Hadàr Marbìm Besimchà, da quando inizia il mese di Hadàr si deve aumentare la gioia. Ho quindi pensato di tenere una breve lezione proprio sulla Simkhà, e in particolare sul rapporto che vi è tra la gioia di Purìm e la simkhàt hanissuìn, quella per il matrimonio. Potrebbe sembrare una forzatura ma a mio avviso non lo è. Tutta la storia di Purìm gira attorno a un rapporto matrimoniale. Achashveròsh perde la moglie e sposa Ester, strappata con forza a Mordekhài che secondo la tradizione ne era il marito. E poi Haman, che spinto dal consiglio della moglie prova ad uccidere Mordekhài per poi finire impiccato sulla forca che aveva preparato. Ma il rapporto con Purìm sarà trattato solo alla fine del mio discorso. Per ora, iniziamo un percorso che, attraverso le fonti rabbiniche ci condurrà pian piano al tema della gioia matrimoniale e, diciamolo subito, a quello della famiglia come radice della continuità del popolo ebraico.

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Vietata ai minori

Una delle responsabili dei movimenti giovanili solleva qualche interrogativo sulla manifestazione Pro-Israele a Milano del 12.1.2009

E’ notte fonda mentre scrivo, poiché sono tornata da poco dalla serata a sostegno di Israele al Teatro Strehler. Ho ascoltato con interesse i molti interventi di note personalità del mondo della politica e del giornalismo, e questo mi ha dato una serie di spunti per una riflessione, sorta pian piano durante la serata. Questo tipo di eventi, che catturano l’interesse dei media e si svolgono solo sporadicamente, sono le occasioni in cui la Comunità Ebraica si espone di fronte al resto della società milanese e si fa conoscere. A seconda di chi sale sul palco gli altri si fanno un’idea ben precisa di chi siamo, di quali sono i nostri valori e le nostre priorità.

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Il paese delle meraviglie

Continua il dibattito su riformati e Comunità ebraiche in Italia

David Piazza

Il pacato e rassicurante intervento su Kolot del 19/11 di Ugo Volli, presidente della sinagoga milanese riformata Lev Chadash, colpisce non tanto per le omissioni e le reticenze riguardo il suo movimento, quanto perché contraddice un principio che è alla base di ogni novità che si presenta su un palcoscenico già calpestato da vecchi attori, cioè quello della differenziazione. Come direbbe Veltroni, ogni novità deve portare portare una discontinuità. Continua a leggere »

Non siamo un’altra religione

L’intervento del presidente di Lev Chadash sul dibattito su riformati e Comunità italiane

Ugo Volli

Caro Piazza, come presidente della più vecchia e maggiore sinagoga riformata italiana, Lev Chadash di Milano, sento il dovere di intervenire nel dibattito che avet aperto con Claudio Canarutto. Non voglio entrare in grandi temi storici, filosofici e teologici, che meritano maggiore pacatezza e tranquillità, ma solo in quella che tu chiami “noioso problema istituzionale”.

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Israele, nasce la protesta laica «Basta la circoncisione»

Un’ associazione di genitori dice no alla pratica. Ma il 97 per cento dei cittadini la rispetta. Lo scrittore Shalev: «Un mistero che non capisco»

Udi vorrebbe far causa ai genitori per quello che gli hanno tolto. Trentotto anni fa, quando aveva otto giorni. Eran, se potesse, tornerebbe indietro. Così ha deciso di «risparmiare» almeno il figlio. Di non circonciderlo. Di non cedere alle pressioni della madre («è la legge religiosa»), di non ascoltare i fratelli («stai commettendo un’ ingiustizia verso il bambino»). «Adesso sono felice per lui. Il piccolo Tal potrà provare qualcosa che io non ho mai sentito». Eran fa l’ avvocato, vive in Galilea, non si definisce un ribelle. «Anzi, da adolescente non sono mai stato indisciplinato, un sovversivo.

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