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Metti un rabbino a pranzo

In questo shabbat appena trascorso è stato organizzato a Milano e per i giovani un “Pranzo con il Rabbino Capo”, un appuntamento diventato un punto di riferimento per l’originalità della formula, che è il segno di un’attenzione particolare alle nuove generazioni

Rachel Silvera

Il mio shabbath è una porzione della settimana dedicata al letargo, alle paturnie, alle angosciose prime pagine dei giornali da sfogliare pigramente mentre il resto della famiglia dorme alla grande. Più volte obbligo i commensali a mostrare maggiore sollecitudine e partecipazione, ad ascoltare le teorie strampalate ed a canticchiare canzoni stonate. Ma niente da fare. Sbadigli in sequenza mixata e solitudine che incombe.

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Qualche ipotesi sulla beatificazione ebraica del cardinale Martini

Un articolo del Foglio del 2009 ci racconta che cosa pensasse veramente del dialogo interreligioso il cardinale appena scomparso al quale a Milano vengono anche dedicati giardini del Keren Kayemet Leisrael

Giorgio Israel

E’ significativo che il violento attacco con cui il rabbino capo di Venezia Richetti ha accusato Benedetto XVI di aver demolito 50 anni di dialogo ebraico-cristiano sia apparso sul mensile dei gesuiti Popoli. Peraltro, basta attenersi ai fatti, senza ricorrere alla mediocre pratica della dietrologia, per rendersi conto che in questa diatriba vi sono moventi che con il merito hanno poco a che fare.

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La nuova Ucei perde i pezzi prima ancora di muovere un dito

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di dimissioni dalla Giunta del consigliere milanese all’Ucei Turiel.

Caro David, ho passato parte delle feste a spiegare a persone, cui era giunta voce, le ragioni della mie dimissioni. Penso che il testo della mia comunicazione al Presidente, poi inoltrato al Consiglio e rimasto senza riscontro a tutt’oggi, sia sufficientemente chiaro. Ti basti sapere che dopo quattro mesi l’UCEI non ha ancora completato il processo di nomina dei componenti dei propri organi collegiali. Ferve il dibattito sui nomi, non decolla quello sui contenuti, latita il senso dell’urgenza da parte dei timonieri di fronte alla crisi profonda che investe l’ebraismo italiano. Rinnovamento non pervenuto.

Raffaele Turiel

Buongiorno Renzo, al termine di una lunga riflessione, Ti scrivo per rimettere le deleghe attribuitemi così come gli incarichi di Giunta. Si tratta di una decisione maturata nel tempo, divenuta definitiva e non negoziabile alla luce di quanto è avvenuto (e non avvenuto) in questo primo trimestre di nuova gestione.

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Lettere per la prossima generazione

Presentazione del libro in Italia: Domenica 23 settembre 2012 – 20.30. Roma: Palazzo della cultura, via portico d’Ottavia 73. Milano: Aula Magna della scuola ebraica, via sally Mayer 4/6

Jonathan Sacks

Ho scritto Lettere per la prossima generazione 2 perché i giovani ebrei pongono molte domande sull’ebraismo e sulla vita ebraica e sono domande profonde e importanti che meritano una risposta. L’ebraismo è una religione fatta di domande. Abramo, Mosè, Geremia e Giobbe si posero domande riguardo Dio. Il Seder di Pesach inizia con le domande di un bambino. Ogni domanda è l’inizio di un viaggio e anche l’ebraismo è una religione itinerante. Gli Ebrei raramente si fermano. Noi cerchiamo. Noi poniamo delle sfide. Noi cresciamo. Magari non abbiamo tutte le risposte, ma non smettiamo mai di interrogarci.

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Il lamento del Presidente

La lettera del Presidente agli ebrei di Milano dopo la caduta del Consiglio. Considerazioni personali e politiche di una vittima eccellente del limite imposto dall’Ucei

Roberto Jarach

E’ con grande tristezza e rammarico per non poter portare a compimento l’impegno assunto con l’elettorato – unitamente ai Consiglieri della lista KEN ed Avram Hason – per il rilancio ed il risanamento della Comunità che mi rivolgo oggi a tutti gli iscritti ed a tutti gli ebrei di Milano. L’applicazione mista del vecchio e del nuovo Statuto dell’UCEI fa sì che il Consiglio, nel quale l’elettorato aveva assegnato la maggioranza assoluta dei posti alla lista KEN, sia decaduto in base alla previsione dell’art. 13 comma 2, avendo rassegnato le dimissioni 7 dei Consiglieri originariamente eletti, e che io, assieme ad altri 6 consiglieri uscenti, non possa essere rieletto per aver cumulato più di 3 mandati consecutivi (novità introdotta in Statuto nel Congresso UCEI del 2010).

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Tutte le dimissioni sono una sconfitta

La lettera di dimissioni di un consigliere milanese che spiega il suo gesto

Yasha Reibman

Care amiche e cari amici, ho scritto queste righe tornato a casa dopo l’ultimo consiglio. … Abbiamo fallito nel tentativo di costruire un clima di collaborazione in Consiglio. L’altra sera è stata l’ennesima dimostrazione. In un libro pubblicato di recente sono riportati verbali di sedute del consiglio dei ministri di Israele dei primi anni sessanta. Anni di decisioni terribili e sofferte. Ben Gurion è primo ministro; in una riunione il ministro Eshkol si oppone a una proposta ed espone alcune considerazioni. Il ministro Shapira dice: “Possiamo sospendere la riunione per rifletterci? Non avevo mai preso in considerazione questi aspetti”.

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Il rabbino che non svelò mai la formula «magica» della Coca Cola

Francesco Battistini

Acqua, zucchero, caramello, caffeina, acido fosforico, lime, vaniglia, noce moscata, arancia, cannella, coriandolo… Dopo Tutankhamon, Fatima e Pulcinella, quello della ricetta della Coca-Cola è probabilmente il segreto più raccontato della storia. La leggenda vuole che in azienda solo due manager alla volta, e ciascuno solo per metà, siano ammessi a conoscerne l’esatta formula, custodita nel caveau d’una banca. La storia dice che ci fu una sola persona al di fuori della fabbrica, uno che non c’entrava nulla con la bibita più venduta del mondo, a sapere come la si fabbrica.

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