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Progresso e regresso

Donato Grosser

Nel Bollettino della Comunità Ebraica di Milano nel mese di novembre 2003 è stata pubblicata una “Lettera Aperta alla Comunità di Milano” firmata dal presidente e dal vice-presidente della “Congregazione ebraica riformata” Beth Shalom. È ovvio che a nessun gruppo piace definirsi regressivo, tuttavia l’abbondanza dell’uso della parola “progressivo” o “progressista” (usate ben cinque volte nell’articolo), desta subito il sospetto del lettore. Cos’è questo “progresso” al quale si riferiscono i riformati di Milano? Gli autori della lettera nel definire “l’esperienza progressiva della vita ebraica” menzionano, tra l’altro, la trasmissione del giudaismo per via patrilineare. Senza una definizione di cosa significhi “progresso” è poco chiaro perché dei cambiamenti di questo genere vengano chiamati progressivi. Continua a leggere »

I mal di pancia dei sionisti milanesi

1. Franchetti sulla manifestazione del 23 novembre a Milano

In genere non rispondo alle provocazioni e non mi piacciono i personalismi, ma stavolta penso che si debba fare chiarezza su un certo modo di spargere veleni. E’ dunque successo che l’ADI abbia deciso di tenere una manifestazione di solidarietà con Israele. Molte organizzazioni preparano manifestazioni di questo genere da sole e eventualmente invitano gli aderenti ad altre organizzazioni a intervenire all’evento. Contrariamente a quanto afferma David Piazza, la Federazione Sionista è ben lieta che vi sia questo genere di iniziative: la diffusione della coscienza sionista è infatti la grande vittoria dell’idea sionista, e la sua partecipazione non è certo necessaria. Degno di nota è il fatto che parlando della federazione il Piazza la definisca “sionista”, fra virgolette. Infatti è noto che i veri sionisti sono lui e suoi amici messianici e ultra-ortodossi.

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Il ribaltino

La comunità ebraica di Milano e la manifestazione pro-Israele

David Piazza

In molti si aspettavano, o speravano, che il consiglio straordinario della Comunità ebraica di Milano ieri sera, 18 novembre, avrebbe ribaltato il risultato della giunta di appena una settimana prima, quando si era deciso che la Comunità non avrebbe organizzato una manifestazione a sostegno di Israele, suggerita dall’associazione Adi (Amici d’Israele), in concomitanza con una analoga organizzata a Roma. Continua a leggere »

Il tempio di via Eupili a Milano compie 40 anni

Beniamino Ottolenghi

La scorsa festa di Shavuoth ha segnato quarant’anni dalle fondazione del bet hakkenèset di via Eupili ( Beth Yossef ve Eliahu in ricordo dei primi parnassìm, il Prof. Yossef Colombo zl. e di Rav Eliau Kopciowski zl.) L’ispiratore di questa iniziativa fu Rav Kopciowski con l’aiuto di Eugenio Mortara zl. che sostenne tutte le spese per la ristrutturazione, su progetto dell’Architetto Luciano Consigli, dei locali della vecchia scuola materna della Comunità. Per la prima volta nell’ebraismo milanese di rito italiano un Beth Hakesseth iniziò e continua ancora dopo quarant’anni, un’attività indipendente dai bilanci della Comunità e senza alcun peso per le tasche dei contribuenti.

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