Matrimoni misti | Kolòt-Voci

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Matrimoni misti: il 70% falliscono

Nelle Comunità ebraiche molti propagandano il matrimonio misto come il vaso di fiori che ti cade in testa mentre non te l’aspetti oppure con lo stereotipo di “all’amore non si comanda”. L’Associazione Matrimonialisti Italiano ha invece qualche statistica sulla riuscita di queste unioni “inevitabili”.

Laura Tirloni

Chelsea-Clinton-Wedding-PhotoI matrimoni misti tra soggetti di differente religione si sono triplicati nell’ultimo decennio attestandosi sui 590 mila, considerate anche le convivenze. Sempre più diffuso è dunque il matrimonio anche tra cristiani e musulmani, che il più delle volte vede il marito islamico e la moglie cristiana.

Al giorno d’oggi, un avvocato familiarista, si trova di conseguenza sempre più spesso chiamato ad occuparsi di matrimoni misti, all’interno dei quali risulta fondamentale che egli possa fornire ogni tipo di consulenza riguardo alla problematiche giuridiche, religiose e culturali che questo tipo di unioni possono incontrare.

Le statistiche dell’Associazione matrimonialisti italiani impietosamente riportano una percentuale di interruzione del vincolo matrimoniale tra soggetti di religione cristiana e musulmana che si aggira intorno al 70%, verosimilmente riconducibile all’emergere di profonde divergenze culturali, religiose e nello stile di vita che non riescono a trovare un loro punto di integrazione. 

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“Il 75% dei figli di matrimonio misto non ha un’educazione ebraica”

Gli ebrei d’Europa stanno morendo. Di laicità e assimilazione. Il rapporto choc dei rabbini: “E’ peggio dell’olocausto”. Intanto da Parigi è boom di partenze per Tel Aviv

Giulio Meotti

Candela spentaRoma. L’occasione era quella del settantesimo anniversario della deportazione e dell’annientamento della comunità ebraica ungherese. Trecento rabbini provenienti da quaranta paesi europei si sono così dati appuntamento a Budapest, sotto l’egida del Rabbinical Center of Europe, e alla presenza dei due rabbini capi d’Israele, l’ashkenazita David Lau e il sefardita Yitzhak Yosef.

Non si è parlato di antisemitismo, di vandalismo, di attacchi nelle strade di Parigi o di Londra, di violenza spicciola e diffusa in tutto il Vecchio continente. No, il principale pericolo per il futuro dell’ebraismo europeo viene da dentro. Si chiama assimilazione. Secolarizzazione. Laicismo. L’assorbimento fatale nella cultura dominante, laicista e multiculturalista europea. Secondo l’agghiacciante rapporto del Rabbinical Center of Europe, l’ottantacinque per cento degli ebrei europei è assimilato e ha contratto matrimoni misti; l’ottanta per cento non partecipa più a riti in sinagoga, neppure per la solennità dello Yom Kippur; il settantacinque per cento dei loro figli non beneficia di una educazione ebraica e il novanta per cento degli studenti ebrei non ha alcun legame con la comunità.

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Io ebrea lui arabo: il nostro è un amore impossibile

Il Corriere della Sera riscopre la favoletta del “Al cuore non si comanda”…

Irene Soave

«Ma non si innamorano mai tra loro?» Me lo ha chiesto un’amica mesi fa quando le ho detto che sarei partita per Gerusalemme: lo stato di Israele riconosce solo matrimoni all’interno di una delle 12 comunità religiose (comunità ebraica, musulmana, drusa, nove comunità cristiane); accedere all’istituto delle unioni civili è molto arduo e sposarsi tra religioni diverse è, di fatto, proibito. E non solo: esistono associazioni ultraortodosse (la più battagliera si chiama Yad Le’Achim,https://twitter.com/YadLachim) che periodicamente lanciano campagne per «salvare» le ragazze ebree «sedotte» da uomini arabi, dissuadendole dal proseguire la loro storia.

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Gestisci un Talmud Torà privato? Le regole te le dettiamo noi

Lungo dibattito ieri sera in Consiglio a Milano dove al Talmud Torà privato del centro Noam non vogliono saperne di matrimoni misti, anche quando si tratta di madre ebrea e così i figli. Non è forse simpatico, ma non è terribile, perché esiste da anni un Talmud Torà gestito dal Rabbinato e aperto a tutti i bambini. Riusciranno a cacciare dai locali comunitari l’ultimo pezzo di diversità, salvo poi dopo lamentarsi che la Comunità intesa come “casa comune” si sta svuotando? I lettori sono invitati a intervenire… (DP)

Rossella Tercatin

Si è protratta fino a tarda notte la riunione del Consiglio della Comunità ebraica di Milano, ma sui due principali punti all’ordine del giorno, gli sviluppi futuri del Talmud Torah comunitario e l’approvazione del verbale di giunta del 22 gennaio, contenente la proposta di concedere il patrocinio a una ricerca accademica, la seduta si è conclusa con un nulla di fatto.

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Tanti auguri a chi?

L’esperimento scientifico socio-culturale di un iscritto che chiede lumi a 24 rabbini italiani su come comportarsi riguardo la spinosa questione dei matrimoni misti. Le risposte valgono più di 24 numeri speciali sul Rabbinato in Italia della Rassegna Mensile di Israel e dimostrano meno divisioni di quelle che appaiono all’esterno, sulle questioni cruciali.

Sandro Servi

Leggendo il giornale di una Comunità ebraica italiana mi sono imbattuto, qualche tempo fa, in una rubrica, intitolata “Auguri a…” in cui si fanno le felicitazioni per matrimoni, bar/bat mitzvà, nascite. Notando la nascita di ben tre bambini (due gemelli da un matrimonio e una bambina da un altro) e mi stavo rallegrando, visto che in quella Comunità le nascite raramente si contano in un anno con le dita di una mano, quando ho dovuto considerare che quei due matrimoni erano matrimoni misti in cui entrambe le madri non sono ebree, dunque anche i neonati non lo sono. Mi sono posto allora il problema dell’opportunità dell’iniziativa di pubblicare gli auguri per tali nascite in un giornale di una Comunità ebraica.

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Quei no ebraici che aiutano a crescere

Il Rabbino Capo di Milano replica alla lettera di Stefano Jesurum pubblicata dal Bollettino e che criticava alcune sue decisioni (clicca qui)

Alfonso Arbib

Contrariamente alle mie abitudini interverrò sull’articolo del consigliere Stefano Jesurum. Lo faccio perché alcune delle cose dette mi riguardano direttamente e riguardano più in generale il Rabbinato e il ruolo di un rabbino nella comunità ebraica. Jesurum insiste molto sul concetto di accoglienza e conclude il suo articolo dicendo “vogliamo che i nostri nipoti e i nipoti dei nostri nipoti abbiano la possibilità, domani, di trovare ancora una Comunità ebraica di Milano a cui iscriversi”. Sono perfettamente d’accordo, il problema è come si ottiene questo risultato. Continua a leggere »

Il dramma dei matrimoni misti arabo-israeliani

Ripreso dal blog del Peace and Collaborative Development Network

“Rinnega tuo padre; e rifiuta il tuo nome: o, se non vuoi, legati solo in giuramento all’amor mio, ed io non sarò più una Capuleti”. Neanche nei suoi sogni più strani, Fareed avrebbe mai immaginato che queste famose parole pronunciate dalle labbra di Giulietta nell’immortale tragedia di Shakespeare, avrebbero descritto perfettamente la sua situazione attuale.

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