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Mantova. Raso al suolo l’antico cimitero ebraico

Mentre si svolgevano i colloqui tra le autorità e l’organizzazione ebraica che tutela i cimiteri nel mondo. L’unica preoccupazione del presidente della Comunità ebraica (Emanuele Colorni) era invece la “pessima figura davanti a tutta la cittadinanza” per la questione sollevata dai rabbini.

Emanuele Colorni

BAGNOLO SAN VITO. Per tutta la giornata di ieri l’antico cimitero ebraico di San Nicolò è stato animato dall’attività di ruspe, camion e auto. A sorpresa, e dopo anni di incuria demaniale (ora l’area è stata messa nella disponibilità del Comune) l’area è stata ripulita dell’enorme ammasso di sterpaglie. Ora, quantomeno, è accessibile ai tecnici che dovranno approfondire il piano di Stefano Boeri che riguarda anche l’ex cimitero.

Può aver influito sulla decisione del Comune il fatto che un gruppo di rabbini statunitensi e israeliani abbia rivendicato l’area?

«In realtà – spiega l’assessore comunale all’urbanistica, Andrea Murari – abbiamo soltanto ripulito un terreno che ne aveva davvero bisogno. Per quanto ne sappiamo noi, non c’è in ballo nient’altro».

Sta di fatto che ora l’antico cimitero autorizzato da Francesco Gonzaga nel 1442 è sotto osservazione a livello internazionale, e non è escluso che della rivendicazione dei rabbini ortodossi non si interessino, oltre al Comune, anche altre istituzioni.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2016/12/16/news/ripulito-con-le-ruspe-l-antico-cimitero-ebraico-1.14576579

Distrutto il cimitero, il Presidente si inventa però il “Parco della Memoria per tutte le religioni”

MANTOVA. «Ecco, io voglio che l’area di San Nicolò sia un luogo della memoria per noi ebrei e anche per tutti gli altri, un luogo libero dalle costruzioni messe in piedi dai nazisti. Io voglio che sia un luogo della memoria aperto a tutti, non voglio che sia un luogo chiuso ed esclusivo».

A qualche settimana dall’arrivo a Mantova dei rabbini statunitensi e israeliani che rappresentano il Comitato europeo per la protezione dei cimiteri ebraici e che hanno chiesto al Comune di riavere l’antico cimitero dove sono seppelliti i grandi maestri della cabala, rompe il silenzio il presidente della Comunità ebraica di Mantova, Emanuele Colorni.

Da anni Colorni studia le carte relative all’antico cimitero (aperto nel 1442 e chiuso nel 1786), ed è sempre stato disponibile al dialogo con il Comune per discutere del piano dell’architetto Stefano Boeri che dovrà riqualificare l’intera zona di Fiera Catena, cimitero compreso. Fino ad oggi, però, il Comune retto da Palazzi non si è confrontato con la Comunità. Continua a leggere »

Il paradosso delle sinagoghe costruite sempre da non ebrei

A differenza delle chiese ma luoghi di preghiera pubblica e di studio indispensabili alla vita della comunità

Anna Foa

In occasione della giornata europea della cultura ebraica, che si terrà domenica 5 settembre, le sinagoghe di tutte le comunità italiane saranno aperte al pubblico. In quest’occasione, sarà anche riaperta, dopo essere stata chiusa per restauri, la sinagoga ottocentesca di Sabbioneta, dipendente dalla comunità di Mantova. Le sinagoghe sono numerosissime sul territorio italiano:  sinagoghe normalmente usate nel culto; sinagoghe di comunità quasi scomparse, di fatto trasformate in musei; antiche sinagoghe riportate alla luce. E dato che la giornata di quest’anno è dedicata ai rapporti tra l’ebraismo e l’arte, vorremmo fermare la nostra attenzione non solo sulle sinagoghe e sulla loro storia, ma anche sull’architettura sinagogale. La sinagoga non è, per l’ebraismo, uno spazio sacro, e questa è forse la più grande delle differenze esistenti tra una sinagoga e una chiesa. Essa è un luogo di preghiera pubblica e di studio, e nel passato anche un luogo di riunione comunitaria.

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Quelli che scrivono, quelli che parlano, quelli che stanno zitti

Ancora sull’antisemitismo della casta dei giornalisti

Nicola Borzi – 14.02.2006

Scrivo perché anche altri sappiano cosa significa, ieri e oggi, antisemitismo in Italia, come il fenomeno sia carsico anche nel mondo dell’informazione, come molti “rispettabili” colleghi ne siano portatori più o meno palesi. Anche quando non si parla di noi stessi, si scrive sempre e solo per fatto personale. Queste parole non faranno eccezione. Scrivo perché gli avvenimenti della “Voce di Mantova” mi offrono un’occasione per testimoniare su cose alle quali ho assistito personalmente, una decina di anni fa. Continua a leggere »

Sgarbi difende l’antisemita di Mantova

Il Giornale – n. 7 del 13-02-06

L’«antisemita» di Mantova

Vittorio Sgarbi

Per inutili antiche polemiche, dovrei compiacermi del dimissionamento del direttore della Voce di Mantova, Davide Mattellini, ostinato oppositore delle storiche amministrazioni di centrosinistra che governano indisturbate da anni la bella città di Mantova. Pettegolezzi, insinuazioni, colpi bassi, disprezzo dell’azione spesso sbrigativa, ma illuminata, dell’ex sindaco Gianfranco Burchiellaro, animatore di memorabili mostre in Palazzo Tè, non giustificano il sacrificio del direttore per avere, anche in modo provocatorio, difeso concetti, principii e simboli che fanno riferimento alle nostre radici cristiane. Abbiamo già dovuto sopportare l’insulto a Fabrizio Quattrocchi cui la città di Genova ha negato il nome di una piazza. Registriamo con compiacimento la determinazione della Chiesa di santificare don Andrea Santoro, martire civile oltre che religioso, come martire religioso oltre che civile è stato Quattrocchi. Le condizioni e la contrapposizione di culture sono le medesime; e forse la Chiesa dovrebbe fare uno sforzo per avviare la causa di beatificazione anche per Quattrocchi. I grandi martiri cristiani non sono necessariamente preti. E anche civili e soldati (penso al santo da cui derivo il nome) hanno avuto il riconoscimento del loro martirio in nome di una orgogliosa identità religiosa. Continua a leggere »

Quelli che non prendono lezioni dagli ebrei

Inchiesta vecchio stile di Marina Morpurgo, su Diario del 10 febbraio

Dal giugno 2005 il direttore di un piccolo quotidiano di provincia, «la Voce di Mantova», venduto insieme a una vecchia e prestigiosa testata di Torino, conduce una vergognosa campagna che ricorda in certe espressioni i brutti tempi che furono. Ma lui si difende (antisemita io? ma state zitti!) e dice che è tutto un sudicio complotto della sinistra per mettere a tacere un libero pensatore

«Non avremmo mai voluto riconoscergliela per partito preso, ma Berlusconi ha ragione piena: questa sinistra non va solo sconfitta; andrebbe cancellata proprio, quale atto di legittima difesa contro una minaccia antistorica e liberticida. Minaccia strisciante, bifida, a sangue freddo ben sapendo che solo gli animali a sangue freddo sono velenosi». (Voce di Mantova del 2 febbraio 2006. Titolo dell’apertura in prima pagina: «La sinistra vuole zittire la Voce». Occhiello: «Un libello per diffamare la stampa libera. Berlusconi ha ragione». Catenaccio: «Accuse di antisemitismo da Mantova ebraica e Istituto di storia»). Continua a leggere »