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Un giallo ambientato in una tranquilla yeshivà americana

Un brano tratto da Il bagno rituale, di Faye Kellerman, Cooper 2010. Il primo jewish thriller di una lunga e famosa serie negli Usa. Il dialogo tra un poliziotto “goy” e la inserviente ebrea di un mikve alla quale sta rivolgendo troppe attenzioni.

«Ti ho offesa? »

«Peter, non sono la piccola ingenua Pollyanna che crede al mondo delle fate. E non sono nemmeno una bigotta inibita che pensa che la gente debba fare l’amore solo al buio, con i vestiti indosso. Io sono religiosa. Mi rendo conto che per molti è un concetto difficile da capire, specie in California, ma questo è ciò che sono. Non faccio certe cose, non perché non voglio farle, ma perché ho dei valori religiosi. Io penso che sia sbagliato fare sesso se non si è sposati. Non penso che se lo facessi verrebbe un nuovo diluvio universale, ciononostante penso che sia sbagliato. Perché? Non per ragioni morali anche se non sarebbe male ricordarsi della morale, ogni tanto ma perché è impudico. La tsnios, la pudicizia è importante, per noi. Ecco perché ci vestiamo in questo modo, ecco perché le donne si coprono i capelli. Non per non essere attraenti anche a noi, come a tutti, piace vestirci bene ma perché pensiamo che il corpo sia qualcosa di privato, e non qualcosa da esibire pubblicamente come un’opera d’arte vagamente sexy. Sappiamo che il nostro modo di pensare viene giudicato antiquato, vecchio come il cucco. Ma per me, ha un significato».

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Shalom Auslander – Il paradosso di Dio

“Se riesce a fare qualsiasi cosa, riesce a creare un masso così pesante da non riuscire a sollevarlo?”. Un racconto dello scrittore americano sui suoi anni alla scuola ebraica ultraortodossa di Spring Valley

La Yeshiva di Spring Valley era una scuola ebraica ultraortodossa. I nostri rabbini erano onniscienti, e padroneggiavano tale conoscenza con assoluta certezza. Sapevano che la Terra aveva 6.000 anni. Sapevano che Dio aveva creato il Cielo e la Terra, e sapevano che successivamente aveva creato le piante, e che poi aveva creato gli alberi, e che poi aveva creato l’uomo, e che poi si era preso un giorno di vacanza. Sapevano che la Terra sarebbe arrivata a una fine, e sapevano cosa sarebbe successo a tutti noi dopo che il mondo fosse finito.

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Auslander, la fede entra nelle pagine di un libro

Lucilla Noviello

E’ una raccolta di racconti l’ultimo libro di Shalom Auslander, A dio spiacendo, edito da Guanda. Un insieme di storie in cui il linguaggio di questo autore, molto maturo come artista – che noi leggiamo nella traduzione di Elettra Caporello – è piacevole, divertente, intelligente e soddisfacente come solo l’arte può esserlo. Continua a leggere »

Oggi gli ebrei in Inghilterra sono demonizzati (a teatro)

Howard Jacobson. L’autore de L’imbattibile Walzer ama i perdenti, anche a ping pong, sport amato dalla comunità ebraica. «Gli inglesi temono gli islamici, l’aria contro Israele è sempre più pesante». Ahmadinejad? «Lo chiuderei in una cella con Primo Levi per fargli cambiare idea».

Antonello Guerrera

In Italia, come non di rado accade, è arrivato tardi. Forse perché la sua produzione letteraria è visceralmente legata al suo territorio, ovvero quei tragicomici angoli ebraici di Manchester. Ma Howard Jacobson, scrittore britannico ed editorialista dell’Independent, non poteva essere più ignorato. Bene ha fatto Cargo a portare in Italia nel 2008 il suo Kalooki Nights e poi, a fine 2009, L’imbattibile Walzer (448 pp., euro 19,50) che quando uscì in Inghilterra (nel lontano 1999) vinse il Premio Wodehouse per il libro comico (poi ottenuto due anni dopo da Jonathan Coe).

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Desaparecidos e prostitute: il karma ebraico di Englander

Il meretricio? Un ottimo rimedio «per alleviare insopportabili impulsi». Ma scoprirsi hijos de puta è una «condanna da cancellare». Come i cittadini argentini scomparsi, il cui ricordo è stato annullato dal “Ministero dei casi speciali”. E l’Italia? «Molto confortevole per uno scrittore, avete il Papa e il Papi…»

Luca Mastrantonio

Ebreo-americano da Mayflower, cioè di quarta generazione, Nathan Englander mescola umorismo yiddish ed erotismo cerebrale da newyorkese, Philip Roth e Woody Allen, la letteratura russa e quella israeliana. Ospite last minute, ma di casa alle Conversazioni di Capri – gia due anni fa partecipò all’appuntamento organizzato da Antonio Monda e Davide Azzolini – ci racconta divertito di come si trovi perfettamente a suo agio nell’Italia di oggi, di cui gli parlano i suoi colleghi giornalisti, in particolare Rachel Donadio del New York Times. Perché? Perché nell’opera di Englander la prostituzione è un ottimo rimedio Per alleviare insopportabili impulsi, come si intitola un suo racconto e la raccolta d’esordio, e restare fedele alla propria mogliettina.

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L’idea di famiglia di un ebreo ortodosso sepolta dalle risate

Guanda pubblica Il lamento del prepuzio del giovane scrittore americano Shalom Auslander. Un’irriverente riflessione sulla famiglia e sull’identità culturale che non lascia spazio alla politically correctness

Pier Francesco Borgia

E’ stato accostato all’irriverente umorismo di Groucho Marx e al lucido umorismo di Philip Roth, ma Shalom Auslander, del quale l’editore Guanda ha appena mandato nelle librerie la traduzione italiana di Il lamento del prepuzio, ha molti tratti in comune con il comico ebraico per eccellenza: quel Woody Allen che nella sua prima stagione dietro la macchina da presa ha preso in giro non soltanto la più miope ortodossia ebraica ma anche la claustrofobica idea di famiglia che nella comunità newyorkese degli anni Quaranta era così granitica da risultare immortale.

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Se Israele non c’è più

Esce il libro di Alessandro Schwed, futuribile (ma mica poi tanto) romanzo sulla fine dello Stato ebraico. Il primo capitolo di “La scomparsa di Israele” in libreria per Mondadori a partire dal 7 ottobre.

Alessandro Schwed

Caro babbo, come stai? È sera, siedo a un tavolino pieghevole, in una piccola tenda delle Nazioni Unite. Ti scrivo da Israele vuota. Non sono qui per i giornali, sai, ho smesso. Sono qui per conto mio. Mi hanno dato un passaggio gli amici della base Onu di Cipro.

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