Libri | Kolòt-Voci

Tag: Libri

Rabbì Gulp!

Per la prima volta al mondo vengono adattati e illustrati a fumetti alcuni racconti del Talmùd (trattato di Ta’anìt), in un’edizione pensata per le scuole e dotata quindi di un’ampia appendice didattica. Domenica 4 settembre a Milano la presentazione ufficiale.

Andrea Grilli

Nel 1914 Marc Chagall realizzava “Ebreo in preghiera”, ignoto il luogo, forse Parigi, forse Vitebsk dove è stato dipinto. Raffigura un uomo mentre prega. I suoi occhi sono rivolti al cielo e la bocca è aperta. Estremamente particolare è il fatto che quella bocca aperta ci suggerisca l’istante della parola che esce dalla bocca stessa dell’uomo, quanto anche lo stato di emozione dell’uomo, che ci appare stupito e ammirato del momento fortemente spirituale che sta vivendo oppure ammirato dal significato e dal suono delle parole che sta pronunciando? È forse blasfemo questo quadro?

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Leo Strauss conservatore ironico

Una lezione di filosofia politica tenuta in Israele nel 1954 in cui metteva in guardia il nuovo stato dai rischi delle spinte utopistiche

Giulio Busi

Tra Gerusalemme e Atene, in eterna lotta, s’insinua a far da paciere nientemeno che San Tommaso. È il 1954, e Leo Strauss insegna per un semestre all’Università Ebraica. Sono anni stipati di emozioni. Il nuovo Stato d’Israele è sorto da poco, e sembrerebbe il momento giusto per abbandonarsi alle tentazioni dell’utopia. Ma Strauss, da buon “yekke” – ebreo di origine tedesca, è un inveterato bastian contrario.

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L’Olocausto? Ha le sue radici nell’Ottocento

Anna Foa

Un’indagine sulla cultura alta europea della seconda metà dell’Ottocento e sull’ideologia antisemita che esprime, questo il tema dell’ultimo volume di Francesco Germinario, importante studioso dell’antisemitismo e della cultura di destra. Argomenti per lo sterminio. L’antisemitismo e i suoi stereotipi nella cultura europea (1850-1920), Einaudi (386 pp. 32 euro) è un volume significativo fin dal titolo: sugli argomenti cioè che questa cultura alta, scrittori, scienziati, psichiatri, studiosi della politica, giornalisti, offrono alla “bassa macelleria”, come la definisce Germinario, che successivamente metterà in atto lo sterminio degli ebrei.

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Processo kafkiano alle carte di Franz

Stefano Salis

«Chi possiede Kafka?» si chiede in uno splendido saggio, apparso in uno degli ultimi numeri della «London Review of Books» la scrittrice Judith Butler (lo trovate a questo indirizzo, correte a leggerlo: http://www.lrb.co.uk/v33/n05/judith-butler/who-owns-kafka). Oltre a essere un esaustivo riassunto della questione che riguarda lo scrittore praghese, ha il pregio, raro, di porre delle questioni di natura filosofica che travalicano ampiamente la singola vicenda per aprire squarci notevoli sugli scopi, l’utilità, i destini della letteratura.

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Iniziamo a togliere i libri

In Scozia vengono banditi i libri stampati in Israele, una decisione che ricorda i roghi dei libri durante il periodo nazista. Sarà per l’islamofobia?

Fahrenheit 451

Fahrenheit 451

Come in una sorta di romanzo orwelliano, se da domani uno studente scozzese si recherà nella locale biblioteca pubblica per chiedere i romanzi di Agnon e Appelfeld si vedrebbe rispondere che quei libri sono stati banditi.

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Risata per risata, l’incredibile storia dei comici ebrei americani

Libro: Riso Kosher

Alessandro Izzi

Alle volte si vorrebbe che le statistiche contenessero più verità di una semplice sequela di numeri. Sarebbe bello poter chiudere l’infinita complessità del Reale in pochi dati immediatamente comprensibili e sempre disponibili alla consultazione dello studioso. Se ne potrebbe trarre un breviario che in poche pagine possa guidare l’autostoppista di adamsiana memoria nei meandri della galassia nella strana convinzione che tutto è comprensibile sia pure per paradossi.

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Il lavoro con i libri? Un’avventura senza tregua

Daniela Gross

È nata e cresciuta in un mondo di libri, temprata, fin dalla più tenera età, a una severa pratica di buone letture. Bando alle storie da ragazzine e largo a Edgar Allan Poe, Kafka, Proust, Dickens e quant’altro poteva pescare dalla biblioteca di casa. Una biblioteca fornitissima e di ottima qualità, grazie a due genitori d’eccezione: il papà Alberto, matematico e inventore, cofondatore con l’amico d’infanzia Luciano Foà della casa editrice Adelphi e la mamma, Bianca Candian, di professione medico oculista avvezza a dedicare il tempo libero alla difficile alchimia della traduzione letterarie.

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