Kippur | Kolòt-Voci

Tag: Kippur

JewsNews 3

Quasi un terzo dei soldati israeliani è sionista-religioso

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Nell’ultimo ventennio la percentuale di membri religiosi dell’esercito israeliano è passata dal 2,5 % al 31,4%: quasi un terzo sul totale, una percentuale ben superiore alla popolazione dello stesso gruppo. Il giornale militare Ma’arachot ha pubblicato uno studio che riporta i dati contenuti in una ricerca del 2007.

Il comandante B., un ufficiale dell’IDF in servizio attivo, ha raccolto questi risultati due anni fa, per la sua tesi di laurea presso il National Security College. B., che la fonte lascia in anonimato, è riuscito a raggirare la normale reticenza dell’IDF a rilasciare dati sulle posizioni religiose dei suoi componenti, indagando in che percentuale la scuola superiore di provenienza fosse secolare o religiosa.

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Qual è la risposta ebraica all’emancipazione?

ARCHIVIO: I discorsi del 200720082009


Il discorso pronunciato, nel Tempio maggiore di Roma, all’ora di Ne’ilà di questo Kippur 5771 dal rabbino capo di Roma

Riccardo Di Segni

Tra due giorni, il 20 settembre, la nostra Comunità parteciperà alle celebrazioni ufficiali in Campidoglio per il 140esimo anniversario di Porta Pia e i 150 anni dell’Unità d’Italia. In una sede molto autorevole ci è stato chiesto se e con quale spirito avremmo partecipato. Per spiegare che questa è proprio una nostra festa, ho ricordato la storia del primo colpo di cannone che aprì la breccia di Porta Pia, sparato da una batteria agli ordini di un ufficiale ebreo, l’unico a non doversi preoccupare della minaccia di scomunica papale per chi per primo avesse aperto il fuoco contro le mura di Roma. Alcuni discendenti di quell’ufficiale sono membri della nostra Comunità.

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Kol Nidre, la preghiera che commuove

ARCHIVIO: Kippur


Donato Grosser

Molti si domandano per quale motivo c’è tanta commozione la sera di Kippur quanto il chazan intona il Kol Nidre’. Il Kol Nidre’ non è una preghiera. Viene enunciato dal chazan circondato da due maggiorenti della comunità che formano un Bet Din di tre persone. E in qualità di Bet Din, questi tre dayanim cancellano i giuramenti e i voti di coloro che incautamente hanno fatto promesse solenni o dichiarazioni giurate. L’atto di cancellare i giuramenti è molto importante perché giuramenti in vano o in falso sono classificati tra i peccati gravi e nessuno di noi vuole arrivare a Yom Kippur con il peso di questi peccati.

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JewsNews 1

Novità La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

I gioielli di Elùl

Cos’hanno in comune la pop star Lady Gaga, Il regista e produttore cinematografico Eli Roth e il 47enne David Shapiro, che ha appena scontato una condanna di 27 mesi per possesso di stupefacenti? Apparentemente nulla. Ma ad accomunarli è Craig Taubman, musicista e curatore del sito web Jewels of Elul, alla sesta edizione. Ogni anno sono raccolte 29 testimonianze di diversi autori, ciascuna per ogni giorno del mese di Elul, che nascono dalla riflessione sulla possibilità di evolversi, cambiare, migliorare. Sempre e continuamente.

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Se l’ebraismo fosse stato più semplice, sarebbe già scomparso

Kippur 5770 – Il discorso dell’ora di Ne’ilà

Riccardo Di Segni

Negli Stati Uniti in questi giorni, come da noi, le Sinagoghe si affollano. Ma a differenza da noi, che facciamo entrare tutti, da quelle parti i posti nelle Sinagoghe sono numerati e entra solo chi ha pagato il biglietto, spesso molto caro. Su questa abitudine circolano anche versioni ironiche su internet: scegli vicino a chi vuoi stare, il tuo avvocato, il tuo commercialista, il tuo medico (nelle varie specialità), il tuo consulente estetico e così via . E’ inevitabile che l’incontro e la lunghezza delle cerimonie, in parte non comprese, si trasformi in un’occasione di distrazione o per pensare ai propri affari. La confusione e la distrazione altrove abbastanza controllata, da noi rischia spesso di diventare incontrollabile. Siamo arrivati alle due ore che ci separano dalla fine del Kippùr e al massimo dell’affollamento. C’è chi viene per pregare intensamente e sta qui ininterrottamente dalle prime ore del mattino, chi viene per la berakhà e la shofar e chi viene e basta perchè attratto da un richiamo lontano. E sono tutti benevenuti.

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Ebrei lontani? Proviamo a condividere maggiormente la gestione comunitaria

David Piazza*

Degli ebrei “lontani” si è detto finora molto, forse troppo e si è fatto poco, forse troppo poco. Si è detto molto perché sotto questa definizione possono cadere molte situazioni molto diverse tra loro e soprattutto perché, spesso parlare di ebrei lontani vuol dire evocare demagogicamente una politica comunitaria che dovrebbe essere diversa, ma che alla prova dei fatti è molto difficile riempire di contenuti concreti.

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Sull’obbligo delle mizvot

La derashà pronunciata da Debra Barki nel giorno del suo Bat mitzvà. Mazal Tov, Debra!

Nella Torà non si parla da nessuna parte della data Bar Mizvà o Bat Mitzvà cioè, del momento preciso in cui un ragazzo o una ragazza, arriva alla maggiorità religiosa, l’età della piena responsabilità sulle proprie azioni.

Ne parla invece la Ghemarà in Nidà (mem-hei) dove dice che i voti di una ragazza di dodici anni e un giorno sono validi e i voti di un ragazzo di tredici anni e un giorno sono validi. Rashi commenta che fino a quell’età essi sono perciò dei “ketanim”, minori legalmente. La Ghemarà in Yomà (peh-hei) indica inoltre che una ragazza deve iniziare a digiunare per Yom Kippur dall’età di dodici anni e un ragazzo dall’età di tredici. Prima di quel momento è obbligo dei genitori allenarli al digiuno.

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