Kasher | Kolòt-Voci

Tag: Kasher

Puntare su cucina kasher contro pregiudizi

Il Rabbino capo Roma all’evento ‘Gusto Kosher’, i sapori della tradizione ebraica

Virginia Di Marco

Prendere gli antisemiti per la gola, a tavola: è la ricetta del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che punta anche sulla cucina ebraica per contrastare pregiudizi e discriminazioni. “La cucina ebraica è l’arma migliore per combattere l’antisemitismo”, ha dichiarato ieri Di Segni, intervistato da ANSAmed durante l’evento eno-gastronomico ‘Gusto Kosher’, tenutosi nel vecchio ghetto della capitale.

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Torino ha il suo ristorante Kasher

Un locale dove si rispettano le norme della religione ebraica, domani (oggi ndr) l’inaugurazione

Antonella Mariotti

Spezzeranno il pane, vi spargeranno un po’ di sale sopra e berranno vino. Kasher naturalmente. È la festa più che l’inaugurazione di «Alef» primo ristorante di cucina che rispetta le regole kasher: «Ma non chiamiamoli divieti, sono una serie di indicazioni da seguire per scegliere e preparare il cibo».

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Gustando lo shabbat

Combattere la crisi facendo cultura. Un ristorante kasher milanese ci ha provato. Ecco la recensione di uno dei giornalisti presenti

Amo conoscere le altre culture, arricchirmi dissetandomi di sapere. Mi è sempre piaciuto, l’ho sempre fatto e mi son sempre domandata perché, purtroppo, per farlo bisogna sempre viaggiare. Che è una cosa meravigliosa, sia chiaro, ma le possibilità per farlo sono molto scarse. Della cultura ebrea sapevo ben poco. Ero già stata al Ristorante Re Salomone (leggete la recensione qui) ma non avevo fatto altro che mangiare i loro deliziosi piatti e limitarmi ad osservare.

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Dal Faraone alla faraona

Un originale commento alla parashà di Sheminì che si occupa delle restrizioni alimentari ebraiche

Donato Grosser

Dopo gli otto giorni di Pesach, durante i quali le letture pubbliche della Torà trattano argomenti relativi alla festa, si torna alle letture delle parashot settimanali secondo l’ordine stabilito dagli antichi Maestri. Uno degli argomenti di cui tratta la parashà di Sheminì è quello degli animali casher e non casher. Per i mammiferi la Torà indica quelli che sono casher, ovvero gli animali che hanno l’unghia fessa e sono ruminanti, come ovini, bovini e caprini tra gli animali domestici e tutta una serie di animali selvatici con le stesse caratteristiche. Sono esclusi mammiferi come il maiale che ha l’unghia fessa e non è ruminante, o come il cammello che sono ruminanti e non hanno l’unghia fessa e anche lepri e conigli.

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Ci mancava la guerra dei panini kasher

“Ghetto, un pastrami triste e solitario” è il titolo di questa recensione di un sito culinario, Puntarella Rossa. Leggete i commenti firmati in calce all’articolo. I gestori kasher scoprono che il web sa anche far male.

Vabbè, ci sono forme di ingenuità che è giusto vengano punite. Però le punizioni dovrebbero avere una proporzione. Comunque alla fine il consiglio è questo: se siete a Roma e vi viene voglia di pastrami – magari perché siete recentemente stati a New York e vi siete goduti il famoso monumento da una libbra di Katz’s – beh, lasciate perdere. Lo so, state già pensando che “al Ghetto qualcuno che ti fa un pastrami decente lo troveremo di sicuro”. Attenzione, rischiate di sedervi, ingannati anche dai tre adesivi del Gambero Rosso, ai tavolini all’aperto del Bistrot kosher cafè, in via Madonna del Pianto 69. Un locale tanto carino, visto da fuori, tutto laccato bianco, con le tinte giuste, e i funghi che riscaldano per bene, quanto approssimativo nel servizio e, purtroppo, nella cucina.

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Escrementi e svastiche al ristorante ebraico

Il proprietario: colpito sette volte in cinque mesi. Escrementi e frutta gettati davanti all’entrata del ristorante kosher di Monteverde Vecchio.

Il locale «Barrilli 66» finisce nel mirino di un gruppo ignoto di estremisti. L’ultimo episodio sabato scorso. Quando Simone Efrati, proprietario del ristorante, è andato nel tardo pomeriggio ad aprire i lucchetti, ha trovato sulle sue vetrine una pioggia di cachi. E per l’ennesima volta ha dovuto prendere straccio e sapone per ripulire il locale dall’atto vandalico. È almeno la settima volta che succede dall’estate scorsa.

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Quei rabbini italiani troppo zelanti… dei secoli scorsi

Ancora qualche richiamo per la memoria corta in tema di carne kashèr

Gianfranco Di Segni

Da un po’ di tempo si va ripetendo a ogni piè sospinto che le recenti modifiche in materia di kashrut introdotte da molti rabbini italiani siano un’innovazione, influenzata dall’appiattimento a riti diversi da quello italiano originale. In due recenti lettere (vedi sotto) che ho spedito a Shalom, il mensile della Comunità ebraica di Roma, ho mostrato che le cose non stanno proprio così.

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