Jazz | Kolòt-Voci

Tag: Jazz

L’anima ebraica del Jazz

AlefBet di Daria Gorodisky

George Gershwin

George Gershwin

Lunedì 4, Avishai Cohen sarà sul palco dell’Olympia di Parigi Jazzista israeliano, 43 anni, sta portando in tutta Europa (domenica scorsa era a Roma) un assaggio del suo nuovo album in uscita, Almah. Il basso e la voce di Avishai Cohen dialogano con strumentisti eccezionali e tutti insieme sanno parlare alla platea, tenerla sulle spine e farla sorridere. Nel suo sound c’è la ventennale esperienza statunitense, anche con Chick Corea, unita all’amalgama delle sue radici musicali: struggimento di canti ladini (cioè in spagnolo-giudaico), severità di inni sinagogali, passionalità e ritmo mediorientali, lacrime e ironia klezmer.

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Giora Feidman, il re del klezmer a Montechiarugolo

“Quando prendo in mano il clarinetto lo faccio per condividere un messaggio con gli esseri umani”. Queste parole, che aprono il sito di Giora Feidman, il musicista applaudito in tutto il mondo come il ‘re del klezmer’, fanno capire subito cos’è la musica per questo artista dalla vitalità indomabile, nato a Buenos Aires da genitori ebrei emigrati dalla Moldavia e dall’Ucraina nei primi decenni del secolo scorso, clarinettista dalla carriera luminosa che ha scritto le musiche di Schindler’s List di Spielberg, e che con il suo Trio venerdì 2 luglio alle 21.15 al Castello di Montechiarugolo apre alla grande Estri d’estate, la 14^ edizione della stagione concertistica promossa dalla Provincia di Parma e Solares Fondazione delle Arti, con il sostegno di Parmalat (ingresso gratuito, The spirit of klezmer, in collaborazione con il Comune di Montechiarugolo e con Dall`Alabastro allo Zenzero, in caso di maltempo Centro Polivalente di Monticelli Terme).

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Dellai racconta la storia di un musicista ebreo salvato dai partigiani

Il film s’intitola “Oscar” come il personaggio reale

Matteo Marcolin

Alle 10.30, ieri mattina, il set era già allestito. Luci posizionate, cineprese montate, i vestiti degli attori stirati sugli appendiabiti e pronti per essere indossati. A villa Tretti Brazzale a Campodoro è stato battuto il primo ciak del nuovo film di Dennis Dellai. Ad un anno e mezzo dall’uscita di Terre rosse, la troupe del regista thienese che è anche redattore del nostro Giornale è tornata al lavoro per raccontare un’altra toccante vicenda umana accaduta nel Vicentino durante la seconda guerra mondiale.

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Il progetto Masada tra (auto)celebrazione e rinnovamento – John Zorn

Jazz ebraico contemporaneo

Emiliano Neri

Arriva un momento nella carriera di un musicista in cui occorre guardarsi indietro e attorno, fare i conti con quanto si è prodotto negli anni, con il proprio pubblico e il proprio successo, con la propria vena creativa.

O quanto meno questo momento dovrebbe arrivare… Per gente come Anthony Braxton, ad esempio, il problema nemmeno si pone tanto incontenibile è il suo genio e tanto frenetico è il susseguirsi delle stagioni creative. Altri invece – pensiamo magari a Keith Jarrett – oppongono ad esso un ostinato rifiuto, costringendo(si) ad una triste spirale involutiva.

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Il cuore ebraico della musica di Uri Caine

Un pianista che volta la schiena al pubblico e scorre la via lattea del suo jazz con i gomiti e con le dita.

Uri Caine è il maestro della contaminazione, che sa smontare pezzo per pezzo la musica classica e intingere, nello stesso istante, quelle sue dita di pianista nel jazz americano dei locali fatti di penombra, per disegnare note che hanno il sapore antico delle melodie ebraiche. Il 2 dicembre era in cartellone per un progetto dell’Auditorium di Milano, “Stranieri fra tutti i popoli del mondo”, che ha per sottotitolo “armeni, ebrei, zingari, neri, sognatori e musicisti”. Continua a leggere »