Islam | Kolòt-Voci

Tag: Islam

Dal Medioevo alla Shoah

Due storie speculari del mondo ebraico: «Il medico di Sefarad», sulla vita di Maimonide, e «La fortuna dei Meijer», una saga familiare tra ‘800 e ‘900, narrata con magistrale leggerezza

Elena Loewenthal

Distanti angoli di mondo. Storie diverse, quasi opposte: l’una che si apre all’indomani di una lunga settimana funebre, l’altra con un vivido travaglio di parto. L’una che ha sede nel cuore più sommesso e quasi inosservato dell’Europa, l’altra tutta fra atmosfere mediterranee. Ma soprattutto, due incontri di lettura segnati da prospettive quasi speculari: l’uno è romanzo corale, o meglio schiettamente familiare, così come s’intende la famiglia nel mondo ebraico. Cioè un susseguirsi in terra, su un cammino comune che ciascuno interpreta a proprio modo, generazione dopo generazione. L’altro, invece, è un libro profondamente individuale, come d’obbligo quando si affronta, seppure in via romanzata, la biografia di un grande personaggio. Tale fu, e in modo mirabile, Mosè Maimonide, forse la figura più imponente di tutto l’ebraismo medievale: filosofo, talmudista, medico. Continua a leggere »

Per negare la Shoah

Furio Colombo

Sappiamo tutti ciò che sta avvenendo in questi giorni a Teheran. Sotto la finzione grottesca del convegno universitario, si è aperto un processo alla Shoah. Il presidente della Repubblica dell’Iran, Ahmadinejad, ha già anticipato il senso di ciò che sta accadendo, dunque ha già fatto circolare la velina della sentenza che attende di avere: la Shoah è un’invenzione della cultura europea, succube del complotto ebraico. Continua a leggere »

Antisemitismo islamico

Carlo Panella

Una consolidata tradizione storiografica vuole che gli ebrei nei paesi islamici abbiano sempre trovato una tolleranza e uno standard di vita incomparabilmente migliori, rispetto a quello dei paesi cristiani. Suffragata da documenti storici che -al di fuori di quelli della Genjza del Cairo- riguardano palesemente strati superiori delle comunità ebraiche (ricchi mercanti e rispettati rabbini in testa), questa tradizione configge radicalmente con la memoria storica di cui sono ancora oggi portatori gli ebrei sefarditi scacciati negli ultimi cinquanta anni dai paesi arabi. Continua a leggere »

L’ultimo rabbino lascia Bagdad

La maggior parte di loro ha paura a incontrarsi per celebrare insieme. A osservare lo Yom Kippur sono solo una decina di ebrei della comunità della capitale. L´unica sinagoga rimasta è stata sprangata con tavole e assi di legno. Molti non escono da casa nel timore di essere rapiti oppure uccisi.

AMIT R. PALEY

BAGDAD – Lunedì scorso, mentre nel giorno sacro del calendario ebraico il sole tramontava su Bagdad, l´ultimo rabbino rimasto nella capitale si accomodava per la sua ultima cena di Yom Kippur in Iraq: una fetta di torta e due bicchieri di latte. Yom Kippur, il giorno ebraico dell´espiazione, ha inizio con il digiuno e si chiude con una festa di celebrazione. Ma, ha ammesso Emad Levy, quest´anno c´era poco da festeggiare. Ormai a osservare lo Yom Kippur sono solo una decina di ebrei della comunità ebraica di Bagdad, nata 2.600 anni fa. La maggior parte di loro ha paura a incontrarsi per celebrare insieme. Continua a leggere »

Amos Luzzatto si schiera con l’intolleranza

Scuse? Troppo poco. Un bel gesto di sottomissione e torniamo a farci i fatti nostri

Giorgio Israel

Sono rimasto allibito – e non da solo – leggendo l’intervista rilasciata da Amos Luzzatto alla Repubblica (17 settembre) sotto il titolo “Le scuse non sono sufficienti, occorre un segnale diverso”. Si tratta delle scuse che il Papa deve porgere all’Islam e che, secondo Luzzatto, non bastano: occorre di più, un gesto di “apertura” verso l’Islam. Cosa vorrà mai dire? Convertirsi? Continua a leggere »

ll “transfer”

Dani Mimun

Gli arabi correvano per le strade come impazziti. Ad ogni vicolo si univano nuovi arrivati ed il fiume dei facinorosi fluiva per le strade brandendo coltelli, bastoni, pietre. Gli occhi iniettati di sangue, gli spiriti esasperati, urlavano, con odio e passione, l’antico ma attualissimo ritornello, sempre lo stesso: “ Morte agli ebrei!”.

La scena era sempre la stessa. Identica. Identica in tutto e per tutto a quelle viste nel sud della Francia, durante il processo Dreyfus; in Germania, in Austria; a quelle vissute in Polonia e anche in Russia, dove i Cosacchi anziché a piedi caricavano a cavallo gli abitanti dei piccoli villaggi coperti dalla neve; a Roma nel Medio Evo, in Spagna, in Portogallo, ovunque in Europa, ovunque. Come anche a Baghdad, come ad Aleppo, non più di vent’anni prima. Continua a leggere »

L’Occidente ormai si disprezza fino a tollerare il nuovo odio per gli ebrei

Antisemitismo all’europea /1 – Gli episodi di Francia, Olanda, Polonia e Italia. Perché non si può continuare a deplorare e minimizzare

Giorgio Israel

Il presidente iraniano Ahmadinejad è un politico ideologo, la specie più pericolosa. Sembra che nella lettera al presidente Bush abbia parlato soprattutto del ruolo della religione nel mondo contemporaneo. “Il liberalismo e la democrazia occidentale non sono serviti a realizzare gli ideali dell’umanità. Oggi queste due dottrine hanno fallito. I più perspicaci riescono già a sentire il suono del frantumarsi e crollare dell’ideologia e delle idee dei sistemi democratici liberali. Signor presidente, che ci piaccia o no, il mondo gravita intorno alla fede”. Naturalmente, Ahmadinejad pensa che l’islam, il suo islam, riempirà il vuoto che quel crollo sta aprendo nel mondo: chi altro può esserne capace? Ma, se ci è consentita un po’ di libera esegesi, forse egli non è tanto sicuro di sé. Infatti, perché scrive a Bush? Forse perché, più di altri, è capace di resistere.

Continua a leggere »