Islam | Kolòt-Voci

Tag: Islam

Intervista con Eliette Abecassis

L’autrice del romanzo “Sefardita”. Modernità e tradizione tra le seconde generazioni in Europa

Farian Sabahi

In concomitanza con la giornata della memoria, nei giorni scorsi ho letto un libro che mi ha fatto riflettere su un tema di grande attualità: la tradizione fa spesso a pugni con la modernità. Succede con la seconda generazione di musulmani in Europa e pure con gli ebrei sefarditi. Ed è proprio questo che racconta al lettore Éliette Abécassis che, come la protagonista del suo ultimo romanzo, Sefardita (Tropea, 346 pp., 18€), è nata e cresciuta a Strasburgo in una famiglia di ebrei marocchini. Ho intervistato l’autrice, sui temi della modernità e della tradizione, un argomento che di questi tempi tocca tanti di noi.

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La pace perquisita

All’ Ambasciata d’Italia
Al Ministero degli Affari Esteri
All’attenzione del Minsitro per gli Affari Esteri, dr. F. Frattini
All’Ambasciata di Giordania in Italia
To the Jordan Embassy

Oggetto: Perquisizione invasiva al Confine Israelo-Giordano Nahar Jarden – Sheik Hussein

Buongiorno,

Mi chiamo Paolo (Shaul) Pozzi, titolare di passaporto Italiano ed Israeliano, Direttore della filale di una ditta multinazionale in Israele.

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Infedele per caso

“The Infidel”: Nato in una famiglia musulmana integralista, scopre di essere ebreo

Ada Guglielmino

Mahmud Nasir vive in un sobborgo londinese: padre e marito affetuoso, non è esattamente un musulmano “praticante”, ma è intimamente credente. Alla morte della madre, Mahmoud trova per caso il proprio certifcato di nascita e scopre non solo di essere stato adottato, ma di essere di origine ebrea… diventando così un “infedele per caso”.

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Che uso può fare il musulmano di Bibbia e Torà?

Non per deboli di stomaco. Cartoline da Eurabia.

Ugo Volli

Cari amici, chi conosce un po’ la storia e la geografia delle religioni sa che l’islam, come succede per altri versi all’ebraismo, è soprattutto una cultura giuridica, che i suoi religiosi sono innanzitutto giurisperiti e le sue decisioni sentenze basate sulla legge. Le decisioni religiose fondamentali non sono dunque le belle affermazioni teologiche che colpiscono i cristiani, ma le sentenze concrete, le cosiddette fatwa.

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Quando Eva mangiò la pesca

Speriamo che la “Corporazione del Corretto Dialogo” non multi questi bambini per dialogo non autorizzato… DP

Gualtiero Peirce

Tra poesia e fantasia quello che pensano i piccoli cattolici, ebrei e musulmani alle prese con gli insegnamenti del loro Dio. Il regista Gualtiero Peirce li ha registrati in presa diretta. E ora li racconta in un libro

Certi bambini piccoli sono connessi con l’universo, a loro agio nella contemplazione di un rametto, pazzi di gioia nella neve, pietosi verso un gatto coperto di croste, un pesce appena pescato che si dibatte, mentre gli adulti sono indaffarati e distratti. E una spiritualità naturale dove le parole ancora non trovano posto, tantomeno il pensiero astratto. Così è molto interessante osservare come le scuole confessionali – qualunque opinione se ne abbia – avvicinano i giovanissimi all’idea di Dio, e li indirizzano verso una appartenenza che, se pure da adulti dovessero abbandonarne l’aspetto strettamente religioso, resta nelle fondamenta.

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Il rabbino: “Islamici, fate come noi”

Intervista. La via di Di Segni all’integrazione in Italia

Arrigo Levi – La Stampa

La convivenza fra gli immigrati islamici in Italia e in Europa (18 milioni nell’Unione Europea) e le nazioni ospitanti, è tutt’altro che facile. C’è chi teme che l’Europa sia già «Eurabia», chi vede nelle moschee, che aumentano sempre di numero, solo dei focolai di terrorismo, chi giudica impossibile l’integrazione degli islamici nelle nostre società cristiane e laiche. Non tutti condividono questi timori. Un’inchiesta della Brookings, una serie di articoli del Financial Times, ridimensionano drasticamente il problema, ricordando che un secolo fa l’immigrazione di italiani, o di ebrei russi, in America o in Francia, aveva suscitato eguali timori. Oggi il Presidente francese si chiama Sarkozy e la Presidente della Camera dei Rappresentanti americani si chiama Pelosi.

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Altri profughi dimenticati

Silvia Golfera

“…Donne, bambini, anziani. Gli uomini non c’erano. Stipati nei pullman, ci diedero coperte, perché faceva freddo. Ci avvolgemmo tutti tremanti, fra i pianti dei bambini piccoli e il vociare confuso dei profughi. Dopo l’appello, i pullman partirono tutti in fila, per Alessandria, e di lì saremmo salpati…Alcuni poliziotti egiziani salirono armati sui pullman…e con aria spavalda confiscarono…oggetti d’oro che le profughe avevano addosso…Un poliziotto pretese anche la fede di una profuga”.

Così Carolina Delburgo, signora bolognese di origine egiziana, racconta la cacciata della sua famiglia e di molti altri correligionari, dall’Egitto, dopo la crisi internazionale del 1956, quando Nasser, nazionalizzato il canale di Suez, ne impediva il transito alle navi israeliane. Fu il primo di una serie di conflitti con Israele. Il più grave quello del 1967, con la guerra dei Sei giorni. Gli ebrei egiziani ne pagarono un prezzo altissimo. Continua a leggere »