Il cimitero di Praga | Kolòt-Voci

Tag: Il cimitero di Praga

Da Piperno a Eco il fascino discreto dell’ebreitudine

Elena Loewenthal

Di “Persecuzione. Il fuoco amico dei ricordi” (Mondadori), opera seconda di Alessandro Piperno, e “Il cimitero di Praga” (Bompiani), il nuovo bestseller di Umberto Eco, si parlerà certamente ancora a lungo. Come è giusto che sia di fronte a queste due prove narrative importanti, destinate a segnare quanto meno la prossima stagione letteraria.

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Eco problematico

Ancora sul libro di Umberto Eco “Il cimitero di Praga”

Riccardo Di Segni

Tequ, in aramaico, significa “lascia stare”. Nel Talmud è il termine tecnico che compare, inatteso, alla fine di alcune domande. Si fa una domanda, si propone una prima risposta, se ne propone un’alternativa (preceduta da: “o forse…”) e poi, quando ci si aspetterebbe una discussione, arriva tequ, che vuol dire che non c’è possibilità di scegliere e la domanda resta senza risposta. O forse la risposta ci sarà, ma solo quando arriverà il Messia. Il problema che discutiamo ora, e che qui e altrove solleverà un polverone di polemiche, sembra rientrare nella categoria talmudica dei tequ, anche se qualcun altro prenderà posizioni più possibiliste e altri invece pronunceranno serie condanne.

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Umberto Eco: Il voyeur del male

Quando tutto è relativo, il male non esiste e trionfa l’antisemitismo

Lucetta Scaraffia

Forse anche questo libro sarà un successo stratosferico, milioni di copie vendute, traduzioni in tutte le lingue. E a una prima occhiata, sembra accattivante, con quel suo rimandare ironicamente a un feuilleton anche nelle illustrazioni, di puro stile popolare ottocentesco. Ma appena ci si immerge nella lettura, ecco la delusione. Il romanzo che Umberto Eco ha appena pubblicato (Il cimitero di Praga, Milano, Bompiani, 2010, pagine 526, euro 19,50) è noioso, farraginoso, di difficilissima lettura. Perfino per una persona come me, che forse capisce i suoi riferimenti storici.

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