Giulio Meotti | Kolòt-Voci

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Chi sono gli ebrei in guerra con Gerusalemme

Dopo l’articolo di Fiamma Nirenstein di ieri, pubblichiamo un estratto del nuovo libro di Giulio Meotti dal titolo “Ebrei contro Israele” (Salomone Belforte Editore, 114 pagine, 14 euro, con la prefazione di Ugo Volli).

Giulio Meotti

Ebrei-contro-IsraeleDopo aver completato il libro “A New Shoah. The Untold Story of Israel’s Victims of Terrorism”, una inchiesta sulle vittime israeliane del terrorismo palestinese, ne mandai una copia a George Steiner, un famoso critico culturale, un celebratissimo intellettuale ebreo con cattedra a Cambridge, autore di studi fondamentali di letteratura comparata, un mandarino culturale fiero di appartenere al popolo di Franz Kafka, Paul Celan, Elias Canetti, Ludwig Wittgenstein e Franz Rosenzweig. Avevo scritto la mia tesi di laurea in Filosofia proprio su Steiner, lo conoscevo da anni e lo stimavo per le sue intuizioni sulla modernità e sul lato oscuro della cultura e dell’occidente.

Steiner mi rispose che non avrebbe difeso Israele, che “il male coltiva il male” e, soprattutto, che “il mondo è Juden müde”. Si tratta di un’espressione tedesca che significa, brutalmente: il mondo è stanco degli ebrei. “Noi ebrei siamo vissuti troppo a lungo”, scrisse Steiner. Rimasi scioccato dalla risposta di questo intellettuale che incarna il mito vivente dell’ebreo errante, poliglotta e cittadino del mondo, dalla mancanza di comprensione e di compassione di Steiner per le sofferenze e le ragioni di Israele, che vive fra la vita e la morte da settant’anni, preso fra il terrorismo palestinese, la delegittimazione in occidente e il programma atomico iraniano.

Su Israele ho rotto con Steiner. Ma questo doloroso scambio epistolare mi ha aperto la mente su un dilemma: perché ci sono così tanti ebrei fra i boicottatori dello stato d’Israele? Cosa nasconde questa patologia ebraica antisraeliana?

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Lettera aperta a Papa Francesco

Giulio Meotti e Prof. Hillel Weiss*

SepolcroCaro Papa Francesco, Secondo l’informazione pubblicata dalla Santa Sede, a Maggio Lei intende visitare la Terra d’Israele e la Città Santa di Gerusalemme, la Capitale d’Israele. Speriamo che Lei possa contribuire alla pace nella nostra regione e specialmente a Gerusalemme, poiché Lei influenza un miliardo di credenti.

Benediciamo la sua ispirazione divina nel voler promuovere la pace e la salvezza tra le nazioni del mondo. Per assicurarci che ciò accada, desideriamo sottomettere alla sua attenzione il fatto che la Bibbia è basata sull’atteggiamento del Signore verso il Popolo d’Israele, con la profezia e la promessa divina del loro ritorno dall’esilio al proprio paese e al Monte del tempio, il luogo piú sacro all’Ebraismo.

Speriamo che a differenza della classica posizione cattolica Lei metterà in chiaro che approva il ritorno del Popolo Ebraico a Gerusalemme per stabilirvi il Tempio, come descritto dai Profeti. Dovrebbe quindi pregare che tutti i popoli della terra si uniscano per aiutare nella realizzazione della visione biblica.

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“Una volta si boicottavano i negozi ebraici, ora lo stato ebraico”

Si celebrano gli ebrei morti e si discriminano quelli vivi. I casi Deutsche Bank, Danske, Nordea e Pggm Banche e fondi pensione, ecco come l’Europa sta isolando Israele

Giulio Meotti

Negozio ArianoRoma. Una settimana fa il ministro israeliano dell’Economia, Naftali Bennett, aveva abbandonato l’Aula della Knesset dopo l’attacco portato allo stato ebraico dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. Un compagno di partito di Bennett, il ministro Uri Orbach, ha detto di trovare insopportabile “sentire menzogne alla Knesset, e per giunta in lingua tedesca”.

Si alza rapidamente la posta in gioco del boicottaggio economico a Israele, dopo che Deutsche Bank, la più grande banca tedesca, ha incluso la Poalim Bank israeliana in una lista di compagnie riguardo le quali gli investimenti sollevano “questioni etiche”. Deutsche Bank non è un caso isolato. Numerose banche d’affari europee e istituti finanziari stanno voltando le spalle agli israeliani, lanciando una moratoria dei loro istituti di credito. Anche la più grande banca danese, la Danske Bank, ha posto la Hapoalim nella sua black list. Poi è arrivata la banca svedese Nordea, che ha messo sotto scrutinio le israeliane Leumi e Mizrahi-Tehafot per la loro presenza nei Territori.

Il più grande fondo pensione olandese, Pggm, ha ritirato gli investimenti da cinque istituti finanziari dello stato ebraico. Pggm ha venduto titoli di Bank Hapoalim, Bank Leumi, Bank Mizrahi-Tefahot, First International Bank of Israel e Israel Discount Bank perché hanno filiali in Cisgiordania (Giudea e Samaria per Israele) e perché coinvolte nel finanziamento della costruzione degli insediamenti. Pggm ha 150 miliardi di euro in portafoglio. Dall’Inghilterra l’agenzia UK Trade and Investment ha “scoraggiato” le compagnie inglesi dal fare affari con aziende israeliane coinvolte in insediamenti.

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Animalista, Bio e… sterminatore di ebrei

Salutista, paladino degli animali, guru del biologico, autore di fiabe Ecco Himmler, l’assassino più politicamente corretto della storia

Giulio Meotti

Bild 183-R99621“Sei un ebreo?”, chiede Heinrich Himmler a un prigioniero durante una visita nel fronte orientale del 1941. “Sì”. “Entrambi i genitori sono ebrei?”. “Sì”, continua il ragazzo. “Hai antenati che non fossero ebrei?”. “No”. “Allora non posso aiutarti”. Il giovane viene fucilato sotto gli occhi del gerarca nazista. Questo era Heinrich Himmler.

Di Hitler si dice che fosse “magnetico”. Di Göring che fosse un valoroso pilota. Di Goebbels che fosse un demagogo straordinario. Di Heydrich che fosse un provetto schermidore, un eccellente pilota e un ottimo musicista. Nessuno è mai riuscito a trovare niente di speciale in Himmler, non un solo momento di carisma e umanità in tutta la sua esistenza. Fra i grandi capi nazisti è il più efferato e il più anonimo. L’uomo che vanta un curriculum di delitti senza precedenti non mostra segni caratteristici. Basso, flaccido, calvo, grassoccio, occhi acquosi, mento sfuggente, stretta di mano molle, Himmler era uno come tanti, monotono e pedante. Solo che il suo ufficio era il comando delle SS e della polizia nazista, il suo compito realizzare il più spaventoso massacro della storia.

I suoi lineamenti sono talmente banali che nel maggio del 1945 non viene identificato dai sovietici che lo fanno prigioniero e dagli inglesi che lo prendono in custodia. Non si è nemmeno camuffato: a Himmler è bastato togliersi i pince-nez. Senza quelli, non è più lui. Come in una gag, Himmler era i suoi occhiali. Dietro non c’è nulla. Fino a oggi.

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Se questo è uno stato. Primo Levi e la demonizzazione di Israele

Il giornalista del Foglio ripercorre le tappe che portarono la “voce morale” dell’ebraismo italiano laico e di sinistra a schierarsi contro Israele nel 1982 contribuendo al nefasto stereotipo della “vittima che diventa carnefice”

Giulio Meotti

Primo LeviIl 7 giugno 1967 lo stato d’Israele si trova sotto minaccia di morte e lancia un blitz militare per respingere l’accerchiamento di Egitto e Siria. E’ la Guerra dei sei giorni e anche nelle piazze d’Italia, dove la militanza a favore dello stato ebraico si porta ancora bene, si dona il sangue. Per gli ebrei sotto assedio. Primo Levi si fa fotografare dalla Stampa di Torino con il tatuaggio di deportato ad Auschwitz mentre, disteso sul lettino, dona il suo plasma rosso.

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Svastica e Corano

La conversione all’islam, una seconda vita per gli ufficiali nazisti In nome della nuova guerra contro gli ebrei in medio oriente

Giulio Meotti 

nazi_islam“Il nazista più ricercato al mondo vive a Damasco?”, domanda un articolo della rivista americana Foreign Policy. L’ultimo dispaccio del Centro Wiesenthal, che porta il nome del cacciatore dei nazisti e non dà tregua agli ultimi criminali di guerra ancora in vita, riguarda un signore che oggi avrebbe centouno anni. Il suo nome è Alois Brunner ed è responsabile della morte di oltre 130 mila ebrei fra Salonicco e Parigi. Il caso Erich Priebke, scomparso a Roma all’età di cento anni, insegna di non escludere che un boia possa arrivare ai cento. “Tardi, ma non troppo tardi”, recita il poster diffuso dal Centro Wiesenthal per raccogliere informazioni su Brunner. I cacciatori di nazisti lo collocano in Siria, dove è stato visto l’ultima volta nel 2001, protetto dal regime di Bashar el Assad. “E’ possibile che sia vivo e vogliamo portarlo davanti alla giustizia”, ha detto Egbert Buelles della procura di Colonia.

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Gli ebrei d’America stanno morendo di laicità

Un rapporto choc (Con molte riserve NdR)

Giulio Meotti

AmericanJewsAlan Dershowitz, il giurista ebreo di Harvard, il principe del foro, lo strenuo difensore dei diritti civili, aveva intitolato un suo libro “The Vanishing American Jew”. L’ebreo americano in via di estinzione. Un libro nato da una ferita tutta personale, il matrimonio del figlio dell’avvocato con una ragazza cattolica e il disagio di pensare che i propri nipoti non sarebbero più stati ebrei, almeno secondo la legge ebraica. Adesso un rapporto del prestigioso Pew Forum americano getta una luce sinistra sul futuro della grande diaspora americana.

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