Giorgio Israel | Kolòt-Voci

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Com’è successo che la memoria della Shoah alimenti l’antisemitismo

Giorgio Israel

Ha ben ragione Ernesto Galli della Loggia – quando parla della “tendenza da tempo sempre più forte nelle società occidentali che vede singole minoranze di qualunque tipo […] rivendicare un vero e proprio inedito diritto alla propria onorabilità storico-culturale da proteggere con apposite sanzioni penali” – a sottolineare come essa si manifesti “sull’onda di quanto stabilito da molte legislazioni per gli ebrei”. Questa osservazione si completa con quella del direttore del Foglio quando parla di “quella sinistra che è disposta a condannare chi racconta barzellette razziste contro gli ebrei, ma non quei movimenti islamici che puntano a distruggere Israele”. In un libro di alcuni anni fa (“La questione ebraica oggi”), mi permisi di osservare che le radici e le implicazioni della perversione per cui lo sterminio degli ebrei è divenuto, da modello negativo assoluto, il modello positivo per l’affermazione dei diritti delle minoranze, sono legate a due idee: l’unicità della Shoah e il concetto di genocidio. Questa osservazione mi è costata l’ostracismo delle madrasse culturali, ma sono prezzi che si sa di dover pagare. In sintesi. Continua a leggere »

Israel e Reibman a Luzzato

Giorgio Israel critica Luzzatto

Prof., ebreo, progressista dice no all’intolleranza degli ideologi liberal. “Capisco il fastidio per il vittimismo cattolico, ma occorre lucidità. Il capo delle comunità ebraiche sbaglia”

Roma. “Comprendo le motivazioni psicologiche che hanno spinto Amos Luzzatto a quel tipo di reazione, ma non condivido le conclusioni”. Giorgio Israel, saggista e docente all’Università La Sapienza, giustifica in parte l’intervista al Corriere del Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche sul caso Buttiglione e sulla “nuova inquisizione anticristiana” denunciata dal cardinale Renato Martino: “Pesa un senso d’invadenza che la Chiesa ha spesso dimostrato e che può far sembrare curiosa la protesta di sentirsi perseguitati”. Secondo Israel c’è una “difficoltà psicologica di molti ebrei di mettersi dalla stessa parte. Ci vuole molta lucidità per farlo. Ma è una lucidità obbligatoria”. Continua a leggere »

I mal di pancia dei sionisti milanesi

1. Franchetti sulla manifestazione del 23 novembre a Milano

In genere non rispondo alle provocazioni e non mi piacciono i personalismi, ma stavolta penso che si debba fare chiarezza su un certo modo di spargere veleni. E’ dunque successo che l’ADI abbia deciso di tenere una manifestazione di solidarietà con Israele. Molte organizzazioni preparano manifestazioni di questo genere da sole e eventualmente invitano gli aderenti ad altre organizzazioni a intervenire all’evento. Contrariamente a quanto afferma David Piazza, la Federazione Sionista è ben lieta che vi sia questo genere di iniziative: la diffusione della coscienza sionista è infatti la grande vittoria dell’idea sionista, e la sua partecipazione non è certo necessaria. Degno di nota è il fatto che parlando della federazione il Piazza la definisca “sionista”, fra virgolette. Infatti è noto che i veri sionisti sono lui e suoi amici messianici e ultra-ortodossi.

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