Giorgio Israel | Kolòt-Voci

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Amos Luzzatto si schiera con l’intolleranza

Scuse? Troppo poco. Un bel gesto di sottomissione e torniamo a farci i fatti nostri

Giorgio Israel

Sono rimasto allibito – e non da solo – leggendo l’intervista rilasciata da Amos Luzzatto alla Repubblica (17 settembre) sotto il titolo “Le scuse non sono sufficienti, occorre un segnale diverso”. Si tratta delle scuse che il Papa deve porgere all’Islam e che, secondo Luzzatto, non bastano: occorre di più, un gesto di “apertura” verso l’Islam. Cosa vorrà mai dire? Convertirsi? Continua a leggere »

È ora che si discolpi Golia

Giorgio Israel risponde a Clara Sereni

Da qualche tempo provo l’impulso a rigurgitare ricordi. Mi si perdoni il verbo volgare, ma è proprio quello che descrive perfettamente la situazione. Ad esempio, mi è successo recentemente, a proposito di un dibattito sulla rivista “Primato”. Ho visto giustificare con supponenza una marmaglia di opportunisti che, dopo essersi sporcata con le peggiori compromissioni nella politica razziale fascista, era stata lavata alla candeggina dall’amnistia togliattiana, quindi assurta a gotha dell’intellettualità e di nuovo oggi esaltata come crema della cultura italiana. E mi è tornata in mente la memoria di tante persone di ben altra levatura intellettuale massacrate da quei personaggi e dal cinismo con cui è stata traghettata la classe dirigente di questo paese. I ricordi possono stare fermi sul fondo in nome del sano desiderio di vivere nel presente e per il futuro. Ma se qualcuno ti ripropone una menzogna che, per giunta, offende di nuovo gli offesi, allora i ricordi rigurgitano. Così mi è tornato in mente il caso di un illustre professore intellettuale antifascista e comunista che non trovò di meglio che assolvere l’ex Capo dell’Ufficio Razza del Minculpop col dire che era tanto bravo a trovar soldi. Continua a leggere »

Esistono comuni radici giudaico-cristiane?

Giorgio Israel

Il libro di Harold Bloom presentato da Amy Rosenthal sul Foglio del 24 dicembre 2005 non l’ho letto. E, dopo aver letto quella presentazione, mi appello al noto detto: «Non l’ho letto e non mi piace». Anzi, “grazie a quella presentazione”: c’è tanta roba interessante da leggere in giro che bisogna essere riconoscenti a chi ti aiuta a impiegare bene il tempo. Continua a leggere »

Nuove intolleranze crescono

Giorgio Israel

Riparte dalle università inglesi (e ha code italiane) il boicottaggio accademico di Israele

La campagna per il boicottaggio di Israele in ambiente universitario prese le mosse in modo imponente nella primavera del 2002. Era un susseguirsi di raccolte di firme di professori universitari che aderivano all’indicazione di evitare contatti con le istituzioni scientifiche e accademiche israeliane e persino con i singoli qualora non avessero preso le distanze dalla politica del loro paese. Mi trovavo a Parigi in quel periodo, invitato da un’Università, e ricordo perfettamente il clima avvelenato, i colleghi che si presentavano in keffiah ai seminari, che ti chiedevano quali iniziative si stavano prendendo nelle università italiane contro Israele, come se fosse ovvio che una persona normale non potesse avere una posizione differente. Continua a leggere »

Condannare senza “se” e senza “ma”

Giorgio Israel

La realtà istituzionale e comunitaria dell’ebraismo italiano deve manifestarsi fermamente e duramente su inaccettabili episodi di razzismo e intolleranza

Mettiamo insieme un po’ di episodi alla rinfusa. Sono passati più di due mesi da quando, all’Università di Pisa, un gruppo di teppisti di estrema sinistra ha impedito al Consigliere dell’Ambasciata di Israele Shai Cohen di parlare, facendo ricorso a metodi di disgustosa violenza e a espressioni razziste e antisemite; e infine, ha rivendicato con orgoglio l’atto che ha “impedito che fosse data voce al rappresentante ufficiale di uno stato assassino”. Continua a leggere »

«La Chiesa preconciliare si è sempre sforzata di convertire i giudei»

Antisemitismo, odio antico. Non soltanto nazista

Giorgio Israel

Il dialogo ebraico-cristiano richiede pazienza. Non è pensabile che secoli di «disprezzo, di ostilità e di persecuzione contro gli ebrei in quanto ebrei» — per dirla con le parole del pregevole documento della Pontificia Commissione Biblica su Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture (2001) — non lascino traccia e che i passi necessari a dissiparne le conseguenze possano essere compiuti in poco tempo. Richiede soprattutto due requisiti: che l’ombra del passato non gravi come un pregiudizio sul presente; e che le azioni presenti indichino in modo inequivocabile la volontà di superare definitivamente gli errori del passato senza disconoscerli. È legittimo chiedere a chi ha subito un torto di non farsi condizionare per sempre dal passato, purché non si avanzi l’inaccettabile pretesa che il torto non sia avvenuto. Qui equilibrio e saggezza sono doti necessarie. Nel dibattito suscitato dalla pubblicazione sul Corriere della Sera del documento sui bambini «giudei», più d’uno si è mosso con l’incedere di un elefante in una cristalleria, provocando sconquassi che si spera non abbiano conseguenze devastanti. Continua a leggere »

La Shoah fu un tentativo di genocidio

Giovanni De Martis (www.olokaustos.org) risponde alla provocazione di Giorgio Israel

Secondo Giorgio Israel “il genocidio è un concetto balordo e autocontraddittorio: se non esistono le razze – e non possiamo crederlo a meno di non essere razzisti, oltre che ignoranti – che senso ha parlare della soppressione di ciò che non esiste, se non nell’intenzionalità?” Continua a leggere »