Giorgio Israel | Kolòt-Voci

Tag: Giorgio Israel

La Spagna di Zapatero razzista e antisemita

Nel Paese che ha tranciato tutti i legami culturali col passato nel nome della laicità forzata l’unica religione tollerata è l’islam. E prendersela con Israele è diventato lo sport nazionale

Giorgio Israel

Mio padre era un ebreo di Salonicco, detta la Gerusalemme balcanica, perché due terzi della popolazione era ebraica: discendenti di ebrei provenienti dalla Spagna dopo la drammatica espulsione del 1492. Dopo secoli parlavano ancora lo spagnolo medioevale e le più di cinquanta sinagoghe della città portavano i nomi delle regioni o città di provenienza dell’antica Sefarad (la Spagna). All’avvento del potere greco, dopo la caduta dell’Impero ottomano, un incendio distrusse il quartiere ebraico e buona parte della popolazione emigrò.

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Cosa c’è dietro la fronda dell’ebraismo radical contro il sit-in pro Israele

Domani a Roma l’assemblea. Israel, Magiar e Kahn replicano alla lettera in cui JCall accusa di destrismo la manifestazione bipartisan. Divisioni e vecchi rancori

Il Foglio

Non è piaciuta a JCall-Italia la presenza di esponenti della sinistra e della cultura liberal italiana come Walter Veltroni, Rita Levi Montalcini e Roberto Saviano alla manifestazione “Per la verità, per Israele”, promossa da Fiamma Nirenstein e prevista domani alle 18 e 30 al Tempio di Adriano a Roma. Così Giorgio Gomel, Stefano Jesurum, David Calef, Stefano Levi della Torre e Clotilde Pontecorvo hanno scritto una lettera contro la manifestazione.

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La fine del fascismo non segnò la fine della persecuzione degli ebrei

Il caso molti professori «ariani» conservarono il posto, mentre ai colleghi israeliti non fu restituito. Il saggio Giorgio Israel ricostruisce le tortuosità e le contraddizioni con cui l’ italia si liberò delle leggi razziali

Paolo Mieli

Nel 1998 Giorgio Israel e Pietro Nastasi scrissero un libro, Scienza e razza nell’ Italia fascista (Il Mulino), nel quale puntavano l’ indice contro la «clamorosa insufficienza della storiografia» nel campo degli studi sulle leggi razziali del 1938. Riconosciuto a Renzo De Felice il merito di aver intrapreso, già all’ inizio degli anni Sessanta, lo scavo sull’ argomento con la sua Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo (Einaudi), i due autori si applicavano a temi che erano stati successivamente solo sfiorati.
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Il dialogo c’entra come i cavoli a merenda

Un lucido Giorgio Israel ci spiega le manovre politiche di illustri ex

È significativo che il violento attacco con cui il rabbino capo di Venezia Richetti ha accusato Benedetto XVI di aver demolito 50 anni di dialogo ebraico cristiano sia apparso sul mensile dei gesuiti Popoli. Peraltro, basta attenersi ai fatti, senza ricorrere alla mediocre pratica della dietrologia, per rendersi conto che in questa diatriba vi sono moventi che con il merito hanno poco a che fare.

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Le difficoltà ebraiche con il Papa della Dominus Jesus

Il fazioso: Il Foglio intervista i rabbini capo di Roma e Milano sul “dialogo interruptus”. Uno scorrettissimo Giorgio Israel (articolista fisso del Foglio) ne approfitta per rilanciare il mito ebraico del buon selvaggio: La colpa è tutta dei nuovi rabbini cattivi che “allontanano chi ha fatto matrimonio misto”. Elementare Watson, elementare.

Giorgio Israel

Roma. E’ sulla preghiera del venerdì santo e sulla causa di beatificazione di Pio XII che nelle scorse settimane si è innescato un moto di inimicizia fra la chiesa cattolica e il mondo ebraico. Ne parliamo con due fra i maggiori rabbini italiani e con il saggista Giorgio Israel, che sul Corriere della sera assieme del rabbinato di sospendere la giornata del dialogo.

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Grazie Amos!

Giulio Tedeschi risponde a Giorgio Israel (Kolot del 22 settembre)

Forse potremmo davvero smetterla con questo stile delle accuse iperboliche e delle scarponate in faccia. Anche perchè Amos Luzzatto ha una tale storia personale che leggerlo “schierato con l’intolleranza” fa rotolare dalle risate. Ma cosa ha veramente detto Amos ? Che se un Papa, sotto gli occhi di tutto il mondo, in mezzo a una lezione sui rapporti tra fede e ragione, butta lì la citazione di una becera polemica medioevale antiislamica (tutto ciò che di nuovo ha portato Maometto sono solo cose cattive e disumane), forse poi può rifletterci meglio e chiedere scusa. Sembra puro buonsenso.

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Il passo indietro del Cardinale Martini

Giorgio Israel

Nel suo ultimo libro ripropone la ‘teoria della sostituzione’, affermando la fine storica dell’ebraismo

Dovrebbe essere evidente che un ebreo può essere di sinistra o di destra. Dovrebbe essere altrettanto evidente che l’ebraismo e il popolo ebraico non sono né di destra né di sinistra. Eppure si riaffaccia la tendenza, nel seno dell’ebraismo italiano, a stabilire che i cromosomi o il Dna degli ebrei e dell’ebraismo sarebbero di sinistra.

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