Gerusalemme | Kolòt-Voci

Tag: Gerusalemme

Mi sembra e mi pare che ci sia disinformazione

Lettori protestano per la “diffamazione” operata da Kolot che ha pubblicato l’articolo del Corriere sull’asilo spartito tra laici e religiosi. A) Il problema non esiste; B) Il problema esiste ma va censurato.

Emanuele Dalla Torre

Sebbene non abbonato alla Vostra newsletter, mi e’ giunto un messaggio da voi recentemente diffuso. In quanto Ebreo Italiano e orgoglioso cittadino dello Stato di Israele, voglio esprimere il mio disappunto per la Vostra scelta di diffondere notizie chiaramente destinate a diffamare il nome degli Ebrei in Terra Santa agli occhi dei loro connazionali viventi nella Diaspora.

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La rete della vergogna che divide gli asili

Bimbi di famiglie laiche e ultraortodosse: giocavano insieme, ora l’intolleranza dei genitori li separa

Francesco Battistini

GERUSALEMME – Una a me, una a te. Lo scivolo, se lo sono tenuti i laici; la sabbia, i religiosi; le altalene, ce le hanno i laici; i contatori della luce e gli estintori, i religiosi… Da venerdì, l’unica cosa che i bambini dei due asili di via Kelner possono condividere è la barriera. Una rete d’acciaio, nuova di zecca, che taglia in due il cortile e le loro piccole ore di gioco. I destini di questi asili pubblici di Kiryat Hayovel, quartiere ovest di Gerusalemme ad alta densità religiosa, sono sempre stati appiccicati: l’uno (il Pashosh) aperto agl’israeliani tutti, per lo più ebrei, l’altro riservato alle famiglie d’ebrei ultraortodossi.

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Un piano nazista per Gerusalemme

L’ipotesi di Mallmann e Cüppers: fu progettato lo sterminio, anche se al dunque non fu messo in pratica

Michele Sarfatti

La Germania nazista programmò lo sterminio degli ebrei di Gerusalemme e Tel Aviv? Secondo il libro di Klaus-Michael Mallmann e Martin Cüppers, ora tradotto in inglese col titolo Nazi Palestine. The Plans for the Extermination of the Jews in Palestine (Enigma Books), tale progetto venne realmente pianificato, anche se al dunque non fu messo in pratica.

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I misteriosi ebrei di Bukhara

Massimo Introvigne

Bukhara, Uzbekistan. “Gli ebrei di Bukhara? Sono a New York”. Così, prima che partissi per l’Uzbekistan, diversi esperti di storia dell’ebraismo rispondevano alla mia domanda su una delle più antiche e misteriose comunità ebraiche del mondo. E certamente a New York gli ebrei di Bukhara ci sono.

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Si rinnova museo Israele, da preistoria a new art

Un’istituzione scrigno d’una delle collezioni di opere fra le piu’ vaste al mondo

Alessandro Logroscino

GERUSALEMME – Dalla preistoria alle neoavanguardie, dall’archeologia alle installazioni dell’arte contemporanea, dal patrimonio ebraico alle diverse declinazioni della tradizione monoteistica (cristianesimo, islam) e ai suoi influssi sulla cultura dell’Occidente e del resto del mondo. E’ un’ambizione enciclopedica quella che ispira il Museo d’Israele di Gerusalemme – istituzione simbolo del Paese del sionismo e scrigno d’una delle collezioni di opere e oggetti fra le piu’ vaste al mondo – che si ripropone in queste settimane al pubblico in veste rinnovata, dopo un imponente intervento di risistemazione avviato e concluso nel giro di tre anni. Continua a leggere »

Razzismo ebraico: Meglio la prigione che i sefarditi

Matthew Kalman – Time Magazine

In Israele la guerra culturale interna tra le comunità religiose e i tribunali laici è sfociata nelle piazze giovedì scorso, quando decine di migliaia di ebrei ashkenaziti (europei) ultra-ortodossi hanno paralizzato le strade di Gerusalemme e il sobborgo di Bnei Brak a Tel Aviv con una marcia di protesta. Oggetto della loro indignazione era l’ordine di arresto nei confronti di 43 coppie per aver rifiutato di permettere alle figlie di frequentare una scuola religiosa dove si sarebbero mescolate con le figlie di ebrei religiosi mizrahiti (un termine che a volte si sovrappone a quello di ‘sefarditi’, e che si riferisce agli ebrei che provengono principalmente dal mondo arabo).

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Ogni giorno si compie un piccolo miracolo

Tsad Kadima e i quartieri di Gerusalemme

L’Università Ebraica di Gerusalemme al monte Scopus ha ospitato la cerimonia finale del corso speciale per giovani cerebrolesi “I quartieri di Gerusalemme” realizzato in collaborazione con Tsad Kadima, l’associazione che da anni si occupa di organizzare e aiutare il percorso formativo dei bambini che soffrono di lesione cerebrale in Israele. Erano presenti il vice decano dell’Università Ebraica di Gerusalemme Suzy Seligman, Shahaf Raich direttrice progetto Perach che opera in campo disabilità e che ha fornito studenti regolari come accompagnatori e assistenti del corso, il direttore di Tsad Kadima Yosi Pinto, Yuval Tsur direttore dei progetti Tsad Kadima a Gerusalemme e Alessandro Viterbo tra gli ideatori del progetto e rappresentante in questa occasione della Fondazione Marchese De Levy di Torino, che ha dato il sostegno finanziario che ha consentito la realizzazione del Corso. Molti gli interventi di saluto e condivisione: il Rav Alberto Somekh, rabbino capo della Comunità ebraica di Torino e presidente della fondazione De Levy ha inviato un messaggio di saluto, sottolineato l’importanza di aver sostenuto un progetto simile che rende la città di Yerushalaim e la sua bellezza “lenes’ammim” come scrive il profeta Yeshayau. La vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e vicepresidente e animatrice dell’associazione Amici di Tsad Kadima in Italia, Claudia De Benedetti, ha ricordato in un messaggio il forte legame che lega gli ebrei italiani e la città di Gerusalemme.

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