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Gli ebrei in Iran e la loro storia millenaria

IRAN: La minoranza che non ti aspetti

Tomb of Esther and MordechaiEsclusa Israele, naturalmente, quella iraniana rappresenta oggi la comunità ebraica più numerosa dell’intero Medio Oriente. Essa ha origini antichissime, risalenti alla prima diaspora ebraica, nell’VIII secolo a.C., quando il re assiro Sargon II, in seguito alla conquista del Regno di Israele, deportò parte delle tribù israelitiche in terra d’Iran. Nei suoi 2.700 anni di storia, la comunità ebraica iraniana ha conosciuto periodi di grande splendore, come durante l’epoca sasanide, l’ultima prima dell’avvento dell’islam, quando essa rappresentava numericamente la prima comunità ebraica al mondo, sopravanzando persino la Palestina. A quell’epoca, si attesta la presenza in Iran di città a maggioranza ebraica.

Dopo la conquista islamica, gli ebrei continuarono per molti secoli ad essere una comunità numericamente importante in Iran. In questo periodo, e fino ancora al XIX secolo, si segnala inoltre lo sviluppo di una letteratura giudaico-persiana, scritta in caratteri ebraici e modellata, nelle forme, sui classici della poesia persiana medievale. Da un punto di vista politico, non mancarono figure capaci di distinguersi ai massimi livelli di potere, come Saad al Dawla, gran vizir fra il 1289 e il 1291, all’epoca del sovrano ilkhanide Arghun.

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Ebrei bianchi, ebrei neri

Fabio Della Pergola

Black JewsUn lettore del Corriere della Sera ha inviato una lettera in cui, sostanzialmente, afferma che l’ebraismo è solo una religione. Potete leggerla qui. Giustamente Sergio Romano gli ha risposto che no, l’ebraismo è “al tempo stesso una identità accettata e custodita anche da chi non pratica precetti religiosi”. Cioè una storia e una tradizione culturale che un certo numero di persone, credenti e non credenti, ritengono essere la propria storia, la propria tradizione, la propria cultura. Di cui fa ovviamente parte anche la loro religione.

In poche parole l’ebraismo ha una sua antropologia; ed anche, ma non solo, la sua teologia.

Non dovrebbe essere strano dirlo. Anzi, non dovrebbe essere nemmeno necessario dirlo, nel 2014, quasi 2015. Dal momento che l’antigiudaismo di stampo cristiano e l’antisemitismo razziale, cioè le due aberrazioni culturali che più si sono prodigate nell’alterare la realtà dell’ebraismo, dovrebbero essere state spazzate via dalla storia.

Mica vero.

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Quegli ebrei (di sinistra) che odiano Israele

La sinistra letteraria e giornalistica è posseduta da una furia antigovernativa che è nello stesso tempo il riflesso e il motore della sua fama

Fiamma Nirenstein

amos_ozAmos Oz è uno scrittore meraviglioso, e pure un gran bell’uomo anche al compimento del suo 75esimo compleanno, celebrato al teatro Zafta, raffinato punto d’incontro dell’elite intellettuale della sinistra israeliana a Tel Aviv. E questo è un dato di fatto come lo è il disgusto che suscita il gruppo di qualche decina di idioti di estrema destra che ultimamente di notte imbratta le porte delle moschee e persino di qualche chiesa (è successo anche in questo weekend a Gerusalemme) con scritte tipo «morte agli arabi» o cretinate anticristiane: sono estremisti che inducono violenza e odio antisraeliano. Se sommiano questi due addendi, ne è uscita fuori una smodata ma non inconsueta battuta di Amos Oz: lo avrebbe potuto dire qualsiasi dei mostri sacri della letteratura israeliana, alla David Grossman, o alla Aleph Beth Yoshua, artisti meravigliosi che hanno nutrito tuttavia nel corso di questi anni il peggior odio antiebraico, o antisraeliano se si vuole, con esclamazioni pacifiste molto distratte, molto autoreferenziate, avulse da qualsiasi senso di realtà.

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L’idillio degli ebrei con il regime fascista prima delle leggi razziali

CONTROMEMORIA Profondamente assimilati e incapaci di capire l’antisemitismo insito anche negli elogi («Un ebreo era quello che ci voleva alle Finanze») molti ebrei italiani aderirono entusiasticamente al regime che li avrebbe prima emarginati e poi mandati a morte, ma furono dimenticati dalla storiografia della Shoah per convenienza

Giovanni Cecini

Se il protagonista del temporaneo arresto delle Camicie nere era stato un ebreo (Maggiore Generale Emanuele Pugliese che fermò la Marcia su Roma NdR), ciò non significa che non vi fossero suoi correligionari sull’altra sponda, anzi 230 furono gli israeliti (227 italiani e 3 stranieri) che ottennero il brevetto della «marcia su Roma» – incerta risulta la loro reale presenza – e 746 erano quelli che risultavano allora iscritti al Partito Nazionale Fascista oppure al Partito Nazionalista, che si fusero nel marzo del 1923.

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Storie di ebrei fascisti

CONTROMEMORIA

Nico Pirozzi

È la storia, realmente accaduta, di una famiglia di ebrei fascisti, che come altri seimila ebrei italiani, dichiarati tali dalle leggi razziali del novembre 1938, finirono i loro giorni in un campo di sterminio della Polonia orientale, o vittime di qualche rappresaglia nazista. Una storia della Shoah, la terza per la precisione, quella che racconta Nico Pirozzi, autore di “Traditi” (Edizioni Cento Autori, pag. 160, Euro 15). Una storia che, anche questa volta, ha per sfondo Napoli.

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Da Freud a Einstein gli ebrei geniali perché perseguitati

Albert Einstein, Sigmund Freud, Leonard Bernstein, Saul Bellow erano predisposti al genio in quanto ebrei, vittime per secoli di pogrom e discriminazioni? È questa la provocatoria conclusione di uno studio di antropologi dello Utah che hanno messo in relazione l’intelligenza altamente sopra la media degli ebrei ashkenazi alle persecuzioni da questo gruppo subite nel corso dei secoli.

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Gli ebrei in Italia dall’antichità ai giorni odierni

MONACO – Il 16 e 17 giugno scorsi si è svolto presso l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera un importantissimo congresso internazionale su “Gli ebrei in Italia dall’Antichità ai giorni odierni: tra ghetto e integrazione”, promosso dal Dipartimento di Storia Europea del XIX e XX secolo e dal Dipartimento di Storia e Cultura ebraica, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura, della Fondazione Fritz Thyssen per il progresso scientifico e del Circolo degli Amici della Cattedra di Storia e Cultura ebraica. Continua a leggere »