David Piazza | Kolòt-Voci

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Il tele-rabbino

David Piazza

In sordina e all’immediata vigilia di un importante Congresso dell’Unione delle Comunità che potrebbe ridefinire il suo ruolo in Italia, il Rabbinato sorprende tutti e propone una nuova figura, prima poco conosciuta, il rabbino a distanza, ossia il “tele-rabbino”. La settimana scorsa sono stati infatti nominati due nuovi Rabbini capo: ad Ancona rav Giuseppe Laras (residente a Milano) e a Napoli rav Scialom Bahbout (residente a Roma), due rabbini apprezzati e di grande esperienza che però, a quanto ci risulta, non risiedono nelle Comunità che li hanno scelti.

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Mishnà: Pubblicato Bavà Metzià

Un nuovo trattato, il sedicesimo, è stato pubblicato nell’ambito della nuova edizione italiana della Mishnà curata dall’Assemblea Rabbinica Italiana con il contributo e il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La Mishnà (o Torà Orale) consiste nella grande e sistematica raccolta di insegnamenti dei Maestri dell’ebraismo, tramandati dapprima oralmente e poi messi per iscritto da Rabbi Yehudà Ha-Nasì alla fine del Secondo secolo. Nel Progetto sono coinvolti numerosi rabbini e studiosi di lingua italiana che vivono sia in Italia che in Israele e negli Stati Uniti d’America. Il Progetto, nato nel 2000, ha registrato un notevole successo presso le famiglie e le scuole ebraiche. In particolare, la nuova edizione italiana riscuote molta popolarità fra i giovani, che apprezzano l’ottima grafica e l’allestimento tipografico opera degli editori David Piazza (Morashà) e Ghidon Fiano (Lamed).

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Ebrei lontani? Proviamo a condividere maggiormente la gestione comunitaria

David Piazza*

Degli ebrei “lontani” si è detto finora molto, forse troppo e si è fatto poco, forse troppo poco. Si è detto molto perché sotto questa definizione possono cadere molte situazioni molto diverse tra loro e soprattutto perché, spesso parlare di ebrei lontani vuol dire evocare demagogicamente una politica comunitaria che dovrebbe essere diversa, ma che alla prova dei fatti è molto difficile riempire di contenuti concreti.

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Tecniche avanzate di manipolazione

Polemica

Che ne direste se su qualche sito cristiano fondamentalista comparisse la notizia di un crimine che lede profondamente la dignità umana e che viene perpetrato in uno dei tanti regimi autoritari, venisse ad arte accostata a una notizia “simile” che si riferisce invece a un comportamento ebraico? Probabilmente grideremmo tutti allo scandalo, accusando il sito di manipolazione con finalità prettamente antisemite.

Beh, questo è esattamente quello che abbiamo avuto la sventura di leggere non su un sito fondamentalista, ma addirittura sulla newsletter “L’Unione Informa” che l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane spedice a circa 3.000 indirizzi email, ogni giorno.

La storica Anna Foa, intellettuale di punta della succitata newsletter, non ha evidentemente resistito alla tentazione di accostare la triste notizia della fustigazione di una ragazza in Pakistan per motivi religiosi, alla notizia che i giornali ultraortodossi israeliani avevano “ritoccato” le foto dell’insediamento del governo Netaniahu “cancellando” le due donne ministro dello stesso governo.

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Condividere per cambiare

I risultati di Noar09, primo incontro delle realtà giovanili ebraiche in Italia, svoltosi a Milano domenica 1/2/2009

La giornata è iniziata di buon mattino nella biblioteca Hasbani già completamente affollata, con il saluto degli organizzatori (Claudia De Benedetti – Vicepresidente Ucei, Alan Naccache dell’Ufficio Giovani Nazionale e David Piazza – Assessore ai Giovani della comunità Ebraica di Milano) ed una breve lezione di Rav Arbib che ha puntato sull’importanza dei giovani per il futuro delle nostre comunità.

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Reciproca fiducia

L’Unione delle Comunità Ebraiche decide di stanziare 300.000 Euro (a seguito donazione privata) a favore delle vittime della guerra a Gaza e gli ebrei italiani in Israele protestano.

David Piazza

L’ultimo giorno del 2008 è stato cruciale per il Consiglio dell’Ucei. Con una tempestività senza precedenti ha intrapreso la via della solidarietà alle popolazioni civili e ha stanziato quella che per i piccoli bilanci comunitari è una grande somma (ma spesso vale più il “pensiero”) destinandone 2/3 a Gaza e 1/3 in Israele (vedi sotto i dettagli). Questo gesto è bastato a scatenare una miriade di mail, molte delle quali farcite di pesantissimi insulti personali ,che non è il caso di riportare su queste pagine, dirette ai massimi rappresentanti delle istituzioni ebraiche italiane, in particolare Riccardo Pacifici (presidente a Roma) e Renzo Gattegna (presidente Ucei).

Le accuse, partite principalmente dalla più focosa delle mailing list ebraiche in italiano (Mafrum per tutti) che lega più di 1000 ebrei di origine tripolina sparsi per il mondo, ma anche altri esponenti della comunità degli “italkìm” (gli ebrei emigrati in Israele dall’Italia) sostanzialmente accusano l’Ucei di aver fatto il gioco della propaganda palestinese, evidenziando le perdite civili. Ancora più grave è l’accusa di volersi, con questo gesto, “dissociare” dalle posizioni israeliane di resa di conti con Hamas, presentando all’opinione pubblica una “diversa” idea di ebraismo, più attenta alle sofferenze.

Eppure questa “dissonanza” con le autorità ebraiche della diaspora italiana può rappresentare un’ottima occasione per qualche riflessione sui rapporti fra Comunità tanto distanti fisicamente e tanto vicine emotivamente:

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Accuse generiche

Prima risposta (delle tante) all’articolo che commentava ieri la vittoria della lista di Riccardo Pacifici a Roma

Roberto Jarach

Caro David, non finirai mai di sorprendermi per la costanza con la quale, sostenendo spesso cause giuste, riprendi stereotipi del passato fatti di luoghi comuni e vaghe accuse senza contenuto né prove e, peggio, senza conoscenza dei fatti e della storia.

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