Daniele Cohen | Kolòt-Voci

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Milano ebraica verso elezioni anticipate

Ester Moscati

SeparazioneLo diciamo subito: le dimissioni non sono state ritirate e la Comunità è appesa a un filo, anzi a un… Rami Galante che, assente al Consiglio del 22 dicembre, deve ora decidere se confermare o meno la sua posizione. Se, come gli altri della lista Wellcommunity, dovesse dimettersi, la procedura è chiara: gestione ordinaria, un Consiglio che convocherà le elezioni anticipate, urne aperte entro marzo 2015. È esattamente da due mesi che la parola “dimissioni” pesa come la classica spada di Damocle sui lavori del Consiglio della Comunità. La linea di questo tempo sospeso parte infatti dal 21 ottobre, quando la votazione sul Bilancio consuntivo 2013 registra un piccolo sisma: la lista Ken si astiene, permettendo in questo modo l’approvazione del Bilancio, a condizioni giudicate però offensive dalla lista Wellcommunity dell’assessore alle finanze Raffaele Besso, che avrebbe voluto che il suo impegno fosse sostenuto da una approvazione unanime del Consiglio. Tanto che il 23 ottobre arrivano le dimissioni di Besso e del Presidente Meghnagi, seguite a breve da quelle di altri membri della sua lista. In particolare Raffaele Besso scrisse allora “ritengo venute meno le minimali condizioni per poter continuare a svolgere il mio incarico con serenità e passione”.

In questi due mesi i tentativi di ricucire lo strappo si sono susseguiti in modo più o meno palese, fino ad arrivare all’assemblea del 18 dicembre, che tra l’altro ha espresso un fortissimo sconcerto e una chiara contrarietà alla decadenza del Consiglio. Tanto che il Presidente Meghnagi, in chiusura dell’assemblea, aveva fatto capire di non essere rimasto indifferente alle sollecitazioni degli iscritti, pur con le riserve e i dubbi che la stanchezza spesso porta con sé. Gli uomini abituati a “fare”, soffrono di più l’attacco defatigante delle parole che il lavoro in sé, e l’impressione è stata che la voglia di dire basta fosse frenata solo dagli applausi e dal sostegno dell’assemblea.

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Un festival rivolto all’esterno per unire all’interno

La Comunità Ebraica di Milano sta preparando per l’autunno Shabbat Shalom, un grande festival ebraico con al centro uno dei capisaldi della diversità ebraica, lo shabbat. Previsti momenti di studio, dibattiti, spettacoli, mostre e presentazioni culinarie con la partecipazione di nomi importanti dall’Italia e dall’estero. Qui intanto spieghiamo come è nata l’idea.

David Piazza

Il progetto Shabbàt Shalòm nasce in fondo da una semplice constatazione: gli iscritti alle nostre Comunità stanno diventando sempre più diversi tra loro e quindi sempre più divisi. Non si tratta più di un semplice problema di provenienza etnica, quello che chiamavamo cioè col nome di edòt, ma siamo di fronte a profonde divergenze etiche e progettuali sul significato di essere ebrei, oggi, in Italia. I valori comuni sembrano sempre più flebili e di conseguenza aumenta la conflittualità interna. Per usare un luogo comune, ci ritroviamo spesso a discutere di ciò che ci divide, senza avere un’idea chiara di ciò che ci unisce.

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Famiglia e Comunità, istituzioni in crisi?

Rossella Tercatin

È possibile partecipare a una serata in cui ci si domanda come stanno le Comunità e le famiglie ebraiche in Italia, e uscirne un po’ più ottimisti di quando si era entrati? È possibile, almeno guardando al primo della serie di incontri che ha organizzato la Comunità Ebraica di Milano in collaborazione con il dipartimento Educazione e Cultura dell’UCEI. Che di gente ne sarebbe venuta tanta, lo si era capito vedendo la folla intorno ai tavoli della cena a buffet. Chiacchierando, il pubblico si è lentamente spostato in sala: una volta esauriti i posti in aula magna, è stata aperta anche la palestra.

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Il nuovo assessore sulla Giornata della Cultura a Milano

Daniele Cohen ci spiega le novità dell’appuntamento di oggi

La giornata Europea della Cultura Ebraica rappresenta un momento di incontro e di scambio importante con i nostri concittadini milanesi. Per questa ragione abbiamo voluto offrire ospitalità in quello che è un luogo simbolo dell’ebraismo milanese, la nostra Sinagoga Centrale di Via Guastalla.

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