Circoncisione | Kolòt-Voci

Tag: Circoncisione

Il medico ebreo che si batte per vietare la circoncisione

Non bastavano gli antisemiti. Per le puntate precedenti cliccare quiquiqui

Ivano Abbadessa

CirconcisioneLa circoncisione va vietata esattamente come avviene per l’infibulazione. Ne è convinto Avshalom Zoossmann-Diskin, che intervistato da West spiega quella che è la sua battaglia contro la circoncisione. Il medico ebreo e fondatore dell’organizzazione israeliana Ben Shalem, infatti, combatte quest’antica pratica ebraica, prassi consolidata anche nell’Islam, e diffusissima negli Stati Uniti. “La rimozione chirurgica del prepuzio dal pene – dichiara – è una violazione dell’integrità fisica dei minori esattamente come lo è la mutilazione genitale effettuata sulle ragazzine”.

Anzi, per il responsabile di Ben Shalem “alcune forme di mutilazione genitale delle donne tra cui la più comune ‘sunna’ (che comporta il taglio del prepuzio clitorideo) sono meno violente rispetto al più diffuso metodo di circoncisione negli uomini.” A differenza di quanto giustamente accade per le donne, però, “i genitali dei minori di sesso maschile non sono protetti e sono trattati come se non appartenessero a loro, ma ai genitori e alla comunità di appartenenza”.

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Elinor contro i rabbini. Mio figlio non sarà circonciso!

Articolo perfetto per Chanukkà e gli ellenizzanti. Aumentano gli ebrei contro la circoncisione e si aggiungono agli anti-semiti. “Mio figlio è perfetto così” (non ha letto il Midràsh). Ri-leggete anche Kolòt (1, 2, 3)

Fabio Scuto

Brit-MilahFinirà davanti alla Corte Suprema di Israele il caso di Elinor H. e di suo figlio, che la madre si rifiuta di far circoncidere. Perché una Corte rabbinica, che ha giurisdizione legale in Israele per tutte le questioni che hanno che fare con la religione- e quindi anche matrimoni, divorzi, nascite – ha stabilito che la donna dovrà pagare una multa di 500 shekel (120 euro) per ogni giorno di attesa se non farà circoncidere il figlio entro una settimana.

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Identità minacciata

Se diventa sempre più difficile essere ebrei (e musulmani)

Yasha Reibman*

Brit-MilahDobbiamo chiederci se in Europa ci sia ancora posto per ebrei e musulmani o se ci troviamo su un piano inclinato che arrivi a proibire due pratiche centrali per ebraismo e Islam. Polonia, Norvegia, Svizzera, Islanda hanno vietato la macellazione rituale. L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha chiesto di fatto la proibizione della circoncisione.

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Taglietto sì, bagnetto no

Per chi crede che le dispute tra i rabbini italiani di oggi siano troppo accese, eccone una dell’inizio del Novecento sui figli dei matrimoni misti. E su cosa sennò?

Gianfranco Di Segni

Uno dei problemi che suscitò un acceso dibattito fra i rabbini di inizio Novecento (e anche a fine Novecento), è lo status religioso dei figli di matrimonio misto, in particolare quando la madre non è ebrea. Come è noto, secondo la legge ebraica, si è ebrei o nascendo da madre ebrea o convertendosi all’ebraismo. La conversione richiede una procedura complessa, che per l’adulto maschio prevede la milà (circoncisione) e per entrambi i sessi la tevilà (immersione in un bagno rituale) e l’accettazione delle mitzvot (precetti religiosi) davanti a un Bet Din (tribunale rabbinico). Nell’Ottocento le conversioni di adulti non erano così diffuse come sarebbero state nella seconda metà del Novecento e oggi stesso. Dopo l’emancipazione, però, aumentarono di gran lunga i matrimoni misti. Quando una donna ebrea si sposava un non-ebreo, i figli nascevano ebrei e tali venivano cresciuti (a meno di una differente decisione dei genitori). Nel caso reciproco, tuttavia, quando il padre era ebreo e la madre no, e i genitori volevano crescere il figlio come ebreo, questo doveva essere convertito.

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Refendum sul prepuzio a San Francisco

Un uomo che si descrive come “intattivista”, Llloyd Schofield, ha cominciato a raccogliere firme per una proposta di voto che renderebbe la circoncisione un atto criminale nella città californiana. Ebrei e musulmani sul piede di guerra

Marco Tosatti

I gruppi ebraici ed altri sono in allarme di fronte al tentativo di rendere illegale la circoncisione a San Francisco, mettendo il tema come oggetto di un referendum popolare. Un uomo che si descrive come “intattivista”, Llloyd Schofield, ha cominciato a raccogliere firme per una proposta di voto che renderebbe la circoncisione un atto criminale.

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JewsNews 3

Quasi un terzo dei soldati israeliani è sionista-religioso

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Nell’ultimo ventennio la percentuale di membri religiosi dell’esercito israeliano è passata dal 2,5 % al 31,4%: quasi un terzo sul totale, una percentuale ben superiore alla popolazione dello stesso gruppo. Il giornale militare Ma’arachot ha pubblicato uno studio che riporta i dati contenuti in una ricerca del 2007.

Il comandante B., un ufficiale dell’IDF in servizio attivo, ha raccolto questi risultati due anni fa, per la sua tesi di laurea presso il National Security College. B., che la fonte lascia in anonimato, è riuscito a raggirare la normale reticenza dell’IDF a rilasciare dati sulle posizioni religiose dei suoi componenti, indagando in che percentuale la scuola superiore di provenienza fosse secolare o religiosa.

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Israele, nasce la protesta laica «Basta la circoncisione»

Un’ associazione di genitori dice no alla pratica. Ma il 97 per cento dei cittadini la rispetta. Lo scrittore Shalev: «Un mistero che non capisco»

Udi vorrebbe far causa ai genitori per quello che gli hanno tolto. Trentotto anni fa, quando aveva otto giorni. Eran, se potesse, tornerebbe indietro. Così ha deciso di «risparmiare» almeno il figlio. Di non circonciderlo. Di non cedere alle pressioni della madre («è la legge religiosa»), di non ascoltare i fratelli («stai commettendo un’ ingiustizia verso il bambino»). «Adesso sono felice per lui. Il piccolo Tal potrà provare qualcosa che io non ho mai sentito». Eran fa l’ avvocato, vive in Galilea, non si definisce un ribelle. «Anzi, da adolescente non sono mai stato indisciplinato, un sovversivo.

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