Carne | Kolòt-Voci

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Macellazione rituale: come ti terrorizzo il consumatore

Non si riesce a far passare una legge che vieti a ebrei e musulmani la macellazione rituale? Basta proporre un’etichetta minacciosa. Ma in Gran Bretagna ebrei e musulmani uniti hanno saputo giocare bene le loro carte.

Paolo Pozzi

Carne EtichettaLa deligittimazione della shechità in molti paesi Europei tenta anche di passare attraverso il tentativo di “informazione coatta”, nei confronti del consumatore, relativamente allo stordimento o meno dell’animale prima della macellazione. L’obiettivo è chiaro: buona parte delle macellazioni halal o kasher, per vari motivi, viene destinata al mercato non musulmano e non ebraico. Basti pensare, relativamente al kasher, ai quarti posteriori che non hanno passato la procedura del nikkùr dal nervo ischiatico (גיד הנשה – Bereshit 32, :25) o che sono risultati sì adatti al consumo umano da parte veterinaria ma, per vari motivi, classificati “non kasher”. O, in alternativa, alla produzione industriale di bovini, agnelli e capretti halal in Gran Bretagna, destinati prevalentemente all’esportazione nei paesi islamici, di cui una parte in ogni caso rimane sul mercato interno e indifferenziato.

Un’eventuale etichettatura relativamente al “mancato stordimento” dovrebbe indurre nel consumatore, attento lettore di etichette al supermercato (?!?), un sentimento di repulsione e quindi di rifiuto all’acquisto, con conseguente pressione economica sul venditore di carne che, a sua volta, arriverebbe a preferire carne da “animale stordito” ed a rifiutare – penalizzando commercialmente – il kasher-halal.

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Quei rabbini italiani troppo zelanti… dei secoli scorsi

Ancora qualche richiamo per la memoria corta in tema di carne kashèr

Gianfranco Di Segni

Da un po’ di tempo si va ripetendo a ogni piè sospinto che le recenti modifiche in materia di kashrut introdotte da molti rabbini italiani siano un’innovazione, influenzata dall’appiattimento a riti diversi da quello italiano originale. In due recenti lettere (vedi sotto) che ho spedito a Shalom, il mensile della Comunità ebraica di Roma, ho mostrato che le cose non stanno proprio così.

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Le parole per dirlo

Uno shochet romano ci spiega la differenza tra carne Kasher e carne Glatt, che secondo rav Elio Toaff era l’unica carne in vendita a Roma prima della guerra, anche se nessuno la chiamava con questo nome. Memoria corta.

Roberto Di Veroli

Trovo che la lettera del Prof. Calimani (Kolòt 12/10/11 in basso) fornisce un buono spunto per poter chiarire maggiormente che cosa è la carne “glatt”, in particolar modo se consideriamo che poche persone che usano questo termine sono mai entrate in un mattatoio, o hanno pratica di kasherut della carne. Tra parentesi: è vero che il termine “glatt” deriva dall’yiddish – e significa “liscio” – , ma la sua origine non ha particolare rilevanza, sia perché esiste il suo corrispondente ebraico “chalak”, sia per altri motivi che esporrò in seguito.

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Mentre a Milano…

Il resoconto dell’ultima seduta di Consiglio dell’11 maggio 2011 in un estratto dell’utile newsletter di Guido Osimo. Le solite storie: Carne, rabbini, consiglieri, strappi…

Guido Osimo

3) LA CARNE KASHER

Guido Osimo

L’Assessore al Culto Milo Hasbani presenta una relazione sulla vendita di carne kasher organizzata dalla Comunità in occasione di Pesach. Tale vendita è andata molto bene: da un lato vi è stato un grande successo presso gli iscritti, dall’altro vi è stato un piccolo utile per la Comunità stessa. Si apre quindi una discussione su come sia meglio continuare questa esperienza.

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Se la Comunità di Milano fa concorrenza ai rivenditori kashèr

Carne in Comunità? Chi ride e chi piange. L’inchiesta con interviste ai diretti interessati del sito yeud.im in occasione della vendita dei prodotti di Pesach dove la Comunità Ebraica di Milano ha importato direttamente carne congelata da Manchester, con controllo Glatt Bet Yosef, uno dei più rigorosi

La carne arriva nei locali della comunità a prezzi calmierati, ma non tutti sono contenti. Siamo andati a chiedere il parere di due rivenditori di carne Eretz e Keter, che vendono carne kasher importata dall’estero, e la macelleria Mr. Meat, che produce la propria carne con un shochet da Israele. Queste sono state le loro risposte.

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Cara cotoletta milanese

ARCHIVIO: I costi della Kashrut in Italia


Perché questa benedetta carne ha prezzi così alti? Colpa dei costi di macellazione rituale o della scarsa domanda? O il problema sta nella vendita al dettaglio? La questione scotta. Allo studio soluzioni e risposte. Per portare la bistecca su tutte le tavole

Davide Romano

“La carne Kasher costa troppo!” è una delle frasi più comuni che da anni si sentono tra gli iscritti alla nostra Comunità. L’attuale crisi economica ha purtroppo aggravato il problema e reso ancora più urgente trovare una soluzione. Eppure la missione di permettere a tutti gli ebrei di mangiare carne kasher dovrebbe essere un dovere, oseremmo dire una mitzvà. Sarebbe inaccettabile infatti, se il rispetto delle regole ebraiche fosse subordinato al reddito. Tanto più che mangiare secondo le regole halachiche è uno dei più importanti elementi che caratterizzano l’identità ebraica. Continua a leggere »

Quarti posteriori: Comunicato del Rabbino Capo di Roma

AVVISO – Dal 1 Giugno in tutte le macellerie kasher sarà vietata la vendita dei quarti posteriori fino a quando non sarà possibile l’eliminazione delle parti proibite, eseguita da un esperto menaqqèr sotto il controllo del rabbinato.

Trovare un menaqqèr esperto e affidabile non è semplice; gli esperti sono rari e cari; per anni abbiamo cercato di farne venire uno o di addestrare il personale, ma le difficoltà incontrate hanno reso impossibile l’organizzazione del servizio. Ci siamo dovuti limitare a segnalare nelle macellerie che la carne dei quarti posteriori non era sotto il nostro controllo; non potevamo neppure cambiare le abitudini di cucina di molte famiglie, bruscamente e senza preparazione. Questo è servito almeno a sensibilizzare una parte della comunità sul problema. Continua a leggere »