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Su il cappello e giù le donne

Fabio Scuto

BorsalinoSi prepara un bel ricorso alla Corte Suprema di Israele per quanto accaduto su due aerei della El Al in partenza dagli Stati Uniti per Israele, decollati con ore di ritardo dopo una lunga bagarre fra i passeggeri del velivolo. Il motivo era rappresentato dal fatto che due gruppi di ebrei religiosi haredim si rifiutavano di sedersi nei posti loro assegnati a bordo, soprattutto coloro ai quali era capitato di vedersi assegnato il posto a fianco di una donna. Discussioni interminabili con l’aereo bloccato a terra, urla, grida, si è arrivati addirittura all’offerta di denaro per invogliare qualche signora a cambiare posto. Un passeggero intervistato dal quotidiano israeliano Yedioth Aaronoth ha definito il viaggio «un incubo durato 11 ore». La scrittrice Elana Sztokman, autrice del recente libro La guerra delle donne in Israele, anche lei fra i passeggeri di uno dei due voli, ha annunciato una sua denuncia per violazione delle libertà personali.

Non è la prima volta che la compagnia di bandiera israeliana si trova in queste situazioni, per le quali è già passata la compagnia di bus Egged, quella che gestisce il tram a Gerusalemme e molti altri servizi pubblici. I giudici hanno stabilito che la segregazione sessuale obbligatoria sui mezzi pubblici è illegale, al limite può essere consigliata, ma non imposta. La stretta osservanza dei principi dei sacri testi e l’ossessione religiosa sta avendo serie conseguenze sociali in Israele e nell’arco degli anni sono state introdotte norme e leggi che hanno profondamente mutato lo spirito laico dei Padri fondatori.

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Gli ebrei ultraortodossi e la disfida del cappello (griffato)

Gerusalemme scoppia la moda del copricapo costoso: e la Borsalino, copiata da Brandolino, porta i rivali in tribunale

Uno su dieci In Israele i religiosi sono il 10 per cento della popolazione, il giro d’ affari dei copricapi imponente

Quelli di Borsalino hanno un diavolo per cappello. Perché di cappelli ce n’ è in palio centinaia di migliaia: quanti ne servono a coprire le teste degli ultraortodossi, il dieci per cento degli ebrei d’ Israele. Cappelloni neri. Di feltro, ricavato dal coniglio australiano o argentino. Sempre più eleganti, sempre più costosi. Il mercato è esploso negli ultimi quindici-vent’ anni, da quando l’ abito ha ricominciato a fare l’ ebreo, da Gerusalemme a Brooklyn, e i copricapo degli haredi sono diventati un affare.

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